RITROVARE LA SPERANZA


Caro Gesù Bambino

"Caro Gesù, qual è la ragione che impedisce proprio alla parte più istruita del nostro pianeta e che vive in condizioni di benessere di comprendere che il permanere di ingiustizie così profonde costituisce una minaccia per la solidità e la sicurezza complessiva del Mondo? Che le diseguaglianze non riguardano solo il mondo, ma si ritorcono negativamente sulla qualità della vita di tutti?"

Livia Turco



E se provassero anche gli adulti a scrivere una lettera di Natale a Gesù Bambino? Se ritrovassero la fiducia e la speranza di chiedere, certi che una realtà amica potrà esaudire i loro desideri o per lo meno ascoltare? È stato richiesto ad alcune note personalità del mondo della cultura di scrivere appunto una "letterina di Natale" e ognuno ha interpretato questo invito nel modo più rispondente alla propria persona e alle proprie convinzioni: c'è chi ha chiesto per sé pace e serenità, chi per gli altri un po' di giustizia, chi per tutti un domani senza guerre e dolori inutili. Per alcune delle personalità interpellate scrivere questa lettera è stata un'occasione per recuperare il passato, l'infanzia e l'ingenuità di allora, un "rinnovarsi nel ritrovarsi" che a tutti dovrebbe essere ogni tanto concesso. Il volume, illustrato magnificamente, propone scritti di Giulio Nascimbeni, Maria Rita Parsi, Marina Salamon, Antonio Sciortino, Livia Turco, Marcello Veneziani e Antonino Zichichi.

Caro Gesù Bambino
144 pag., ril., Euro 17.50 - Edizioni Paoline (Giorni di Festa n. 23)
ISBN 88-315-2391-0

Le prime righe

Per chi non crede e per chi soffre

                                                                                    Vittorio Andreoli
                                                                                    psichiatra

Caro Gesù Bambino,
ti ho visto molte volte, dalle mangiatoie dei presepi fino alla Maestà di Duccio, protagonista bambino di opere che ti hanno reso famoso: il bambino più straordinario del mondo e della storia dell'umanità. Ti ricordo con il sorriso, qualche volta, altre con uno sguardo serio che sembra scrutare il futuro, non certo ordinario; e le immagini bambine si mescolano alla Croce, alla flagellazione.
Permettimi di dirti che sei il bambino più inquietante che abbia conosciuto, un bambino che mi genera ancora interrogativi angosciosi e persino drammatici. Sei un bambino-Dio, almeno questa è la vicenda storica in cui il Padre Eterno ti ha posto. E non si tratta dell'inizio di una favola alla "Pollicino", ad "Alice nel paese delle meraviglie". Sei un tormento, poiché se sei Dio, questa tua identità rimane a me incredibile, il tuo ruolo, misterioso.
Il dramma è proprio qui: tu puoi essere Dio nonostante io non creda e, se lo sei, mi sfugge un evento capace di cambiare la vita, come è accaduto a tante persone che conosco e stimo.

© 2002 Figlie di San Paolo Editore


18 dicembre 2002