W LA RAI!

Vittorio Emiliani
Affondate la Rai
Viale Mazzini, prima e dopo Berlusconi

"Resta il fatto che l'evasione del canone in Italia è la più alta d'Europa, dove il fenomeno si attesta intorno all'8-9 per cento. Dopo di noi, ma a una certa distanza, vengono l'Irlanda e Israele (che con l'immigrazione dall'Est europeo ha visto appannare di molto una puntualità prima ineccepibile)."

Un libro di forte denuncia, pur senza alcuna acredine, impietoso con i nuovi potenti, ma fortemente critico anche con chi ha governato prima e non ha saputo prevedere la deriva a cui la televisione pubblica sarebbe giunta. Il raffronto con altre situazioni europee mostra senza ombra di dubbio che l'anomalia italiana è davvero sconcertante e che il rischio a cui stiamo andando incontro è qualcosa che travalica lo specifico e si fa invece tema di discussione sull'intera gestione dell'informazione e, forse, dell'economia. Chi ha vissuto dall'interno il risanamento dei conti (ci sono stati anni di utile per la Rai, cosa oggi impensabile) e la novità delle proposte, sia nel campo della cronaca che dello spettacolo che della formazione, non può che provare un forte risentimento nel vedere un faticoso lavoro vanificato dall'interesse personale di un nuovo gruppo di potere. L'autore è inoltre riuscito a dare nel suo volume una tale quantità di documentazione, del tutto inedita anche per il lettore più informato, che la parte aneddotica non appare che un momento di chiarimento o di conferma di quanto espresso con un linguaggio più saggistico.
Il rapporto poi tra televisione pubblica e privata è troppo spesso viziato da quello che si chiama, ormai quasi con ironia (ma è un tema serissimo) "conflitto di interessi". Ma anche l'intrattenimento, oltre che l'informazione, può vedere scelte che tendono ad appiattire, a banalizzare, e quindi a uccidere, la Rai: chi ne è infine la vera vittima? Il cittadino che paga (molto poco per altro) un servizio che contribuisce ben poco alla sua crescita umana e intellettuale. Interessante e utile l'appendice di grafici e tabelle che conclude il volume e che offre dati non confutabili.

Affondate La Rai. Viale Mazzini, prima e dopo Berlusconi di Vittorio Emiliani
259 pag., Euro 14.00 - Garzanti (Saggi)
ISBN 88-11-74036-3

Le prime righe

1. L'EDITORE UNICO ALLE PORTE

In Bulgaria maturano le liste di proscrizione o di emarginazione (Santoro, Biagi, Luttazzi e altri). Perché nel deprezzamento della Rai ha un ruolo forte la sinistra-chic, che ora protesta. Quasi nessuno si cura della delegittimazione del canone e del nodo delle risorse, né del controllo della pubblicità. L'azienda pubblica viene presentata per anni come il solo Arlecchino servitore di due padroni (il canone e il mercato) in Europa, quando è vero il contrario: tutte le emittenti pubbliche della UE, tranne la BBC, vivono di canone e di spot. Ma sono infinitamente più garantite della indifesa Rai. Il turbinio di CDA, presidente direttori generali, direttori, fra 1993 e 1998. L'asse D'Alema-Visco. Sull'Ulivo cantano le cicale, mentre AN bombarda viale Mazzini e con la lobby berlusconiana e la Lega ne prepara l'occupazione.

Prima delle ultime elezioni politiche, c'era chi, dentro e fuori la Rai, sosteneva rassicurante: vedrete, Berlusconi sa che non può forzare troppo la mano, si contenterà di acquisire alcune posizioni-chiave in azienda per controllarla, per farla navigare a vista, in modo che non disturbi troppo la sua, ma sarà una manovra discreta affidata a gente moderata. Girarono nomi altrettanto rassicuranti, che avrebbero garantito un certo stile "revisionista", morbido. Illusioni, o favole: Silvio Berlusconi chiarì subito, a fatti e a parole, che si sarebbe occupato direttamente della "nemica" Rai, faziosa, arrogante, ulivista, anzi dominata per anni "dai comunisti". Dalla Bulgaria, poi, lanciò al nuovo consiglio di amministrazione, presieduto dall'ex presidente della corte costituzionale, Antonio Baldassarre, un messaggio inequivocabile: Biagi Enzo da Lizzano in Belvedere, provincia di Bologna, di anni 82, e Santoro Michele da Salerno, di anni 51, sono rei di "comportamenti criminosi" nei suoi confronti durante l'ultima campagna elettorale e pertanto, assieme al noto Fabbri Daniele di Sant'Arcangelo, in arte Luttazzi, vanno banditi o emarginati dalla tv pubblica. Della quale, ufficialmente, egli "si guardava bene" di interessarsi.

© 2002 Garzanti Libri Editore


L'autore

Vittorio Emiliani è nato a Predappio nel 1935. Ha iniziato scrivendo su "Comunità", "Mondo" ed "Espresso". Al "Giorno" come redattore e inviato, è passato poi al "Messaggero", che ha diretto dal 1980 al 1987. Da collaboratore ha lavorato per la Rai, alla radio e alla televisione. Fra i suoi, Gli anarchici (1973), L'Italia mangiata. Lo scandalo degli enti inutili (1977), Se crollano le torri. Beni e mali culturali (1977), I tre Mussolini (1997). È stato nel consiglio di amministrazione della Rai dal 1998 al 2002.


Di Grazia Casagrande


6 dicembre 2002