NELLE PIEGHE DELLA STORIA

Ignazio E. Buttitta
La memoria lunga
Simboli e riti della religiosità tradizionale

"Individuare e strutturare tempi e spazi, momenti e luoghi carichi di significato, resta operazione essenziale per organizzare e fornire di senso la realtà circostante."

Che cosa può meglio descrivere un popolo, una società, una civiltà dei suoi riti tradizionali, a metà tra il religioso e il magico, soprattutto se questi permangono quasi inalterati nonostante il passare dei secoli, delle mode, delle abitudini di vita? E per questo il saggio di Buttitta, col fascino che ha ogni opera di argomento antropologico, pur essendo abbastanza complesso, offre al lettore innumerevoli motivi di interesse. L'origine, lontana a livello temporale e geografico, di tante tradizioni fortemente radicate in tutto il Mezzogiorno italiano e nelle isole, viene descritta in modo puntale e preciso e si evidenzia quale strenna connessione ci sia tra l'elemento religioso e la nascita delle arti, utilizzate come mezzo di descrizione e di diffusione di tanti concetti. Dalla mitologia classica ai riti del carnevale vi è una specie di "linea del fuoco" che congiunge mille momenti di festa: il fuoco è gioia e distruzione o meglio, come nei fuochi d'artificio, anche incanto e piacere. Così la vita e la morte sono sempre al centro delle culture umane che esorcizzano, riproducendoli artificialmente, gli elementi più minacciosi della natura.

La memoria lunga. Simboli e riti della religiosità tradizionale di Ignacio E. Buttitta
258 pag., Euro 18.00 - Edizioni Meltemi (Gli Argonauti n.78)
ISBN88-8353-142-6

Le prime righe

Introduzione

A partire dai primi anni Settanta, grazie all'attività di ricerca sul campo promossa dall'Istituto di Scienze antropologiche e geografiche dell'Università di Palermo (ora confluito nel Dipartimento di Beni Culturali) e da associazioni private quali il Folkstudio di Palermo e l'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari, è venuto a delinearsi un panorama per molti versi inedito della cultura popolare tradizionale siciliana. Fenomeni che si ritenevano sporadici o del tutto scomparsi si sono rivelati, piuttosto, ampiamente presenti e saldamente radicati. Tra questi: l'uso processionale di elementi vegetali, l'accensione di falò, le questue, il consumo alimentare ritualmente formalizzato, i balli e le corse di fercoli recanti statue o reliquie di santi, i canti, le musiche e le danze.
Questa ricchezza cerimoniale non è peculiare della sola Sicilia. Anche in Sardegna e in tutto il Meridione sono tutt'ora osservabili comportamenti festivi che sembravano essere stati definitivamente consegnati al passato insieme alle forme di produzione tradizionale e alle strutture sociali a esse connesse.

© 2002 Meltemi Editore


L'autore

Ignazio E. Buttitta (1965) è Presidente del Folkstudio di Palermo e Segretario Generale dell'Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari di Palermo. Insegna Antropologia culturale nel corso di studi di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali dell'Università degli Studi di Sassari (sede di Oristano). Tra i suoi lavori: Feste dell'alloro in Sicilia (1992), Le fiamme dei santi. Usi rituali del fuoco nelle feste siciliane (1999), Il fuoco sacro. Simbolismo e pratiche rituali (2002).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002