ITALIAN STYLE

Delia Vaccarello
Gli svergognati
Vite di gay, lesbiche, trans... storie di tutti

"Non potrai più chiamarmi papà, non è più possibile figlio mio. Quando mi hai rivisto dopo anni lo hai capito subito e non hai potuto trattenere lo stupore per i miei capelli raccolti dietro la nuca, per i miei gesti morbidi di cui non mi vergogno più, per la gonna che lascia scoperte le mie gambe prive di peluria."

La prima delle storie narrate si apre con una domanda, "Ci si può vergognare dell'amore?", ed è questa la tematica che attraversa tutto il libro. Perché un rapporto sentimentale che esca dai canoni della "regolarità" deve essere guardato immediatamente con sospetto o è costretto a essere tenuto nascosto?
Molte delle storie che vengono raccontate in prima persona in questo libro possono apparire sconcertanti, abituati come siamo ad accettare solo quello che rientra nel nostro abituale mondo. L'universo gay fa ormai parte, almeno tra i meno tradizionalisti, della realtà più consueta, maggiori difficoltà invece persistono nell'affrontare quello dei trans. C'è chi passa radicalmente, attraverso interventi chirurgici e cure, al sesso opposto a quello anagrafico e chi invece soddisfa nel travestitismo il proprio desiderio di femminilità: in ognuno dei due casi, anche quando non è neppure più avvertibile il cambiamento, permane un certo stupore e una sorta di sgomento. Nei racconti di chi ha vissuto, e vive tuttora, come protagonista questa dimensione si avverte la sofferenza nel sentire appunto tale sospetto sociale. Ma neppure per chi si è riconosciuto semplicemente gay (da ragazzo o da adulto) tutto è stato facile, anzi soprattutto nell'ambiente familiare o amicale ci sono state umiliazioni e rifiuti. Particolarmente difficile è poi la vita di chi ha tardivamente capito le proprie inclinazioni sessuali o di chi ha cercato, con scelte di "normalità", di annullare le proprie pulsioni, questo in particolare se erano già nati dei figli (sempre desiderati e amatissimi) a cui si andava proponendo una famiglia "diversa". Bellissime le pagine in cui si parla del grande affetto per questi bambini nati da relazioni o matrimoni questi sì anomali perché puri tentativi o esperimenti di sanare un malessere che aveva fonti ben diverse. Colpisce in particolare il racconto Non potrai più chiamarmi papà, un messaggio pieno di tenerezza e di voglia di chiarezza che un uomo ormai diventato pienamente donna rivolge a suo figlio. Sono storie di normale dolore e gioia, che si differenziano dalla vita di chi non ha vissuto questo tipo di problemi solo per una dose maggiore di sofferenza e che un po' fanno vergognare noi "normali" per la superficiale indifferenza con cui ci si accosta a questo tipo di esperienze.

Gli svergognati. Vite di gay, lesbiche, trans... storie di tutti di Delia Vaccarello
187 pag., Euro 13.00 - Edizioni La Tartaruga (Saggistica)
ISBN 88-7738-369-0

Le prime righe

Avviso ai lettori

Cari lettori, questa che leggete non è un'introduzione, ma un avviso. Un avviso ai naviganti, ai ricercatori, un avviso rivolto proprio a tutti.
Nelle pagine che seguono troverete gli appunti di un avventura entusiasmante, avventura che unisce all'eterno fascino del viaggio una motivazione insolita, quella di chi parte per conoscere e non per dominare. La meta è l'occasione di nuovi incontri e il ritrovamento, nell'incontro, di una sorprendente edizione di se stessi. L'occasione di scoprire, parlando con chi, spesso a nostra insaputa, ci vive accanto o appena al di là della porta accanto, un mondo di cui non immaginavamo l'esatta geografia.
La meta, come un'isola dai vari approdi, è accessibile dai quattro punti cardinali purché nel proprio bagaglio ci sia una bussola un po' speciale, liberatoria, dolorosa a tratti, e capace di orientare verso una pienezza nuova. Una bussola che si chiama commozione.
Il viaggiatore, come ogni viaggiatore che si rispetti, deve stare all'erta e non trascurare mai di tendere l'orecchio alle emozioni. Tante sono le impressioni che può provocare la storia particolarissima di chi viene, da cartografi di mappe ancora disegnate con scarsa precisione, segnalato come "diverso".

© 2002 La Tartaruga Editore


L'autrice

Delia Vaccarello è nata a Palermo nel 1960, divide la sua vita tra Roma e le colline umbre. Giornalista, conduce da qualche anno la rubrica su identità e diversità "Uno, due, tre, ... liberi tutti" nelle pagine del quotidiano L'Unità, prezioso osservatorio su fenomeni e tendenze che fotografano la condizione di fatto del nostro Paese.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


29 novembre 2002