ITALIAN STYLE

Maurizio Maggiani
È stata una vertigine

"Sono tutta di gomma, come l'avrebbe detto in un film una grande regina del trapezio che si è innamorata del suo trainer zoppo; solo che all'attrice avrebbero fatto venire una o due lacrime di sofferenza agli occhi; lei, niente."

Sono tredici racconti che pur avendo una loro autonomia sono strettamente legati da alcuni elementi comuni. Prima di tutto il tema amoroso che si sviluppa in circostanze diverse, attraverso situazioni quotidiane o eccezionali ma tutte riferibili a un narratore dal tono dimesso e intimo che, conoscendo un poco la personalità dell'autore (ironica e antiretorica) è difficile non ricollegare a lui.
Una separazione e una gatta, i giochi di una bambina e la stanza di un albergo a due stelle, un quasi-figlio da cui il troppo amore ha allontanato, i fatti di Genova guardati attraverso un'ottica inconsueta, una città e un amore... Tante parole, che si intrecciano in un raccontare di sé, dei pensieri e delle emozioni che un gesto, un profumo, un'immagine rievocano.
Il minimalismo di Maggiani appare più legato così alla forma di narrazione e alle sensazioni descritte: manca il tragico, domina o l'ironia o la malinconia e un diffuso senso di sconfitta. La figura maschile che connette i tredici momenti ha compiuto le esperienze (perdenti) di una generazione e si ritrova adulto quasi inconsapevolmente, con l'insofferenza adolescenziale da cui non sa e probabilmente non vuole liberarsi, mitigata dall'arte di vivere e di convivere con il mondo che la maturità anagrafica gli ha insegnato. Nell'affetto che questo autore sa suscitare nei suoi lettori, nella stima per l'incomparabile fluidità narrativa e per un linguaggio mai ovvio, non si può però non vedere in quest'ultima prova, un desiderio di toni minori, una certa , oserei dire, mancanza di coraggio nel toccare l'estremo della propria poetica e quindi un chiudersi in atteggiamenti che talvolta toccano la deriva sentimentale del "buonismo" o di un certo crepuscolarismo di maniera.

È stata una vertigine di Maurizio Maggiani
177 pag., Euro 14.00 - Edizioni Feltrinelli (I Narratori)
ISBN 88-07-01623-0

Le prime righe

Un uomo ha nel cuore una canzone d'amore. Quell'uomo va in giro con la sua canzone notte e giorno, e lui e lei sono una cosa sola, come lo può essere una coppia di cocorite nella gabbia sul poggiolo, un vagabondo e i suoi fagotti per strada. La canzone è ormai vecchia come l'uomo, così che tutti e due vanno ormai per i cinquanta. In marcia stretti l'uno all'altra, come stretti per la vita sono due esseri che crescono assieme.

Quella canzone è arrivata a lui in un cinematografo, un grande cinematografo in mezzo alla buia campagna che si chiamava Cinema Centrale. L'uomo era un cucciolo di cinque o forse sei anni. Quando ripensa a quel tempo ricorda che qualcosa sapeva già leggere delle grandi scritte nei cartelloni appesi fuori dal capannone del cinema, così come sapeva sillabare i titoli dei film.
Il bambino era allora felice per molte cose, ma forse quella che lo rendeva più felice era che esistesse il cinematografo, quel Cinema Centrale, che era poi l'unico che conosceva. La natura della sua felicità non era da lui tutto compresa, perché era fatta di molti particolari distinti, e del fatto che ognuno di quei particolari era mescolato all'altro. Era una felicità misteriosa.

© 2002 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore

Maurizio Maggiani (Castelnuovo Magra 1951) ha pubblicato: Vi ho già tutti sognati una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, 1996), Il coraggio del pettirosso (Premio Viareggio Rèpaci e Premio Campiello 1995), La regina disadorna (1998, Premio Alassio 1999, Premio Stresa per la Narrativa 1999). Nel 2000 è uscito Un contadino in mezzo al mare.
Segnaliamo sul sito di libriAlice.it l'intervista con l'autore


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


29 novembre 2002