RICORDARE IL PASSATO

Duccio Demetrio
Album di famiglia
Scrivere i ricordi di casa

"La famiglia vive di cambiamenti nel corso della vita, trasformandosi, adattandosi al fiorire delle diverse individualità, imparando a mediare crisi di coppia e filiali, con i nuovi ingressi amorosi, consolando e creando zone di più ampie responsabilità. I ricordi diventano felicità quotidiane, ferite coniugali riparate o irrisolte, adattamenti di convenienza, reinnamoramenti e scansioni rituali."

Che cos'è la memoria? È che cosa rappresenta un "album di famiglia" se non la capacità di ripensare il proprio passato più lontano e nello stesso tempo la rete di relazioni intrecciate nel corso dell'intera vita? Ma, ancor di più, che cosa ci possono dire, quali messaggi mandare, le foto un po' sfocate dei nonni e dei bisnonni? E noi, bambini, noi osservati dall'occhio affettuoso dei parenti, noi nelle mille pose dell'infanzia? È lo sguardo degli altri, il loro modo di vederci e di interpretarci. Così anche grazie al gioco della scrittura, degli appunti e delle notazioni fondamentali o insignificanti, costruiamo una storia che proseguirà oltre noi stessi, che farà parte della storia di altri, dei figli, dei nipoti, che è il futuro ancor prima che il passato.

Album di famiglia. Scrivere i ricordi di casa di Duccio Demetrio
144 pag., Euro 24.00 - Edizioni Meltemi (Cura di sé n.21)
ISBN 88-8353-180-9

Le prime righe

Sulla soglia
Memorie famigliari e luoghi della casa

L'annuncio, un tempo...

Nelle famiglie altrui, molto tempo fa, quando la riservatezza, la discrezione, il rispetto dei segreti facevano parte dell'educazione ricevuta, occorreva entrare chiedendo permesso. Non solo nel varcare la soglia, ma in senso antico e morale.
Il rispetto per l'inviolabilità della casa ignota coincideva con il riconoscimento di una storia, di un secretum genealogico, della sua accettazione e condivisione. Anche se prima del suo ingresso, l'ospite atteso non era del tutto all'oscuro sul conto dei padroni di casa e degli altri abitatori, una sospensione, pur minima, dei minuti tra il suono del campanello e il transito nel luogo sconosciuto, rendeva l'incontro sempre un po' sacro.
Questo è ciò che raccontano romanzi, lettere, poesie, diari dedicati alla trepida incertezza dinanzi all'inaspettato, a un rifiuto o a un'accoglienza festosa. A un imbarazzante e offensivo diniego di ospitalità, oppure all'incoraggiante riconoscimento - avvalorato da un dono in bella mostra - di un invito a oltrepassare la linea tra il dentro e il fuori.
Questo ritroviamo nel tema sacro dell'Annunciazione. L'angelo, pur messaggero dell'Onnipotente, si avvicina con cautela e rispetto alla casa di Maria. Spesso si ferma sul limitare o vi entra aereo in punta di piedi, recando un omaggio: un giglio, o soltanto le parole sussurrate, ma perentorie, della sua missione. Oltre la scena biblica, il rito si è ripetuto nella laicità prosaica degli ingressi comuni, domestici, quotidiani o eccezionali. L'annuncio, in tal caso, era preceduto da una lettera, poi da una telefonata, ora da un messaggio sms.

© 2002 Meltemi Editore


L'autore

Duccio Demetrio è professore di Filosofia dell'educazione e di Teoria e pratiche autobiografiche all'Università di Milano-Bicocca. Direttore della rivista Adultità, è Presidente della Libera Università dell'autobiografia di Anghiari fondata con Saverio Tutino. Tra le sue pubblicazioni: Pedagogia della memoria (1998), Elogio dell'immaturità (1999), Di che giardino sei? (2000), L'educazione interiore (2000), Ricordare a scuola (2002).


18 dicembre 2002