DISSOLVENZE

Luciano Canfora
Il copista come autore

"A torto consideriamo certa l'esistenza di un originale, il quale appare, al senso comune, connotato da un indiscutibile carattere di unicità."

Un libro, un autore. Quel libro, quell'autore. Di solito e a torto, ci ricorda Luciano Canfora, pensiamo a un testo, al suo "originale", unico, ideato esattamente in quella forma dallo scrittore, anch'egli ben identificabile.
In effetti, capita più spesso proprio l'opposto: l'"originale" non è affatto unico, le varianti sono la norma, le riscritture frequenti: l'originale è, spessissimo, "instabile". La cosa è tanto più evidente per le opere classiche: una storia di secoli e millenni ci separa dal testo primigenio, una storia fatta di trascrizioni, citazioni, riassunti, traduzioni, interventi a più livelli. Anche lo sforzo di ricostruire l'archetipo, l'esemplare capostipite, risulta spesso illusorio: presuppone che il testo sia stato tramandato in linea verticale (da un copista all'altro), ma i libri si muovevano, venivano prestati e copiati, e, muovendosi, "spandevano" varianti.
Se è l'originale a sfumare spesso nel vago, la stessa cosa succede anche all'autore. Sono frequenti i casi in cui stabilire la paternità di un'opera sia piuttosto difficile. Chi è l'autore di alcuni discorsi di Demostene: il famoso oratore, o i tanti allievi della sua "officina"? Quanto intervennero sul pensiero di Aristotele coloro che ne trascrissero le parole? E poi, non è forse il copista il "vero" autore di un'opera antica? Egli interviene volontariamente o meno modificando ripetutamente il testo da copiare: salta parole, intere righe, "corregge" un passo, dà vita a una "sua" opera, nuova e a sua volta originale.
E, anche facendo un salto avanti nel tempo, le cose cambiano solo in parte: qual è stato l'apporto delle attrici predilette sull'opera di Brecht? È il drammaturgo il vero autore, o l'interprete?
Docente di filologia greca e latina, Luciano Canfora guida il lettore in un cammino attraverso i secoli, fianco a fianco con autori classici e moderni, ma soprattutto mette in luce quanto di appassionante c'è nella ricerca filologica: vera e propria attività investigativa alla ricerca di un "colpevole" (l'autore) e, quasi sempre, di un "delitto" (l'opera).

Il copista come autore di Luciano Canfora
113 pag., Euro 8.00 - Edizioni Sellerio (La memoria n.552)
ISBN 88-389-1784-1

Le prime righe

Prologo
Cos'è l'"originale"?

Non abbiamo originali degli autori greci e romani, a parte, forse, qualche frammento su papiro di semisconosciuti letterati. E nemmeno l'autografo della Divina Commedia. Ciò significa che la gran parte del nostro lavoro consiste nel cercare quanto possibile di avvicinarsi all'"originale" coi mezzi disponibili, che in genere non sono né risolutivi né rassicuranti.
A torto consideriamo certa l'esistenza di un originale, il quale appare, al senso comune, connotato da un indiscutibile carattere di unicità. Questo "monismo", o "monoteismo", testuale è stato da tempo messo in crisi in riferimento alle letterature cosiddette classiche. Quasi un secolo prima del memorabile capitolo di Giorgio Pasquali sulle "varianti d'autore" (1934), la intuizione che i modi e i tempi della "editoria" antica determinassero un carattere di strutturale provvisorietà e modificabilità dell'originale si era già formata. Il merito della più chiara formulazione spetta, a mia scienza, ad uno storico "dilettante", sir George Cornewall Lewis (1806-1863), ed al suo eccellente ma dimenticato articolo Sulla divisione in libri delle Elleniche di Senofonte.

© 2002 Sellerio Editore


L'autore

Luciano Canfora (1942) insegna Filologia greca e latina. Ha pubblicato: La democrazia come violenza (1982), Storie di oligarchi (1983), Il comunista senza partito (1984), La sentenza (1985), La biblioteca scomparsa (1986), Vita di Lucrezio (1993), Demagogia (1993), Manifesto della libertà (1994), La lista di Andocide (1998), Un ribelle in cerca di libertà. Profilo di Palmiro Togliatti (1998) e Un mestiere pericoloso. La vita quotidiana dei filosofi greci (2000); ha curato il volume antologico Libri e biblioteche (2002). Dirige la collana "La città antica".


Di Paola Di Giampaolo


6 dicembre 2002