GUSTARE LA VITA

Daniela Nahum
Il grande libro dei vini in tavola

L'INVECCHIAMENTO
Terminata la delicata operazione dell'imbottigliamento, il vino avrà bisogno di un paio di mesi per riprendersi e solo allora avrà inizio l'invecchiamento. Il profano potrebbe stupirsi del fatto che un vino superiore non sia limpido, ma ciò significherebbe dimenticarne la complessità...

La cultura del vino è antichissima, e, così dichiara Hemingaway, il vino "è uno dai maggiori segni di civiltà nel mondo": l'Italia ne è una delle grandi patrie, siamone perciò orgogliosi. Ogni regione ne infatti ha di ottimi tanto che le più raffinate cantine di tutto il mondo si fregiano di vini italiani.
Questo volume sa indicarci non solo le principali nozioni per riconoscere le qualità dei singoli vini, ma anche le modalità di conservazione e i più felici abbinamenti ai vari cibi. Una guida pratica e utilizzabile anche da un profano, che riuscirà così ad evitare errori clamorosi di accostamenti improbabili: peccati che nessun cultore della materia potrà mai perdonare!.

Il grande libro dei vini in tavola di Daniela Nahum
424 pag., Euro 16.90 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-6622-X

Le prime righe

UN PO'
DI STORIA

Come è ovvio l'origine certa del primo grappolo d'uva che abbia generato il primo bicchiere di vino si perde, come si usa dire, nella notte dei tempi. Da varie fonti, la datazione più probabile dell'esistenza di vigne si colloca tra i 10.000 e gli 8000 anni fa, in quella zona definita come regione del monte Ararat (oggi suddivisa tra Armenia, Iran e Turchia), dove Noè approdò con la sua arca.
Arca che - secondo un testo mesopotamico recentemente scoperto a Ninive - già trasportava grandi giare contenenti vino, assieme ad altre contenenti birra e olio. A partire da quella zona e da quella collocazione storica, la presenza del vino si fa sempre più frequente e sempre più si estende la sua presenza sul mondo civile di allora.
Dalle pendici del monte Ararat la viticoltura si estese rapidamente in tutti i fertili territori circostanti: numerosi infatti i reperti archeologici ritrovati a testimonianza dell'esistenza del vino e di un suo esteso e fondo commercio. Dal Turkmenistan - ad Ak-Tepe e a Naurazga-Tepe — alla ittita Ivriz, alle città sumere del bacino dell'Eufrate e via via nel tempo fino ad approdare alla civiltà egizia che scoprì il vino attorno al quinto millennio a.C. e che da allora offre numerosissime testimonianze della grande importanza che il vino ebbe anche in quella civiltà.
Naturalmente il vino era allora riservato ad una ristretta classe di privilegiati e rilevante era la sua presenza in cerimonie religiose e riti ufficiali. Il vino era parte integrante delle offerte funerarie che accompagnavano il grande viaggio del nobile defunto, al punto che - nel complesso cerimoniale egizio -serviva anche a ripulire i visceri dei defunti prima che venissero rimessi nella cavità addominale.

© 2002 Piemme Edizioni


L'autrice

Daniela Nahum, milanese, laureata in lettere, per molto tempo ha collaborato con varie case editrici come curatrice di manuali e libri pratici. Da sempre appassionata di eno-gastronomia, ha trasferito le sue conoscenze in libri dedicati alle tradizioni alimentari italiane.


18 dicembre 2002