NELLE PIEGHE DELLA STORIA

Girolamo Arnaldi
L'Italia e i suoi invasori

"Abbiamo scoperto - sempre che non ce ne fossimo accorti prima - che la penisola italiana ha nei 7456 chilometri delle sue coste, più o meno frastagliate, infiniti punti di approdo per i gommoni o le imbarcazioni di ogni tipo adibite al trasporto di quanti tentano di sfuggire alle guerre, alle tirannidi, al sottosviluppo, agli eccidi balcanici, mediorientali, maghrebini, per cercare presso di noi la terra promessa o magari solo per farvi una tappa, in attesa di andarla a cercare al di là delle Alpi. "

L'Italia è stata per lunghi secoli un campo di battaglia per i più diversi popoli, razzie e insediamenti stranieri si sono alternati e il nostro territorio è stato invaso non solo da popoli del Nord e dell'Est dell'Europa, ma anche da chi giungeva dalle coste opposte del Mediterraneo. Il racconto degli eventi intreccia fonti storiche antiche e moderne e testi letterari. Dal sacco di Roma all'invasione longobarda, dalle sorti italiane sotto l'impero di Carlo Magno ai Normanni nel Mezzogiorno e in Sicilia, dagli spagnoli ai francesi sia a Milano che a Napoli, fino all'unità dopo la vittoria sugli Austriaci, gli ultimi grandi invasori d'Italia: nonostante ciò, quasi miracolosamente, esiste una indiscutibile identità italiana che è in parte sintesi di altre culture e civiltà, in parte del tutto originale e autoctona.

L'Italia e i suoi invasori di Girolamo Arnaldi
IX-214 pag., Euro 15.00 - Edizioni Laterza (i Robinson/Letture)
ISBN 88-420-6753-9

Le prime righe

PREMESSA

Questo libro non ha pretese. Non vorrei, in particolare, che qualcuno ritenesse che pretenda di aver trovato il filo conduttore, del quale si è ancora in cerca, della storia d'Italia, indicandolo nella sequenza di invasori straniere che l'hanno costellata. Ripromettendomi questo, avrei compiuto oltretutto implicitamente un atto di lesa identità nazionale - un'identità fragile, come spesso viene lamentato. A mettermi in guardia è stato Rosario Romeo, quando, molti anni fa, gli ho parlato di quello che, già da allora, avevo in animo di fare. Ma se, per un italiano come Mario Luzi, "l'Italia è un'illusione, anzi un miraggio, un oggetto del desiderio", sta di fatto che, per gli stranieri, l'Italia è stata per secoli, sciaguratamente per noi, un desiderio soddisfatto.
Eppure, di pretese questo libro ne ha una: quella di essere leggibile. Se avessi fatto in tempo a portarlo a termine, l'avrei inviato in esame a Indro Montanelli, che ha spesso ripetuto che libri leggibili gli storici "accademici", se italiani, non sono capaci di scriverli. Ai lettori sta ora di giudicare se sia stato capace di farlo, oppure no.

© 2002 Gius. Laterza & Figli Editori


L'autore

Girolamo (Gilmo) Arnaldi è nato a Pisa nel 1929. Ha studiato a Napoli. È stato archivista di Stato e membro della Scuola nazionale di studi medioevali e ha insegnato Storia medioevale nelle Università di Bologna e di Roma La Sapienza. Si è occupato fra l'altro di storia del papato e di Roma nell'alto medioevo, dei cronisti italiani, delle origini delle Università di Bologna, Padova, Napoli e di Dante e l'Italia.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002