LE MOLTE FACCE DI UN MONDO GLOBALE

Hanif Kureishi
Otto braccia per abbracciarti
Riflessioni sulla politica

"Il fallimento nel relazionarsi con un altro è il fallimento nel capire o sentire in cosa consista l'umanità di una persona, cosa significhi essere vivo, e cosa significhi vedere se stesso e gli altri come fine e non come mezzo, come persone dotate di anima."

Uno scrittore che i lettori italiani ben conoscono non solo per i suoi romanzi, ma anche per i film di cui ha scritto la sceneggiatura o di cui è stato regista. Ora escono (sempre per Bompiani) queste sue riflessioni di argomento politico e sociale che non possono non suscitare interesse. Si parla di politica, ma anche di religione; delle difficili periferie londinesi e del Pakistan, paese d'origine di Kureishi; delle ripercussioni dell'era thatcheriana sulla popolazione meno abbiente e delle tensioni razziali che stanno facendosi talvolta drammatiche: un libro sull'oggi e sulle contraddizioni di questo mondo che troppo spesso appare "a rischio distruzione" per mano dei suoi stessi abitanti. Anche la moda o la musica hanno una forte valenza sociale e politica, perché condizionano il modo di pensare e di vivere dei cittadini. E la convivenza, tra popoli di diversa religione o razza, è possibile per lo scrittore semplicemente se gli esseri umani sanno rispettare se stessi e gli altri e non si muovono spinti dal desiderio di ricchezza o di potere: razzista è quella società che non sa accettare parte di se stessa, così come un individuo che rifiuta un aspetto del suo carattere e per questo si odia.

Otto braccia per abbracciarti. Riflessioni sulla politica di Hanif Kureishi
Titolo originale: Dreaming and Scheming
Traduzione di Ivan Cotroneo
189 pag., Euro 13.50 - Edizioni Bompiani (Bompiani Overlook)
ISBN 88-452-5280-9

Le prime righe

Il segno dell'arcobaleno

"Dio diede a Noè il segno dell'arcobaleno.
Niente più acqua, la prossima volta il fuoco!"


Uno: Inghilterra

Sono nato a Londra, da madre inglese e padre pakistano. Mio padre, che vive a Londra, arrivò in Inghilterra da Bombay nel 1947, per ricevere istruzione dal vecchio potere coloniale. Si sposò qui e non ritornò mai più in India. Il resto della sua grande famiglia, i suoi fratelli, le loro mogli, le sue sorelle, si spostarono da Bombay a Karachi, nel Pakistan, dopo la spartizione.
Molto spesso, nel corso della mia infanzia, incontravo i miei zii pakistani quando venivano a Londra per affari. Erano persone importante e sicure, che mi portavano in alberghi, ristoranti, e a meeting internazionali, spesso in taxi. Io non avevo idea di come fosse l'India, né di come i miei numerosi zii, zie e cugini vivessero lì. Quando avevo nove o dieci anni, un maestro mi mise davanti delle fotografie di contadini indiani che vivevano in capanne di fango e disse a tutta la classe: Hanif viene dall'India. Io mi chiedevo: i miei zii vanno in giro sui cammelli? E come fanno con i loro completi eleganti? E davvero i miei cugini, così simili a me per tanti aspetti, si accovacciano, si nella sabbia come tanti piccoli Mowgli, mezzo nudi? E davvero mangiano con le mani?

© 2002 RCS Libri


L'autore

Hanif Kureishi è nato in Inghilterra nel 1954, da padre pakistano e madre inglese. Ha iniziato presto a scrivere per il teatro, vincendo nel 1980 il Thames Playright Award con la commedia The Mother Country. Per Stephen Frears ha scritto le sceneggiature di My Beautiful Laundrette, 1985 (My Beatiful Laundrette - Lavanderia a gettone), per cui è stato candidato all'Oscar, e di Sammy and Rosie Get Laid, 1987 (Sammy e Rosie vanno a letto). Nel 1991 ha diretto il suo primo film, London Kills Me (Londra mi fa morire). Una sua lunga intervista a David Bowie è apparsa sul numero 11 di Panta ("La notte). Di Kureishi ricordiamo: la sceneggiatura di Il Budda delle periferie (scritta in collaborazione con Roger Michell), il romanzo The Black Album (1995), le raccolte di racconti Love in a Blue Time (1996), da cui è stato tratto il film My Son the Fanatic (Mio figlio il fanatico, 1997) di Udayan Prasad, Mezzanotte tutto il giorno (2000), e Goodbye, Mother (2001), i romanzi nell'intimità (1998, 2000) e Il dono di Gabriel (2001) e il breve saggio Da dove vengono le storie? (1999).
Sul Café Letterario proponiamo l'intervista all'autore


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002