COSCIENZE

Laura Blumenfeld
Vendetta
Una storia di speranza

"Ho conosciuto alcune persone da vicino e ho scoperto quanto siano differenti soprattutto quando senti e capisci le loro speranze ed esigenze, la loro vera umanità. Abbiamo bisogno di credere nella pace tra i popoli. Abbiamo bisogno di dare e perdonare per trovarci a vivere una vita vera."

La tragica situazione del popolo palestinese, la sua disperazione e la violenza di cui è da troppi anni vittima non deve però far dimenticare come anche il popolo di Israele sia costretto a vivere nella paura costante di un attentato, di una esplosione che possa creare morte nei luoghi più imprevedibili: un supermercato, un autobus, una discoteca, una strada della città...
L'odio tra questi due popoli costretti dalla Storia a condividere un territorio sembra irriducibile: ben venga quindi un messaggio di speranza e di pacificazione. Questo libro, una cronaca e una specie di diario intimo della giornalista che ha vissuto una drammatica esperienza, può essere un tenue spiraglio di luce nell'oscurità di una situazione disperante. Laura Blumenfeld è una giornalista americana, figlia di un rabbino sfuggito all'attentato di un palestinese, Omar Khatib. Il desiderio di vendicarsi diventa per lei una ragione di vita e per soddisfarlo utilizza ogni stratagemma, entrando anche nella vita privata della famiglia dell'attentatore con cui (mentre è chiuso in carcere) intreccia un assiduo epistolario. Quando però si trova vicina al momento della realizzazione della vendetta capisce che le cose sono molto più complesse, che per ognuno esistono delle ragioni, e che ognuno avrebbe le sue personali "vendette" da compiere. Così il suo odio si trasforma nell'impegno di salvare e non di colpire l'attentatore, perché nella vita è importante "cogliere le opportunità di pace" che ci si presentano. "Bisogna credere che sia possibile" e agire di conseguenza.

Vendetta. Una storia di speranza di Laura Blumenfeld
Titolo originale: Revenge. A Story of Hope
Traduzione di Giuliana Lupi
415 pag. Euro 18.30 - Edizioni Paoline (Libroteca/Paoline n.55)
ISBN 88-315-2382-1

Le prime righe

1

IL CALORE
Luglio 1998: Kalandia, Cisgiordania

L'attentatore non era in casa. "Entri", mi disse la madre. "Gradisce un'aranciata?". Ricambiò il mio sorriso facendomi cenno di togliermi dal sole e di entrare. La mia scampanellata doveva averla colta nel mezzo di un pisolino; era uscita ciabattando, avvolta in una vestaglia rosa ricamata. Mi condusse in un soggiorno fiocamente illuminato, con le tende chiuse per proteggersi dal caldo. Bambini spuntavano ovunque dall'ombra, tre maschietti incastrati in una sedia a dondolo, un adolescente a cavalcioni del bracciolo del divano, altri più piccolini che mi guardavano dal pavimento.
"Quello è lui", disse la donna indicando il muro sopra la testa dei nipoti. Seguii il suo dito fino alla foto dell'attentatore, vedendone il viso per la prima volta, e sprofondai nel divano. Sua madre si sedette sul bordo del tavolino davanti a me, con le spalle piegate in avanti e i piedi all'altezza dei miei; soltanto quindici centimetri tra le nostre ginocchia. Ci squadrammo per un attimo. I suoi lineamenti erano sciupati, ma gli occhi castani brillavano, circondati da rughe come raggi solari. Si sporse per offrirmi una bibita fredda. Le sue dita umide e fresche sfiorarono le mie.
"Ha cercato di uccidere qualcuno", disse disinvolta.
"Chi?", domandai.
"Un ebreo", interloquì un dodicenne alla mia destra, facendo spallucce.
Mi girai verso di lui. Il ragazzo mi fece un sorriso birichino. " Non so chi. Un agente del Mossad ".
Rise e tutti si misero a ridere. Risi anch'io, meglio che potei.

© 2002 Figlie di San Paolo Editore


L'autrice

Laura Blumenfeld ha conseguito il master in affari internazionali alla Columbia University. Dal 1922 fa parte della redazione del Washington Post. Ha scritto anche per New Yorker, The New York Times Magazine, Elle e The Los Angeles Times. Attualmente vive a New York.


Di Grazia Casagrande


6 dicembre 2002