UN MONDO IN GUERRA

Lucia Annunziata
NO
La seconda guerra irachena e i dubbi dell'Occidente

"Non facciamoci illusioni: la guerra contro l'Iraq verrà fatta. Avrà il consenso di un'ampia alleanza, l'approvazione finale delle Nazioni Unite, e si concluderà con una vittoria militare americana."

Sin dal titolo, diretto e definitivo, l'autrice ci dichiara il suo punto di vista sulla drammatica questione, e non si tratta di una scelta pacifista: anche questo è subito annunciato da Lucia Annunziata. Lei non si pone in posizione aprioristica di rifiuto nei confronti della guerra. Dichiara infatti di essere stata a favore dell'intervento militare in Iraq dieci anni fa, di quello in Kosovo e della recente guerra afghana. Il suo No riguarda esclusivamente questa guerra, vista come un rischio di cui è necessario valutare bene le conseguenze. Lo scenario internazionale sta mutando, così come l'economia legata al petrolio e l'atteggiamento dei maggiori paesi produttori. Situazione già di per sé delicata, su cui pende la drammatica situazione della Palestina, all'apparenza irrisolvibile. Pare, comunque, che la guerra sarà inevitabile, così per lo meno ci dice Lucia Annunziata che chiude il suo saggio con una serie di significative domande senza risposta, sulla falsariga dei dubbi proposti dall'Istituto per gli Studi Strategici di Londra. Da ricordare infine, un'appendice con la traduzione integrale del "Documento Bush" sulle nuove strategie della sicurezza nazionale.

NO. La seconda guerra irachena e i dubbi dell'Occidente di Lucia Annunziata
XI,154 pag., Euro 10.00 - Edizioni Donzelli (Interventi)
ISBN 88-7989-7462

Le prime righe

Introduzione

La funzione di questo libro, nella mia speranza, è innanzitutto quella di favorire una informazione non approssimativa sulla prossima guerra irachena: non c'è nulla che faccia tanto male alla opinione pubblica, durante un conflitto, quando l'orgia di esagerazioni, iperboli ed errori informativi. Spaventa, non aiuta a capire, e corrompe il dibattito politico.
La mia posizione su questo intervento, il No del titolo, non è una difesa di principio di un punto di vista pacifista. Non ho obiezioni a priori sull'"uso della forza". Credo che la guerra sia un fatto che appartiene alle relazioni internazionali. La guerra non è mai un fatto morale. È sempre una precipitazione semi-obbligata delle crisi. Non accettarla in linea di principio taglia fuori dalla possibilità di "condizionarla". Ossia taglia fuori dalla possibilità di fare politica "dentro" la guerra: o meglio, di fare politica includendo la guerra.
Tuttavia, proprio perché la guerra non è un fatto di principio ma di convenienza, non è una teoria ma una scelta eminentemente pragmatica, non penso che tutte le guerre vadano sempre fatte.

© 2002 Donzelli Editore


L'autrice

Lucia Annunziata dirige l'agenzia di stampa Ap. Biscom.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002