ESPLORARE LE ARTI

Cameron Crowe
Conversazioni con Billy Wilder

"Io non faccio cinema, faccio film, film per divertire. Tra le due cose c'è la stessa differenza che passa tra un tomo rilegato e un racconto settimanale a puntate sul 'Saturday Evening Post'. In altre parole, sono cose per essere apprezzate nel momento in cui escono, non per durare. Forse quelli di Eizenstein e di David Lean. Non mi piace il linguaggio ispirato dei registi che affermano il contrario, e cioè di fare (con tono solenne) CINEMA!"

Un regista che ha davvero segnato una tappa fondamentale nella storia del cinema, un uomo di cui è sempre stata nota la totale mancanza di diplomazia: nonostante ciò, nel difficile ambiente di Hollywood, è riuscito a essere considerato da tutti quelli del mestiere un maestro indiscusso. Non bisogna inoltre dimenticare che gli inizi della sua attività lo videro scrittore di sceneggiature, ma ben presto scoprì la regia e capì che quella era la grande passione della sua vita. Seppe trasmettere, attraverso i suoi film (e grazie a uno humour estremamente intelligente), pessimismo e ironia, romanticismo e sensualità e, nello stesso tempo, riuscì a svolgere una feroce critica sociale. La lunga intervista di Crowe e le numerose immagini (molte delle quali inedite) ci riportano il personaggio Wilder in tutta la sua vivezza e irresistibile simpatia.

Conversazioni con Billy Wilder di Cameron Crowe
Titolo originale: Conversations with Wilder
Traduzione di Andrea Filippi
376 pag., ill., Euro 40.00 - Edizioni Adelphi
ISBN 88-459-1738-X

Le prime righe

I N T R O D U Z I O N E

"Ma almeno un finale ce l'ha?" mi chiede Billy Wilder, il più grande regista e sceneggiatore del nostro tempo.
E la primavera del 1998, e da giorni si parla, in pratica, solo del Niño. Ma io e Wilder, in questo pomeriggio umido e strano, decidiamo senza dircelo di ignorare i torrenziali acquazzoni che si stanno rovesciando sulla California. Ci siamo appena incontrati fuori dal suo ufficio, in una stradina di Beverly Hills: saliamo l'unica rampa di scale fino allo studio, molto tranquillo, dove lavora. Wilder fa tintinnare le chiavi, trova quella giusta e quando abbassa lo sguardo si accorge di avere la scarpa sinistra slacciata. Un altro passo e potrebbe finire per terra. Si blocca sulla soglia. A novantun anni chinarsi è diventato un azzardo. Non mi guarda e io non guardo lui. Dopo qualche istante di reciproco imbarazzo, mi abbasso e gli allaccio velocemente la scarpa. Facciamo entrambi finta di nulla. Entriamo per l'ultima di una lunghissima serie di conversazioni che si protraggono da un anno.

Immaginate per un momento una festa, elegante ma non troppo, cui partecipino solo personaggi dei film di Billy Wilder. Là in fondo, al pianoforte, col bicchiere in mano, c'è il tenebroso Walter Neff della Fiamma del peccato. Neff cerca invano di staccare gli occhi da Zucchero di A qualcuno piace caldo, come sempre incontenibile. In un'altra stanza, Fran Kubelik e C.C. Baxter dell'Appartamento ballano allacciati sulle note di un brano di jazz postmoderno, mentre la Norma Desmond di Viale del tramonto scende l'ampia scalinata e va incontro a Chuck Tatum, il cinico carrierista dell'Asso nella manica. Fuori, al chiaro di luna, nascosta tra le fronde di un albero, Sabrina scruta quella piccola folla eterogenea cercando con gli occhi l'uomo dei suoi sogni, David Larrabee...

Un'immagine



Gary Cooper nel bagno turco con gli zigani, in Arianna.


© 2002 Adelphi Editore


L'autore

Cameron Crowe è stato prima collaboratore e poi codirettore di "Rolling Stone". Nel 1979 ha pubblicato il libro Fast Times at Ridgemont High, che più tardi ha adattato per il grande schermo. Ha scritto e diretto Non per soldi... ma per amore (1986), Singles - L'amore è un gioco (1992), Jerry Maguire (1996), Almost Famous (2000) - gli ultimi due premiati con l'Oscar - e Vanilla Sky (2001). Vive tra Los Angeles e Seattle. Conversazioni con Billy Wilder, apparso per la prima volta nel 1999, è il suo secondo libro.


18 dicembre 2002