NELLE PIEGHE DELLA STORIA

Walter Russell Mead
Il serpente e la colomba
Storia della politica estera degli Stati Uniti d'America

"Che tipo di egemonia vogliamo, e perché? Quali sono le politiche che conservano al loro interno la nostra parte migliore e allo stesso tempo minimizzano i rischi e i costi associati al mantenimento di un dominio mondiale? Che senso ha il nostro 'impero', quello di renderci ricchi, di proteggerci o di costruire un mondo migliore?"

L'autore, considerato il massimo esperto di politica estera americana, ripercorre le vicende che hanno contraddistinto i rapporti tra gli Usa e il resto del mondo dal 1776 ad oggi, delineando alcune linee guida su cui poter collocare le scelte strategiche, gli accordi, gli interventi dell'esercito, della diplomazia o dei servizi segreti. Quattro i filoni in cui Russell Mead divide la politica estera americana: gli hamiltoniani, cioè chi punta sull'economia; i jeffersoniani, strenui difensori della democrazia; i jacksoniani, con venature populiste e nazionaliste; i wilsoniani, che privilegiano i valori morali. È proprio dall'intrecciarsi o dall'alternarsi delle diverse impostazioni che ha origine la potenza indiscussa e praticamente indiscutibile degli Stati Uniti. L'11 settembre, e le scelte politiche che ne sono derivate, ha fatto convergere su quel paese l'attenzione di tutto il mondo: ma che cosa avverrà domani, quali decisioni capaci di sconvolgere il mondo verranno prese? Da queste domande e dalle preoccupazioni che molti hanno sul futuro dell'umanità nasce l'esigenza di capire e conoscere la storia del pensiero politico che ha reso un paese di pionieri e di profughi una superpotenza mondiale.

Il serpente e la colomba. Storia della politica estera degli Stati Uniti d'America di Walter Russell Mead
Titolo originale: Special Providence
Traduzione di Elisabetta Humouda e Andrea Marti
410 pag., Euro 27.00 - Edizioni Garzanti (Collezione Storica)
ISBN 88-11-59732-3

Le prime righe

Introduzione

Questo libro ha per temi i modi e le ragioni di funzionamento della politica estera americana. In poco più di duecento anni gli Stati Uniti sono passati dall'essere un manipolo di insediamenti sul litorale atlantico all'incarnare il più potente paese nella storia del mondo. Stranieri e americani stessi considerano un simile incredibile sviluppo come scontato. Nel corso della trasformazione americana in potenza mondiale, la maggior parte degli osservatori ha ritenuto che agli americani non importasse granché della politica estera, né che vi fossero particolarmente portati. Persino oggi negli Stati Uniti molti tra gli addetti ai lavori e i commentatori più accreditati pensano che la politica estera abbia giocato un ruolo marginale nella vita dell'America fino alla seconda guerra mondiale, e che studiarne le documentazioni storiche non sia un esercizio particolarmente utile.
Quando Richard C. Leone e la Century Foundation mi hanno commissionato un libro sulla politica estera americana alla fine della guerra fredda, mi sono trovato sempre più incline a mettere in dubbio questo giudizio convenzionale.

© 2002 Garzanti Libri Editore


L'autore

Walter Russell Mead si è laureato a Yale ed è uno dei massimi esperti statunitensi di politica estera e di economia internazionale. Ha scritto diversi saggi e collabora a "Worth" e al "Los AngelesTimes". È autore di Mortal Splendor: The American Empire in Transition. Attualmente è Senior Fellow per la politica estera presso il Council on Foreign Relations. Vive a Jackson Heights, presso New York.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002