LE ARTI DEL COMUNICARE

Michele Sorice
Lo specchio magico
Linguaggi, formati, generi, pubblici della televisione italiana

"L'istituzionalizzazione delle ricerche sul pubblico attraverso l'Auditel segna una svolta e, al tempo stesso, un salto di qualità nelle dinamiche di concorrenza fra le emittenti televisive."

Cinquant'anni di televisione, dagli ingenui spettacoli degli anni Cinquanta, capaci per altro di compiere una vera rivoluzione nel costume italiano, all'irruzione della realtà sul piccolo schermo, al dominio dell'audience e della pubblicità: Sorice sa storicizzare il mezzo più rappresentativo dell'industria culturale italiana degli ultimi cinquant'anni in modo completo e quasi didascalico, rivolgendosi non solo ai mediologi di professione, ma anche a tutti coloro che vogliono meglio capire come la tv possa essere un potente strumento di formazione o di creazione di consenso. Si può vedere il successo dei grandi sceneggiati degli anni Sessanta come il momento in cui nasce una cultura di massa; o come la lingua italiana sia diventata davvero nazionale solo con la diffusione dell'apparecchio televisivo in tutte le case della penisola; o ancora come certe abitudini comportamentali siano state assunte a livello collettivo mediandole dalle trasmissioni di successo. Infine il frequente ingresso nel gergo giovanile di termini dedotti dai comici o dai presentatori è solo lo specchio di altri dati più tecnici e statistici. Così non è assolutamente inevitabile che si perda il senso critico se certi telefilm o alcune demenziali trasmissioni-verità invadono le nostre case: è solo questione di "occhio", è solo questione di famiglia, è solo questione di buon gusto.

Lo specchio magico. Linguaggi, formati, generi, pubblici della televisione italiana di Michele Sorice
Prefazione di Paolo Taggi
Con un saggio di Algerino Marroncelli
279 pag., Euro 18.00 - Edizione Editori Riuniti (White Box)
ISBN 88-359-5191-7

Le prime righe

Introduzione

Un libro sulla televisione non è facile da scrivere. Innanzitutto perché bisogna capire cosa significhi quel "sulla" televisione: la storia del medium (ma si può ancora parlare di medium?) oppure l'apparato tecnico oppure ancora i personaggi della tv, ma allora perché non le vicende politiche intorno e sulla tv, perché non l'evoluzione dei linguaggi televisivi, perché non la storia e la catalogazione dei palinsesti... Un libro sulla televisione non è facile da scrivere, soprattutto se è un libro che cerca di offrire una prospettiva storica: perché è l'unico libro che tutte le parole del mondo non riuscirebbero mai a completare senza le immagini, senza quel serbatoio di memoria visiva che costituisce la storia della tv e, con essa, la nostra storia. Questo libro è un tentativo - ambizioso e umile al tempo stesso - di osservare la storia della televisione italiana sotto diverse prospettive: quella più propriamente storica, innanzitutto, relativa al rapporto fra la società, la politica e il mezzo; quella dell'evoluzione dei generi, dei linguaggi e dei formati che è poi un altro modo di leggere l'evoluzione dell'immaginario e della produzione culturale; quella dei palinsesti, cioè delle strategie dei broadcasters in funzione dei telespettatori; e infine quella dei fruitori, della loro evoluzione, del loro rapporto con quella particolare pratica sociale che è la televisione e, in definitiva, con la loro stessa identità.

© 2002 Editori Riuniti Editore


L'autore

Michele Sorice è professore di Storia della radio e della televisione presso l'università "La Sapienza" di Roma e insegna Sociologia dei mass media presso la Pontificia Università Gregoriana. Tra le sue opere più recenti ricordiamo: I percorsi del consumo (1995), Logiche dell'illogico (1995), Futuri immaginari (con Mario Morcellini, 1998), Online journalism: information and culture in the Italian technological imaginary (2001). Ha inoltre curato con Mario Morcellini il Dizionario della comunicazione (1999) e ha pubblicato L'industria culturale in Italia (1998) e Le comunicazioni di massa: storia, teoria e tecniche (2000)


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002