LE ARTI DEL COMUNICARE

Nanni Svampa
Scherzi della memoria

"Parigi, Georges, la sua poesia, il suo anticonformismo: un provinciale che viene da Milano se lo immagina in una mansarda della vecchia Parigi con chitarra, pipa, un po' di gatti e chissà quanti quadri regalati da amici pittori. Invece abitava in una casetta a schiera della media periferia e passava le sue giornate in tuta da ginnastica nel sotterraneo allestito a studio di registrazione".

Questo libro avrebbe potuto essere inserito (in questo stesso numero di Café Letterario) nella sezione che raccoglie le biografie, trattandosi dell'autobiografia del suo autore, ma in realtà Nanni Svampa è la canzone milanese, è il cabaret, è la canzone d'autore e quindi ci è sembrato più appropriato collocarlo tra i libri che raccontano il mondo dello spettacolo. Per una intera generazione di milanesi rappresenta il simbolo di un'epoca davvero felice di quella città: è la stagione dei Gufi, della satira intelligente del Derby, della scoperta delle canzoni della mala e dell'impegno civile degli intellettuali. Svampa è stato al centro di questo mondo fervido e stimolante e ne è stato uno de protagonisti. Milano era davvero ben inserita in un circuito culturale che abbracciava l'intera Europa, da qui la traduzione in milanese, (grande successo), delle canzoni di quel notevole poeta che è stato Georges Brassens. Ma qual era il significato dell'uso del dialetto in personaggi come Svampa, Dario Fo, o Jannacci? Non certo un particolarismo provinciale o peggio ancora un atteggiamento da "Strapaese", quanto una ricerca nel linguaggio popolare e un uso più flessibile della parola che solo il dialetto permette, anzi è proprio un'apertura ad un mondo marginale e intenso, a emozioni tradotte nella concretezza linguistica della quotidianità.

Scherzi della memoria di Nanni Svampa
207 pag., Euro 13.50 - Edizioni Ponte alle Greazie
ISBN 88-7928-611-0

Le prime righe

Prefazione

Sono nato sotto il segno dei pesci, ascendente cavedano in carpione.

Non digerisco i digestivi.

Non sopporto gli ascensori che si aprono alle spalle.

Sono un'anticonformista: ho la stessa moglie da quarant'anni.

In Bocconi ci andavo a spizzichi.

Mi stanno sulle balle gli imitatori, le majorettes, le insalate miste e i fuochi d'artificio.

Mi fanno morire dal ridere le vecchiette che inciampano.

Siccome non lecco il culo, non ho peli sulla lingua.

Sono ottimista per disperazione.

L'importante è morire incazzati.

Preferirei l'infarto secco.

Sono nato a Milano, Porta Venezia, in casa, come si usava prima della guerra specie nelle famiglie venute dalla provincia. I miei genitori provenivano dalle rive opposte del lago Maggiore: ho sempre avuto il dubbio di essere stato concepito sul traghetto, ma di certe cose non si poteva parlare e il dubbio mi è rimasto.
Mia madre, quando da ragazzo, durante le tipiche crisi adolescenziali, le esternavo i miei complessi sulla bassa statura e la testa grossa, per consolarmi mi raccontava che appena nato ero peggio: un sacco sgonfio peloso come un coniglio, naturalmente con il testone.

© 2002 Ponte alle Grazie Editore


L'autore

Nanni Svampa, classe 1938, milanese, debutta giovanissimo al Piccolo Teatro di Milano con una satira musicale allestita con gli studenti dell'Università Bocconi, dove si laurea nel 1962. Pochi anni dopo avviene l'incontro con Patruno, Brivio e Magni: nascono i Gufi, il più noto quartetto del cabaret italiano degli anni sessanta. Dopo lo scioglimento del gruppo Svampa porta in teatro le canzoni di Georges Brassens, l'antologia della canzone milanese e molti altri lavori incentrati sulla satira e sulla cultura popolare. La sua carriera si articola fra musica, cinema, teatro e cabaret. Oggi, oltre agli spettacoli musicali in teatro, tiene lezioni-concerto sulla canzone popolare lombarda.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002