VITE DA RICORDARE

Filippo Tuena
La passione dell'error mio
Il carteggio di Michelangelo.
Lettere scelte 1532-1564


"Il carteggio appare come uno zibaldone di assoluta sincerità ed essenzialità. E il lettore si stupirà della scarsa rilevanza che ha, nell'epistolario, l'esperienza artistica di Michelangelo."

La passione di Tuena per Michelangelo già la conosciamo, l'abbiamo scoperta con un romanzo intenso, La grande ombra, il ritratto (fondato sull'epistolario dell'artista) di un uomo tormentato e forte, intimamente e intellettualmente irraggiungibile. Ecco ora un'opera strettamente documentaria in cui l'autore presenta una selezione delle lettere scritte e ricevute da Michelangelo negli anni tra il 1532 e il 1564, un periodo di intensa vita artistica e intellettuale per il nostro Paese. "Il carteggio di Michelangelo è il carteggio di un uomo di grande intelligenza e di grande economia: non spreca né pensieri, né carta o inchiostro. Scrive soltanto quello che serve, non una riga in più", ed è davvero emozionante leggere le missive di un uomo come lui al centro della vita culturale dell'epoca, accompagnate poi dalle risposte di personaggi come Vasari. In questo libro, infatti, "il numero di lettere scritte da Michelangelo è di poco inferiore a quello degli altri corrispondenti. Non è quindi un libro solo su Michelangelo. L'obiettivo è più ambizioso: analizzare Michelangelo in relazione ai suoi contemporanei". E darne un ritratto "vero", non mediato da interpretazioni e non legato esclusivamente alla sua attività artistica. Il ritratto di un uomo che, inevitabilmente, ci colpisce per la sua personalità straordinaria.

La passione dell'error mio. Il carteggio di Michelangelo. Lettere scelte 1532-1564 di Filippo Tuena
XXI-227 pag., ill., Euro 18.50 - Edizioni Fazi (Le Terre/Scritture n.43)
ISBN 88-8112-327-4

Le prime righe

Introduzione

La frequentazione del carteggio michelangiolesco è una delle più straordinarie esperienze che un lettore appassionato possa affrontare e una di quelle che ripagano più generosamente della relativa fatica che richiede tale lettura. Senza ovviamente avere la complessità strutturale dei grandi capolavori figurativi del maestro, l'epistolario michelangiolesco condivide con essi la materia d'indagine: le radici del pensiero occidentale. Tuttavia, tale materia non è esposta in maniera ordinata (Michelangelo pensatore è imprevedibile e destabilizzante) e appare nascosta dalle circostanze del carteggio, dai dati contingenti, occasionali. Il materiale è magmatico, incandescente e frammentario, ma, soprattutto, evocativo e fulminante. Michelangelo procede per accenni; tratteggia situazioni esistenziali profondissime nella minima economia di una struttura in gran parte funzionale a questioni pratiche e che raramente si concede alla digressione, alla pausa di riflessione e, mai, alla vanità della fama futura. Gli argomenti del suo carteggio sono, infatti, rigorosamente legati alle circostanze di vita dell'uomo e dell'artista. E anche i temi metafisici ed esistenziali, quando appaiono, nascono da esperienze personali, da eventi accaduti e vengono appena accennati, quel tanto che basti al corrispondente per recepirne l'idea. Così, il carteggio appare come uno zibaldone di assoluta sincerità ed essenzialità. E il lettore si stupirà della scarsa rilevanza che ha, nell'epistolario, l'esperienza artistica di Michelangelo.

© 2002 Fazi Editore


L'autore

Filippo Tuena è nato a Roma nel 1953. Ha pubblicato Tutti i sognatori, vincitore del Superpremio Grinzane Cavour, e La grande ombra, romanzo biografico dedicato all'ultimo soggiorno romano di Michelangelo.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002