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Enrico Montesano

Comicità, satira, divertimento: ma chi interpreta in modo corretto questa "vocazione" è anche una persona di cultura: ne è un felice esempio un attore famoso come Enrico Montesano.

Quali sono stati i libri fondamentali della sua infanzia?

Ho sempre amato molto leggere e i libri che considero fondamentali, ieri come oggi, sono senza dubbio i grandi classici per bambini. In particolare le opere di Emilio Salgari, o Robinson Crusoe (da bambino pronunciavo il nome del protagonista così com'è scritto) e L'Isola del tesoro. Erano libri che facevano volare con la fantasia, che trascinavano verso nuovi mondi avventurosi.

Lei ha due figli, che cosa leggono? pensa che i libri che ha amato ieri siano attuali anche per loro?

Io ho due figli, uno di due e l'altro di otto. Quest'ultimo ama moltissimo leggere, soprattutto libri di fiabe. Ultimamente si sta appassionando all'Egitto e alla sua storia: altro argomento che rapisce e che cattura l'attenzione dei ragazzi. Devo dire che anche a me affascina molto l'argomento, la storia, la mitologia... E insieme, io e lui, partendo proprio dall'Egitto, possiamo scoprire le storie degli dei e dei miti e l'interesse per la storia.

E oggi, cosa sta leggendo?

Oggi sto leggendo Le particelle elementari di Houellebecq, un gran bel libro che consiglio caldamente. E proprio da questo sto traendo spunto per il libro che sto scrivendo per la casa editrice di Gino e Michele, la Kowalski.

Una nuova sfida, dunque. Ce ne può parlare? Come si trova nelle vesti di scrittore e con quali modalità scrive?

Sì, è una grande e nuova sfida di cui sono entusiasta. Sarà un libro di pensieri, riflessioni e parti satiriche, non il classico libro di un comico che semplicemente trascrive le battute o le scenette proposte sulla scena, piuttosto un testo che nasce dalle mie esperienze umane e dalle cose lette. E per fare ciò prendo appunti, sempre, in qualunque luogo. E soltanto dopo, quando ho un attimo di pausa li riordino e do loro forma.

Quali sono stati i libri fondamentali nella sua vita?

Non ho un "libro del cuore" in particolare: tutto quello che ho letto ha contribuito a farmi maturare. Ci sono state comunque delle opere che sono diventate particolarmente importanti nella mia vita. Per esempio il primo romanzo di Primo Levi, Se questo è un uomo: un libro che mi ha letteralmente folgorato. Ricordo di averlo letto in un unico giorno, di aver fatto solo una breve pausa per mangiare con l'assillo e l'esigenza di ritornare a leggerlo.

Ha un genere letterario preferito?

No, spazio molto. Amo passare delle ore in libreria, immergermi nei titoli, scoprire autori nuovi... Leggo molto il giallo e di questo genere soprattutto autori importanti come Vázquez Montalbán, ma leggo anche libri di storia. Ultimamente mi ha appassionato molto un testo sulla storia e la letteratura di Roma e credo che trarrò diversi spunti per il mio prossimo libro. Mi interessa anche la storia delle religioni: ecco questo è un altro genere di lettura che amo molto. Mi ha colpito particolarmente il libro Sulle tracce di Gesù l'esseno, di Fida M. Hassnain e mi appassiona il discorso sui Vangeli Apocrifi, insomma la religione in generale. Uno delle mie più recenti curiosità è relativa alla storia dei Templari.

Noto che spazia molto. Da dove trae spunto per acquistare i libri? Si fa consigliare da qualche amico, è influenzato dalle recensioni che legge sui giornali, o ama 'perdersi' nelle librerie?

No, come le dicevo, mi piace vagare nelle librerie. Se mai la cosa difficile è quella di non spaventarsi dalla immensa vastità dei titoli che vedo. Spesso mi lascio prendere dall'angoscia se penso a quanti bei libri non ho letto e non riuscirò mai a leggere.

E per Natale regalerà dei libri, magari anche ai suoi figli?

Certamente. Ho sempre detto: libri per Natale e giochi per la Befana, solo però se si è stati "bravi", altrimenti nulla!

Di Piera Passalacqua


18 dicembre 2002