COSCIENZE

Mordecai Richler
Quest'anno a Gerusalemme

"Gerusalemme gode (o, per dirla in maniera più appropriata, soffre) non di uno ma di tre giorni di festa consecutivi: venerdì, sabato e domenica. Il venerdì mattina il muezzin, cantilenando in un altoparlante, chiama a raccolta i devoti musulmani che in massa giungono dalle conigliere della Città Vecchia alla Cupola della Roccia. Nel tardo pomeriggio, poco prima del calar del sole, le sirene proclamano l'inizio del Shabbat ebraico. Tutti i trasporti pubblici smettono di funzionare fino al tramonto di sabato, e il sabato mattina gli ebrei devoti si radunano in più di mille sinagoghe. Il mattino seguente Gerusalemme si sveglia al suono delle campane delle chiese che si chiamano l'un l'altra."

Richler è un autore che all'improvviso è esploso nell'empireo della letteratura grazie al fortunato (e bellissimo) La versione di Barney. La scomparsa dello scrittore, avvenuta nel 2001, non ha ridotto il numero dei suoi ammiratori e ogni libro che appare nella traduzione italiana diventa subito un successo. E se ha riscosso grande interesse Il mio biliardo, edito sempre da Adelphi qualche mese fa, opera prevalentemente rivolta a un pubblico di lettori di sesso maschile, appassionati di questo gioco, per Quest'anno a Gerusalemme l'attenzione non può che essere maggiore sia per il tema che per la contingenza storica in cui appare nelle librerie italiane.
Pubblicato per la prima volta nel 1994 in Canada, il libro di carattere autobiografico non ha certo perso di attualità perché la situazione dello Stato ebraico, che qui viene osservata dagli occhi pensosi di un giovane ebreo, è ben lontana dall'essere risolta. La "cavalcata" dello scrittore attraverso la cultura ebraica gli ha strutturato un pensiero tutt'altro che ortodosso, ma gli ha anche aperto (e il vivere altrove gli ha di certo facilitato questo itinerario)
una visione critica della realtà che sa tener conto delle ragioni altrui pur nella difesa della propria identità.
La memoria è una delle chiavi di lettura del libro, ed è la memoria che può riaccendersi grazie a incontri, lettere, occasioni fortuite, ma soprattutto alla rielaborazione individuale degli eventi conosciuti o vissuti. La bellissima immagine della copertina del libro ci introduce pienamente nel clima culturale e nell'atmosfera del tutto particolare che si può avere nello Stato d'Israele: la preghiera e le armi, il Libro e la solitudine.

Quest'anno a Gerusalemme di Mordecai Richler
Titolo originale: This Year in Jerusalem
Traduzione di Massimo Birattari
333 pag., Euro 18.00 - Edizioni Adelphi (La collana dei casi n. 53)
ISBN 88-459-1733-9

Le prime righe

1

Nel 1944 sapevo dell'esistenza di tre gruppi giovanili consacrati all'affascinante idea di uno Stato ebraico indipendente: Hashomer Hatza'ir (la Giovane Guardia), la Giovane Giudea e Habonim (i Costruttori).
Hashomer Hatza'ir era risolutamente marxista. Secondo gli interessanti resoconti che avevo sentito, era usuale, nei loro kibbutzim già fondati in Palestina, che i ragazzi e le ragazze sotto i diciotto anni facessero la doccia insieme. A Montreal, fra i membri di Hashomer Hatza'ir c'era un mio compagno di scuola che chiamerò Shloime Schneiderman. Nel 1944, quando eravamo ancora alle medie, Shloime godette di un momento di celebrità dopo la comparsa della sua fotografia sulla prima pagina dello "Herald" di Montreal. Le tavolette di cioccolato erano aumentate di due centesimi, e lui era stato uno dei capi di una dimostrazione, nella quale reggeva un cartello che diceva: ABBASSO LE TAVOLETTE DI CIOCCOLATO A 7 CENTESIMI. Alle riunioni i membri di Hashomer Hatza'ir indossavano un'uniforme: camicia blu e fazzoletto al collo. "Loro avevano vere corti marziali," ha scritto Marion Magid nel suo ricordo del periodo con Habonim, nel Bronx, all'inizio degli anni Cinquanta, "l'analisi di gruppo, e le ragazze non potevano mettersi il rossetto". Invece, secondo la mia esperienza, le ragazze delicatamente profumate della Giovane Giudea avevano un debole per le perle e i golfini di cachemire. Abitavano nelle vie alberate del sobborgo residenziale di Outremont, in villette con le rastrelliere riscaldate per gli asciugamani del bagno, stanze dei giochi nel seminterrato e una targa sul muro dell'angolo bar che indicava il numero di alberi che grazie al finanziamento dei loro genitori erano stati piantati in Eretz Yisrael, la terra d'Israele.
Io entrai in Habonim — il settore giovanile di un partito sionista di ispirazione socialista — poco dopo il mio bar mitzvah, al primo anno di liceo alla Baron Byng. Fui reclutato da un compagno di scuola dell'aula 41 che chiamerò Jerry Greenfeld.

© 2002 Adelphi Edizioni


L'autore

Mordecai Richler (1931-2001), canadese del Quebec, ha scritto La versione di Barney (2000) e Il mio biliardo (2002). Quest'anno a Gerusalemme è stato pubblicato per la prima volta nel 1994.


Di Grazia Casagrande


6 dicembre 2002