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Vittorio Agnoletto

Uno dei principali leader dei movimenti no global. Cattolico democratico, è stato attivo fin da ragazzo nella vita di parrocchia (sempre con forte spirito critico). Laureato in medicina ha iniziato la professione come medico di fabbrica e nel 1987 ha partecipato alla fondazione della Lega italiana per la lotta all'Aids (Lila), di cui è diventato presidente nazionale nel 1992. Nel gennaio 2001 è stato nominato portavoce della delegazione italiana al Forum sociale mondiale di Porto Alegre. Oggi, all'indomani del Forum sociale europeo di Firenze, gli abbiamo chiesto quali sono attualmente, e quali sono state, le sue letture.

Quali sono i primi libri che ti sono rimasti impressi?

I primi libri che ricordo di aver letto con grande entusiasmo erano i romanzi di Emilio Salgari a cominciare dal famoso Le tigri di Mompracem; poi Il libro della giungla di R. Kipling, infine ricordo un altro libro, Bellafonte, di cui non ricordo l'autore, che raccontava la vita del figlio di Napoleone.

Su quali letture ti sei formato nell'adolescenza?

Ricordo alcuni testi di classici della letteratura: Leggende di H. Hesse; Opinioni di un clown e Foto di gruppo con signora di H. Böll; Nero su nero e altri testi di L. Sciascia; diversi testi di Neruda. E poi capolavori legati alla mia condizione di studente di liceo classico: Edipo re e Antigone di Sofocle; Le guerre del Peloponneso di Tucidide; Medea di Euripide; Guerra e Pace di Tolstoj. A queste, in quegli anni, ho accompagnato anche letture di carattere politico e sociale, tra le quali: Il capitale di Marx; La condizione operaia di S. Weil; Lotta di classe in URSS di C. Bettelheim; L'Italia dalla dittatura alla democrazia 1919/1948 di Franco Catalano; Dai sotterranei della Storia di Frei Betto; Proletari senza rivoluzione di R. Del Carria; a questi libri aggiungerei anche una rivista importante in certi anni: I quaderni Piacentini. E poi libri sul "privato" e sulla sessualità, argomento allora fortemente influenzato dai movimenti di liberazione sessuale come Noi e il nostro corpo del Boston Women's Health Book Collective o L'antimaschio a cura di S. Segre.

Hai un "libro del cuore", cioè un libro che per te è stato fondamentale leggere?

Due sono stati i libri della mia adolescenza che ho poi ricordato sempre con grande passione: La danza immobile di M. Scorza, un bellissimo romanzo ove il "pubblico", la passione verso un mondo migliore costruito sulla libertà e sulla giustizia, e il "privato", segnato da grandi passioni sentimentali, si intrecciano con grande forza; il secondo è Nemesi medica - l'espropriazione della salute di I. Illich, un importante saggio sull'intreccio tra medicina e società, sulla fabbrica della sanità contrapposta alla tutela della salute che non può prescindere dalla partecipazione diretta del soggetto ammalato e dal rispetto delle culture locali.

Oggi riesci a leggere anche romanzi? Se sì, quali?

Si, anche se con difficoltà a causa del poco tempo a disposizione, riesco a leggere qualche romanzo, in particolare, quelli che maggiormente ricordo con piacere, dopo le letture degli anni dell'adolescenza, sono: Amori ridicoli, L'insostenibile leggerezza dell'essere, Il libro del riso e dell'oblio di M. Kundera; Lo zen e l'arte della manutenzione della bicicletta e Lila di R. Pirsig; Cassandra di Christa Wolf; e L'Ulisse di J. Joyce.

E la saggistica? quale argomento ti interessa maggiormente?

I miei interessi si rivolgono principalmente alla storia recente, alle tematiche della globalizzazione e alla medicina, con particolare attenzione al rapporto medico-paziente. Ecco alcuni titoli che considero importanti: Simulacri e impostura di J. Baudrillard; Il secolo breve di Eric J. Hobsbawm; I care ancora, inediti di don Lorenzo Milani; L'istituzione negata di Franco Basaglia; L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello e Risvegli di O. Sacks.

A un ragazzo quali indicazioni di lettura daresti?

Il Paese sotto la pelle di Gioconda Belli e No logo di Naomi Klein.

Indicaci due o tre saggi da cui partire per capire questo mondo!

Il rapporto Lugano di Susan George, un libro tra il romanzo e il saggio e L'educazione come pratica della libertà di Paulo Freire.

Di Grazia Casagrande


15 novembre 2002