UN MONDO IN GUERRA

Tony Vaux
L'altruista egoista
Analisi critica degli interventi umanitari in situazioni di guerra e carestia

"L'intervento militare a scopo umanitario ha una lunga storia. Circa 3.000 anni fa un esercito greco si mise in marcia per salvare Elena, cognata del re Agamennone, 'il volto che ha varato più di mille navi' rapita dai Troiani. Doveva essere una missione umanitaria a sostegno dei valori della società e per salvare Elena, ma i buoni propositi si persero per strada."

Ci sono ambiti che erano circondati da una specie di sacralità e che, recenti scandali hanno invece sommariamente reso meno luminosi agli occhi dell'opinione pubblica. Stiamo parlando degli aiuti umanitari: ultima spiaggia della generosità umana o nuova forma per arricchirsi illecitamente strumentalizzando i drammi di intere popolazioni? Da questo drammatico dubbio nasce anche l'interesse per capirne qualcosa di più e per conoscere chi, quando e per che scopo si è andati a portare aiuto a quella parte di mondo (che è di gran lunga la più grande) che viene definita un po' ottimisticamente "in via di sviluppo". Spesso gli interventi sono stati tardivi, spesso poco incisivi o addirittura inutili, ma ciò non toglie che la prospettiva non deve essere quella di eliminarli, quanto di renderli più efficaci e tempestivi. Il libro, che nasce dall'esperienza diretta dell'autore offre una panoramica ampia di ciò che, nel bene e nel male, si è verificato e soprattutto sa efficacemente mettere in luce non solo le difficoltà "tecniche" delle operazioni, ma anche quelle "culturali" ed etiche nei confronti di persone con mentalità e bisogni estremamente diversi e soprattutto in condizioni spesso disperate ed estreme.

L'altruista egoista. Analisi critica degli interventi umanitari in situazioni di guerra e carestia di Tony Vaux
Titolo originale: The Selfish Altruist
Traduzione di Paola De Albertis
284 pag., Euro12.50 - Edizioni Ega (Altrisaggi n.52)
ISBN 88-7670-417-5

Le prime righe

INTRODUZIONE

Quali sono i nostri sentimenti quando vediamo le vittime di carestie e guerre, un bambino che muore di fame, una madre sconvolta, un vecchio il cui mondo è stato distrutto?
Non proviamo un sentimento univoco né un senso di puro interesse altruistico, ma altri sentimenti, dei quali preferiremmo non essere consapevoli. Forse un po' di compiacimento, perché la stessa cosa non è accaduta a noi, forse persino un senso di superiorità, perché ci attribuiamo l'intelligenza di esserci in qualche modo protetti contro una tale terribile miseria.
Sentimenti di questo genere danno un piacevole senso di fiducia in se stessi, e ancora meglio ci sentiamo quando possiamo sciorinare le nostre ricette per risolvere i problemi del mondo.
Dopo aver fatto una donazione a un'associazione di beneficenza o scritto a un politico, il "pubblico" può tornare a occuparsi d'altro; l'operatore umanitario, invece, ha il compito di convertire la reazione pubblica in azione pratica; eppure entrambi provano la stessa miscela di motivazioni e sentimenti.

© 2002 Ega Editore


L'autore

Tony Vaux, dopo gli studi a Oxford, ha lavorato con Oxfam dal 1972 al 1999. Ha trascorso sette anni in India occupandosi dei progetti di sviluppo con le comunità di base. Dal 1984 è stato coordinatore generale di Oxfam per i programmi d'emergenza, seguendo in particolare alcuni paesi: Etiopia, Sudan, Mozambico e Somalia. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica, ha curato la progettazione dei nuovi programmi specifici in condizioni di conflitto e povertà, rivolti all'Est Europa e alla ragione caucasica. Dopo aver lasciato Oxfam e aver scritto questo libro, è diventato un consulente indipendente, specializzato in situazioni di crisi in aree di conflitto.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002