LE MOLTE FACCE DI UN MONDO GLOBALE

Zygmunt Bauman
Il disagio della postmodernità

"Non esistono guadagni senza perdite, e il sogno di una felicità per il guadagno, depurata del dispiacere per la perdita, è altrettanto vano della proverbiale speranza di un pranzo gratis; ma i guadagni e le perdite connessi a ognuno dei vari sistemi di convivenza umana vanno accuratamente conteggiati, per tentare di pareggiarli il più felicemente possibile; tuttavia la lucidità di giudizio faticosamente raggiunta dissuade noi postmoderni dal sognare un bilancio dove ci sia la voce dell'avere, ma non quella del dare."

Proponiamo in queste pagine di segnalazioni di Café Letterario due titoli di Bauman usciti negli stessi giorni e che testimoniano il ruolo centrale dei suoi lavori nella sociologia del Novecento. Società, etica, politica (ci cui troverete una scheda in questa stessa sezione) è una conversazione generale con lo studioso, mentre questo titolo, pubblicato in edizione originale nel 2000 a Varsavia, è un testo teorico che affronta un tema centrale del pensiero di Bauman: la modernità e la postmodernità. Soprattutto quest'ultima è stata al centro di numerosi interventi, decine di articoli, studi e libri che lo hanno impegnato per molti anni, facendogli assumere il difficile ruolo di massimo esperto internazionale sul tema. In questo testo Bauman "tira le fila" delle sue teorie, partendo dallo studio di Freud Il disagio della civiltà. Di modernità e postmodernità analizza aspetti etici, estetici, religiosi, scientifici e tecnici in un quadro generale che vuole offrire una descrizione obiettiva della situazione, facendo riferimento continuamente a teorici, filosofi, scrittori che hanno in vario modo tentato una spiegazione del reale e del sociale. Con un capitolo finale significativamente intitolato L'ultima parola spetta alla libertà.

Il disagio della postmodernità di Zygmunt Bauman
Titolo originale: Ponowoczesnosc. Jako zródlo cierpien
Traduzione di Vera Verdiani
XII, 274 pag., Euro 17.50, Edizioni Bruno Mondadori (Sintesi)
ISBN 88-424-9383-X

Le prime righe

Introduzione

Scontentezze: moderne e postmoderne

Nel 1930 apparve a Vienna un libro intitolato Das Ungluck in der Kultur, già nella successiva edizione ribattezzato Das Unbehagen in der Kultur. Il suo autore era Freud. Più o meno contemporaneamente fu pubblicata la versione inglese, che l'autore suggerì di chiamare Man's Disconfort in Civilization. Come informa il redattore dell'edizione inglese John Strachey, la traduttrice Joan Rivière pensò in un primo tempo di rendere Unbehagen con malaise, ma poi finì per scegliere il titolo con il quale l'opera sarebbe diventata famosa: Civilization and Its Discontents. Fu dunque sotto questo titolo che la sfida lanciata da Freud alla corrente consapevolezza di sé dell'era moderna sconvolse la coscienza europea e determinò il modo in cui ancora oggi pensiamo alle previste e impreviste conseguenze dell'avventura moderna.
(Oggi sappiamo che il libro di Freud riguarda la modernità, anche se l'autore aveva preferito usare parole come "cultura" o "civiltà"; solo la società moderna era in grado di pensare se stessa in termini di "diffusione della cultura" o di "civiltà" e di agire conformemente a tale pensiero, ed è appunto degli effetti di ciò che si occupa il libro di Freud; l'espressione "civiltà moderna" è in sostanza pleonastica).

© 2002 Paravia Bruno Mondadori Editori


L'autore

Zygmunt Bauman è nato a Varsavia dove ha studiato e insegnato Sociologia all'Università fino al 1968, quando è stato cacciato perché ebreo. Dal 1971 insegna Sociologia all'Università di Leeds. Tra i suoi libri più importanti tradotti in italiano: Lineamenti di una sociologia marxista (1971); Memorie di classe (1987); La decadenza degli intellettuali (1992); Modernità e Olocausto (1992); Il teatro dell'immortalità (1995); Le sfide dell'etica (1996); La società dell'incertezza; Dentro la globalizzazione (2001).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002