UN MONDO IN GUERRA

Barbara Carazzolo, Alberto Chiara, Luciano Scalettari
Ilaria Alpi
Un omicidio al crocevia dei traffici

"Purtroppo, lamenta la relazione, a fronte di lauti guadagni (ogni nave può fruttare 10 miliardi di lire), le pene per chi traffica rifiuti sono risibili, mentre le attività investigative consentite sono pressoché nulle."

Sono passati più di otto anni da quando Ilaria Alpi e il cameraman Miran Hrovatin vennero uccisi in Somalia. Da quando si è iniziato, tra mille difficoltà e boicottaggi, a cercare di indagare sulla vicenda in modo serio si sono fatte scoperte davvero sensazionali e se la stampa non ne ha dato il rilievo che meriterebbero è perché quelle rivelazioni scottano forse troppo. Tre giornalisti hanno deciso di capire, senza timori e senza pregiudizi, il perché di quella vera e propria esecuzione che era stata mimetizzata da attacco di guerriglia. Traffico di armi, scorie radioattive, rifiuti tossici sembrano essere il filo conduttore che conduce al nostro Paese come luogo di origine e a numerosi stati africani come luoghi d'arrivo: in mezzo i cadaveri dei due giornalisti che avevano capito cose che non avrebbero dovuto capire. A leggere il libro sembra quasi impossibile che tutti gli intrighi criminali descritti siano reali, paiono una fiction addirittura esagerata: il dramma è proprio questo, Ilaria aveva le prove, lo aveva detto, stava per esibirle ed è stata fatta tacere. Ma perché, oltre che per amore di giustizia, questo caso deve interessarci, deve farci indignare e dobbiamo impedire che sia archiviato definitivamente? Perché certi traffici continuano, perché l'Italia (si teme anche con la complicità dei servizi segreti) è tuttora un crocevia fondamentale per i mercanti di armi e per chi ha trovato nello smaltimento dei rifiuti tossici un affare miliardario. Interessi economici elevatissimi, e personalità "intoccabili" rendono pericoloso proseguire le indagini su questo campo davvero minato: sarà il coinvolgimento di tutte le coscienze e la conoscenza diffusa dei fatti a impedire che delitti come quello che vide vittime Ilaria e Miran non si possano ripetere.

Ilaria Alpi. Un omicidio al crocevia dei traffici di Barbara Carazzolo, Alberto Chiara, Luciano Scalettari
251 pag., Euro 13.00 - Edizioni Baldini&Castoldi (I saggi n.209)
ISBN 88-8490-253-3

Le prime righe

1. Quello strano lunedì di gennaio

La piccola camera di Ilaria, ancora oggi ordinata come la lasciò allora. L'album delle sue foto, che il padre e la madre aprono con delicatezza quasi fosse un oggetto prezioso, ricordo dei suoi tanti viaggi, delle persone che ha incontrato; istantanee di una vita normale. E poi il suo corpo insanguinato, agonizzante, visto e rivisto in Tv. I nostri lunghi colloqui con i suoi genitori, i portacenere gonfi di mozziconi, il tavolo ingombro di documenti e tazzine di caffè: l'esercizio della memoria che rinnova ogni volta il dolore ma rafforza il desiderio di arrivare alla verità, non a una verità qualunque.
Il sorriso un po' guascone di Miran e lo scorrere del suo ultimo filmato, ancora grezzo, la telecamera accesa di soppiatto nell'intervista al "sultano" di Bosaso, estrema testimonianza di un cronista di razza.
La foto di Vincenzo Li Causi, l'unica rintracciata, mentre dà da bere del latte a un cucciolo di gazzella, in un gesto che spiazza e sorprende perché restituisce dolcezza al superaddestrato uomo dei servizi segreti militari.

© 2002 Baldini&Castoldi Editore


Gli autori

Barbara Carazzolo, si occupa di questioni ambientali e di criminalità organizzata. Nel 1993 ha vinto il Premio "Bolsena Ambiente" e il Premio Borsellino "Informazione e lotta alla mafia".
Alberto Chiara, è esperto di problematiche militari e di questioni sociali (in Italia e all'estero), seguendo tra l'altro il lavoro delle Nazioni Unite e del Comitato Internazionale della Croce rossa.
Luciano Scalettari, segue principalmente questioni africane nonché temi sociali nazionali e internazionali. Ha pubblicato, con altri colleghi: La nuova colonizzazione, Quel che resta del mondo, Debito da morire, No global, L'informazione deviata.

I tre autori, giornalisti di "Famiglia Cristiana", hanno curato insieme diverse inchieste di giornalismo investigativo. Per alcuni reportage sul caso Alpi-Hrovatin e sui traffici collegati al loro omicidio, hanno vinto l'edizione 2000 del Premio "Saint Vincent" di giornalismo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002