W LA RAI!

Enrico Menduni
Televisione e società italiana
1975-2000

"Tramontato ormai il modello del monopolio, la neotelevisione è completamente satura nelle sue risorse e ha visto in questo decennio schierarsi intorno a lei numerosi potenti fattori di trasformazione del mercato. Tale trasformazione, tuttavia, non è ancora stata in grado di produrre un mercato televisivo qualitativamente diverso, a causa di fattori di resistenza la cui tenacia non può essere sottovalutata."

Un testo che sarà di certo utilizzato nelle facoltà di Scienze delle Comunicazioni come manuale, ma che può interessare un pubblico assolutamente vasto. Menduni racconta in modo brillante e preciso la storia della televisione degli ultimi venticinque anni rapportandola all'evoluzione della società italiana con cui è inevitabilmente intrecciata. Con le trasformazioni storico sociali degli anni Settanta, vi è l'entrata in crisi del modello "bernabeiano", specchio di una nazione dalla industrializzazione e dalla ricchezza recenti, vero primo mezzo di comunicazione e di cultura di massa. L'affacciarsi sugli schermi di casa di immagini dai paesi confinanti, poi di emittenti "libere" (sia radiofoniche che televisive) rappresenta la prima rottura del monopolio Rai, ma le due anime, quella pubblica e quella privata nascente, viaggiarono per un lungo periodo su binari paralleli e incomunicabili. Ortoleva, uno dei maggiori studiosi dei mezzi di comunicazione di massa, ha dimostrato come da metà degli anni Settanta il sistema televisivo abbia ben saputo rappresentare quel complesso periodo di trasformazione della società italiana, e Menduni approfondisce l'analisi e ne definisce i termini indicando come anche i referenti sociali siano andati via via mutando: da strumento popolare, di cultura "bassa" la tv è diventata produttrice di mode culturali e soprattutto arena politica. Il ruolo economico svolto poi dalla pubblicità ha fatto sì che si siano anche modificati i rapporti di forza col cinema e col mondo editoriale. Tale potere ha inciso profondamente anche sugli stili di vita, sui consumi e sulle ideologie. Negli ultimi anni sono intervenute nuove forme di comunicazione (internet prima di tutto) che mostrano come il discorso sia tutt'altro che concluso e si stanno aprendo nuove avventure per il sistema televisivo: necessario e prezioso si dimostra perciò approfondire ciò che è avvenuto negli ultimi venticinque anni prima di affrontare un nuovo universo culturale.

Televisione e società italiana 1975-2000 di Enrico Menduni
223 pag., Euro 17.50 - Edizioni Bompiani (Studi Bompiani)
ISBN 88-452-4562-4

Le prime righe

INTRODUZIONE

Nel settembre 1974 Ettore Bernabei, gran padre padrone del monopolio Rai su cui aveva esercitato per quattordici anni un potere assai ampio, lasciava la radiotelevisione pubblica per assumere un ruolo, robusto ma di assai minor rilievo culturale e sociale, nelle Partecipazioni statali. La Rai stava per essere parlamentarizzata. Era in atto nel paese un dibattito attorno a varie proposte di riforma della radiotelevisione, che condividevano tutte la fine di una forma di controllo così ampio come quello che, nel bene come nel male, aveva esercitato Ettore Bernabei, il quale giustamente ritenne giunto il momento di uscire di scena.
La società italiana aveva alle spalle un boom economico che aveva ridotto, stravolto o nascosto i suoi caratteri rurali e arcaici. Con il duro lavoro degli anni Cinquanta, la fuga dalle campagne e dal sud, l'emigrazione, la grande urbanizzazione delle periferie e lo sviluppo dell'industria manifatturiera l'Italia aveva cambiato volto. Adesso prevaleva un modello industriale articolato fra grandi fabbriche (prevalentemente nel triangolo fra Torino, Milano, Genova) e un tessuto di imprese medie e piccole cresciuto nel Veneto, in Emilia, nelle Marche, in Toscana. Si era affermato un modo di vita e di consumo spiccatamente urbano, con nuclei familiari di dimensioni molto più ridotte e con natalità più modesta, una più elevata scolarizzazione, lo sviluppo della motorizzazione privata e la diffusione degli elettrodomestici (frigorifero, lavatrice). I ritmi della vita erano sempre più modellati sui calendari e gli orari di lavoro, che influenzavano ciò che cominciava a chiamarsi "tempo libero", la mobilità e i sistemi di trasporto, le vacanze che gli italiani non avevano mai avuto.

© 2002 RCS Libri


L'autore

Enrico Menduni (Firenze, 1948) è docente di Teorie e Tecniche del linguaggio radiotelevisivo all'Università Iulm di Milano. È stato consigliere di amministrazione della Rai dal 1986 al 1993. Tra i suoi libri più recenti: L'autostrada del Sole (1999), Il mondo della radio. Dal transistor a Internet (2001), I linguaggi della radio e della televisione. Teorie e tecniche (Roma-Bari, 2002).


Di Grazia Casagrande


6 dicembre 2002