IL FASCINO DELLA SCIENZA

Stephen Jay Gould
Bravo Brontosauro
Riflessioni di storia naturale

"Noi tutti dobbiamo impegnarci a recuperare la divulgazione della scienza come una tradizione intellettuale onorevole. Le regole sono semplici: non si deve mai rinunciare alle ricchezza intellettuale né si deve fare alcuna concessione all'ambiguità o all'ignoranza."

Si può raccontare la scienza in modo divertente e appassionante? Sì, naturalmente, ed è quello che fa Stephen Jay Gould in questo saggio. A volte con la determinazione dello scienziato che si batte per la difesa delle proprie idee contro le mistificazioni più o meno evidenti, in altri punti con il linguaggio più tranquillo dello storico che racconta lo sviluppo delle idee, l'autore traccia una storia naturale incentrata sulla teoria dell'evoluzione. L'ottica con la quale Gould affronta il tema non è tradizionale, ma ricca di riferimenti stravaganti e, proprio per questo, facilmente memorizzabili. Se per comprendere alcuni concetti scientifici si utilizzassero esempi tratti dalla quotidianità, probabilmente anche gli studenti che si scontrano con argomenti un po' ostici troverebbero più divertente e facile capirne e ricordarne i passaggi centrali. Errori, conformismi, luoghi comuni vengono via via smontati da Gould per ricostruire le teorie confortate dai fatti e togliere di mezzo tutti i fraintendimenti. Al termine del volume scopriremo di avere le idee più chiare su temi spesso complessi e, incredibile a dirsi, di esserci divertiti a leggere un saggio scientifico.

Bravo Brontosauro. Riflessioni di storia naturale di Stephen Jay Gould
Titolo originale: Bully for Brontosaurus. Reflections in Natural History
Traduzione di Libero Sosio
266 pag., Euro 9.00 - Edizioni Feltrinelli (Universale Economica. Saggi n.1720)
ISBN 88-07-81720-9

Le prime righe

Prologo

In Francia questo genere si chiama vulgarisation, ma le implicazioni del termine sono del tutto positive. In America lo chiamiamo popular (o pop) writing, e coloro che lo praticano vengono detti science writers, anche quando, come me, sono scienziati che cercano di rendere partecipi della ricchezza e bellezza del loro campo di studio persone che si occupano di altre cose.
In Francia (e in tutt'Europa) la divulgazione figura fra le massime tradizioni dell'umanesimo e gode anche di un antico lignaggio: da san Francesco che parlava con gli animali a Galileo che decise di scrivere le sue due massime opere in volgare sotto forma di dialoghi, e non nel latino formale delle chiese e delle università. In America, per ragioni che non capisco (e che sono davvero perverse), le opere di divulgazione sono considerate con disprezzo, come forme di "adulterazione", di "semplificazione", di "desiderio di far colpo", come "fuochi d'artificio". Io non nego che queste espressioni possano applicarsi a molti autori; ma le opere mal riuscite e ispirate da basse motivazioni di profitto non possono invalidare un genere. I romanzi rosa non impediscono che l'amore possa essere un argomento valido per grandi romanzieri.

© 2002 Giangiacomo Feltrinelli Editore


L'autore

Stephen Jay Gould, professore di geologia, biologia e storia della scienza all'università di Harvard, ha saputo unire una preparazione scientifica di prim'ordine a un'eccezionale capacità di divulgazione. È morto nel 2002. Ha pubblicato: Quando i cavalli avevano le dita. Misteri e stranezze della natura (1984), Il sorriso del fenicottero (1987), La freccia del tempo, il ciclo del tempo. Mito e metafora nella scoperta del tempo geologico (1989), La vita meravigliosa. I fossili di Burgess e la natura della storia (1990), Un riccio nella tempesta. Saggi su libri e idee (1991), Bravo Brontosauro. Riflessioni di storia naturale (1992). Ricordiamo inoltre: Il pollice del panda (1983), Gli alberi non crescono in cielo (1997), Intelligenza e pregiudizio (1998), Il millennio che non c'è (1999), I pilastri del tempo (2000).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002