EPISTOLARI


È da tanto che volevo dirti
I genitori italiani scrivono ai loro figli

"Cara L.
È da tanto che volevo dirti che ti amo."

In un proliferare editoriale di manuali e saggi sulle problematiche legate all'infanzia e all'adolescenza che portano le firme, anche illustri, di psicologi, psichiatri e psicoterapeuti, ecco un libro di testimonianze che non intende dare in alcun modo risposte. Il lavoro di Giuseppe Caliceti e Giulio Mozzi è stato semplicemente quello di selezionare e di estrapolare brani dai testi raccolti: voci dirette dei genitori scritte in moltissime lettere che hanno costituito la risposta al loro appello (chiamiamolo così) alla ricerca delle parole di mamme e papà rivolte ai figli, cosi come la precedente antologia Quello che ho da dirvi raccoglieva le parole dei figli per i genitori (ma non solo). Impressionante la quantità di testi pervenuti, che indicano chiaramente la necessità di comunicare esperienze e soprattutto sentimenti che probabilmente nel dialogo quotidiano non possono essere espressi. La prima parte del volume raccoglie lettere complete dedicate ai figli, in alcuni casi anche di una certa lunghezza, che raccontano vite e segreti, paure e certezze. La seconda parte è invece una sorta di glossario composto dalle frasi più curiose e dai temi ricorrenti nelle tante missive, o forse, semplicemente dalle parole più "giuste" per esprimere un concetto o un'idea. Chiude l'antologia una breve raccolta di lettere aperte ai figli scritte da alcune madri e un solo papà, probabilmente perché, come si legge nella divertente introduzione L'abbiamo fatto di nuovo a firma dei curatori, le donne scrivono di più. Proprio da questa introduzione vogliamo proporvi la parte finale, che spiega bene la validità di questo libro, sebbene in molti punti "trasudi" retorica e luoghi comuni:
"Per finire: immaginate un appartamento al quarto piano, quello di Giuseppe e Mina, con dentro due scrittori in calzoncini corti e canottiera [...] che leggono, sottolineano, evidenziano, copiano al computer, rimescolano carte e buste.
Uno dei due dice, a un certo punto, sbuffando, levando la testa da un pacco di lettere: 'Ma insomma, qui c'è un sacco di retorica!'
'Ma', fa notare Mina, mettendo su il caffè, 'anche nella vita c'è un po' di retorica'. 'Cioè?' 'Cioè succedono sempre le stesse cose, le situazioni sono simili, le parole per dire quello che c'è da dire sono in fondo sempre quelle, non è facile trovarne delle nuove, forse non è neanche importante, l'importante è che siano dette, e che siano quelle adatte, no?'"

È da tanto che volevo dirti. I genitori italiani scrivono ai loro figli
A cura di Giuseppe Caliceti e Giulio Mozzi
257 pag., Euro 8.50 - Edizioni Einaudi (Einaudi Tascabile. Stile libero n. 1048)
ISBN 88-06-16365-5

Le prime righe

L'abbiamo fatto di nuovo
di Giuseppe Caliceti e Giulio Mozzi

Questo libro, che si chiama È da tanto che volevo dirti, è per così dire il seguito, o la conseguenza, di un libro che abbiamo pubblicato nel 1998 in questa stessa collana e che si chiamava Quello che ho da dirvi.
Il libro del 1998 raccoglieva testi scritti da ragazze e ragazzi, adolescenti, ai quali avevamo chiesto di raccontare come se la passavano a casa, com'erano le loro relazioni con gli adulti, come vedevano se stessi nella prospettiva di diventare adulti, e cosi via. Raccogliendo, montando, incollando i loro testi volevamo fare, così scrivevamo allora, un libro che fosse come "una bottiglia piena di messaggi da lanciare all'universo: ai ragazzi della vostra età, alle amiche e agli amici, ma soprattutto agli adulti: genitori, insegnanti, datori di lavoro e così via".
Ci eravamo molto divertiti, nell'estate del 1997, a leggere le lettere dei ragazzi, i loro racconti, le fotocopie dei loro diari segreti: tre ceste di testi bizzarri e giudiziosi, esilaranti e commoventi, interessanti e, ciascuno a suo modo, istruttivi. Il libro uscì nel febbraio del 1998, destò un certo interesse, passò. Come succede ai libri, specie a quelli che cercano in un modo o nell'altro - il nostro modo è quello della scrittura: ne parleremo dopo - di rappresentare una realtà presente e transitoria.
Nell'ultima pagina del libro avevamo inserito un testo speditoci da un adulto, la signora Franca. Era una lettera di ringraziamento ai figli. Ci pareva un bel modo di chiudere il libro - è sempre bello, quando qualcuno ringrazia qualcuno -, ed era il segnale di una cosa che ci sarebbe piaciuto fare: se il libro dei ragazzi - come lo chiamavamo tra noi - era sostanzialmente un libro di domande, sarebbe stato sensato fare anche un libro di risposte. Nel quale i genitori rispondessero alle domande, alle provocazioni, alle irritazioni, alle ingenuità - be', anche agli spropositi - dei figli.
Ecco. Siamo riusciti a farlo, questo libro dei genitori: è questo che ora avete tra le mani.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


I curatori

Giuseppe Caliceti è nato nel 1964. Abita a Reggio Emilia. Ha pubblicato i romanzi: Fonderia Italghisa e Battito Animale, Pubblico/Privato 0.1, diario on line dello scrittore inattivo.

Giulio Mozzi è nato nel 1960. Abita a Padova. Ha pubblicato vari libri di racconti: La felicità terrena, Fantasmi e fughe, Fiction. Nell'archivio di libriAlice.it è presente l'intervista con l'autore.

Insieme i due hanno curato nel 1998 Quello che ho da dirvi. Autoritratto delle ragazze e dei ragazzi italiani


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


10 gennaio 2003