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Teresa De Sio

Non solo una delle voci più interessanti della canzone italiana, ma un'autrice e una ricercatrice che ha prodotto testi di grande valore artistico: capace di conciliare il rigore e l'originalità con la popolarità, Teresa De Sio è una donna colta e di grande sensibilità.

Quale libro ricordi di aver letto da bambina?

Il primo romanzo l'ho letto quando avevo circa una decina di anni. Era La piccola Fadette di George Sand. È una storia ottocentesca ambientata nelle campagne francesi, e racconta di due fratelli gemelli, ricchi contadini, che si innamorano della stessa donna. Lei è Fadette, un personaggio estremo, poverissima e mal vista da tutti per i suoi comportamenti molto liberi e anticonformisti. Forse una santa, una strega o una puttana. Comunque un'emarginata che, però, cambierà la vita di tutti gli altri personaggi. Credo che questo sia stato non soltanto il primo libro che ho letto, ma anche quello che mi ha maggiormente segnata ed influenzata. In realtà mi identificavo totalmente nel personaggio di Fadette.

Hai un libro del cuore, che suggeriresti di leggere?

Potrei dire che l'opera completa di Borges è la mia Bibbia. È un autore che mi piace moltissimo, mi piace la sua letteratura che ha come argomento centrale sempre se stessa e penso che la sua grandezza consista nel saper essere filosofo e bambino contemporaneamente. Dico questo perché mi sembra che le sue splendide tesi sulla realtà siano sempre tanto fascinose quanto gioiosamente confutabili. Ho scoperto Borges per caso (credo molto nel caso come metodo di avvicinamento alla lettura perché se un libro non lo hai scelto conoscendolo, e dunque non è il frutto di un tuo pregiudizio letterario, allora può sorprenderti moltissimo) nella biblioteca di una mia amica a Torino. Il libro era Finzioni. Aprii una pagina qualsiasi e cominciai a leggere. Il racconto era La morte e la bussola. Lo trovai assolutamente perfetto e diverso da qualunque cosa avessi letto prima. Da allora ho cominciato ad amare questo autore e credo di avere letto tutto quello che ha scritto. Quindi suggerirei il libro Finzioni.

Recentemente hai letto qualche libro interessante?

Mi è stato regalato un libro introvabile che cercavo da tempo. Tutto il teatro di Annibale Ruccello. Questo meraviglioso e potentissimo scrittore napoletano, morto giovanissimo nel '86, se la miope editoria italiana non sarà di intralcio, certamente diventerà un classico.

Quali generi preferisci (fantascienza, saggistica, romanzo, giallo...)

Per la verità io amo tutta la letteratura che proviene da zone culturali realmente diverse da quella in cui vivo io, cioè non occidentali. Preferisco la letteratura giapponese a quella francese, gli scrittori africani a quelli nordamericani. E questo perché se leggo, devo leggere ciò che non mi assomiglia, altrimenti mi sembra di non muovermi da dove sto e di non crescere. Al romanzo storico preferisco il libro di storia, al romanzo psicologico preferisco la vita.

Scegli tu un libro o ti lasci consigliare?

Nel rapporto con i libri, come ho già detto, credo molto nella casualità. A parte i miei preferiti ( Shakespeare, Paz, Gadda, Pasolini etc.) sono molto incuriosita dai libri che mi vengono regalati. Posso comprare un libro di un autore che non conosco solo perché mi piace il suo nome, o perché è indiano. I consigli mi infastidiscono un po'.

C'è un libro che assolutamente sconsiglieresti di leggere?

Qualsiasi libro che ti annoi dopo le prime cinque pagine. Assolutamente!

Di Piera Passalacqua


29 novembre 2002