RITROVARE LA SPERANZA


Il quarto re magio
Storie di Natale

"È un Natale stupendo. Una di quelle cose che si scrivono sui temi a scuola: la neve fuori delle finestre della baia, il panettone, i dolcetti, le bibite e anche lo spumante, benché siamo tutti minorenni e i nostri ci abbiano proibito di bere alcolici."

Pier Vittorio Tondelli



Chi è il quarto re magio? Un saggio, dice la leggenda, che si fermò per strada e non raggiunse la Capanna, ma durante il suo viaggio diede ai deboli e ai sofferenti che incontrava lungo il proprio cammino i doni portati con sé per il "grande incontro" e ascoltò con attenzione le parole di chi era in difficoltà.
Il titolo dato dall'editore a questa raccolta di testi di autori di tutto il mondo vuole così mettere in luce come fermarsi ad ascoltare la voce degli altri, può far perdere anche il più importante degli appuntamenti (e forse una certa notorietà), ma di certo arricchisce e fa capire quanto diverse siano le ragioni degli uomini, i loro modi di vivere, le loro scelte: un cammino che porta ad una illuminazione tutta laica ma altrettanto eticamente importante. Varie quindi anche le modalità di parlare del Natale ed è interessante conoscerle se oltre a tutto sono voci di grandi scrittori.
I testi compresi nel volume sono di Heinrich Böll, Luciano Bianciardi, Dambudzo Marechera, William Trevor, Arthur C. Clarke, Pier Vittorio Tondelli, Cristiano Cavina, O. Henry, Guy de Maupassant, Jack Ritchie, Adalbert Stifter, Anthony Trollope e Pier Paolo Pasolini.

Il quarto re magio. Storie di Natale
296 pag., Euro 8.80 - Edizioni Marcos y Marcos (Onde n.5)
ISBN 88-7168-352-8

Le prime righe

HEINRICH BÖLL
Tutti i giorni Natale

Si cominciano a notare nella nostra parentela fenomeni di decadenza che per un certo periodo ci siamo sforzati in silenzio di non vedere; ma ora siamo decisi a guardare in faccia il pericolo.
Non vorrei azzardare la parola crollo, ma gli avvenimenti preoccupanti si moltiplicano in tal maniera da rappresentare un pericolo e mi costringono a raccontare cose che suoneranno certo sorprendenti alle orecchie dei miei contemporanei, ma che nessuno può mettere in dubbio. Le muffe della decomposizione si sono annidate sotto la crosta spessa e dura del decoro, colonie di mortali parassiti che annunciano la fine dell'integrità di tutta una razza.
Oggi dobbiamo rimpiangere di non aver prestato ascolto a nostro cugino Franz, che cominciò presto a farci notare le terribili conseguenze che avrebbe avuto un fatto "di per sé innocente".
Un avvenimento in sé così irrilevante che la misura delle sue ripercussioni ora ci spaventa; Franz ci aveva avvertiti in tempo. Purtroppo godeva di ben scarsa reputazione. Aveva scelto una professione che non era mai comparsa sino ad allora in tutta la nostra parentela e che non avrebbe nemmeno dovuto comparire: Franz fa il pugile.

© 2002 San Marcos y Marcos Editore


18 dicembre 2002