LE ARTI DEL COMUNICARE

Silvia Magrini
Universi sonori
Introduzione all'etnomusicologia

"La maggior parte dei suoni che sono stati elaborati come musica dalle innumerevoli comunità del mondo sono ben più che meri strumenti di intrattenimento o di godimento estetico, e hanno piuttosto una parte di rilievo nell'organizzare la vita sociale, come nell'accogliere le esigenze espressive dell'esistenza individuale e di gruppo."

Vorremo iniziare questa scheda con una considerazione: la scuola italiana sottovaluta l'importanza dell'insegnamento musicale. L'assoluta maggioranza degli studenti arriva all'Università senza neppure aver mai affrontato uno studio non diciamo serio, ma neppure superficiale della teoria e della pratica musicale. Fortunatamente alcune facoltà invece, più sensibili al tema, hanno istituito cattedre specialistiche che spaziano dalla più tradizionale storia della musica agli aspetti complessi dell'antropologia musicale. Tullia Magrini è docente proprio presso una di queste cattedre, al Dams di Bologna. In questo libro troverete un'ampia panoramica sui modi in cui le musiche possono essere studiate con i criteri dell'etnomusicologia (disciplina relativamente recente) e dell'antropologia culturale "nella molteplicità delle manifestazioni e dei significati che la musica assume nel mondo". L'ascoltatore spesso ignora, ascoltando musiche che provengono dalle varie realtà internazionali, in quali contesti culturali siano nate e quanta parte abbiano nell'organizzazione sociale locale. Questo volume ci aiuterà a scoprirlo e ad accedere alle chiavi di lettura da utilizzare nell'ascolto e nella decodificazione del testo musicale. La maggior parte dei saggi sono firmati da Tullia Magrini, ma il volume raccoglie anche contributi di Simha Arom, John Blacking, Judith Lynne Hanna, Bruno Netti, Anthony Seeger, Edwin Seroussi, Mark Slobin, Marcello Sorce Keller, Wim Van Zanten.

Universi sonori. Introduzione all'etnomusicologia di Silvia Magrini
VIII-341 pag., Euro 20.00 - Edizioni Einaudi (Piccola Biblioteca n. 207)
ISBN 88-06-16137-7

Le prime righe

Introduzione

I.
Lo sviluppo storico degli studi sulle musiche del mondo

di Tullia Magrini

La disciplina che studia le musiche del mondo è generalmente nota oggi con il termine di etnomusicologia. Questo nome fu proposto per la prima volta dall'olandese Jaap Kunst nel volume Musicologica: a Study of the Nature of Ethno-musicology, its Problems,Methods, and Representative Personalities, pubblicato nel 1950 ad Amsterdam. Il termine fu subito adottato con entusiasmo da un piccolo gruppo di studiosi americani che intendevano rifondare lo studio delle musiche primitive ed esotiche: Alan P. Merriam, Willard Rhodes, Charles Seeger e David McAllester realizzarono già nel 1953 una newsletter chiamata "Ethno-musicology" e successivamente, nel 1955, l'associazione scientifica Society for Ethnomusicology (Sem). Se il nome della disciplina (che presto perse il trattino) era nuovo, come nuove erano le prospettive teorico-metodologiche dei fondatori della Sem, i fenomeni musicali che essi intendevano indagare erano già stati oggetto da molto tempo dell'attenzione di studiosi e di altri personaggi animati dai più diversi interessi.
La letteratura di viaggio può essere considerata la prima importante fonte di osservazioni su musiche appartenenti alle più diverse realtà culturali; essa si è sviluppata in particolare nel periodo delle grandi esplorazioni geografiche e dell'evangelizzazione di tipo coloniale che le ha seguite, grazie alla collaborazione della Chiesa con le potenze che sfruttavano le nuove vie degli oceani.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autrice

Tullia Magrini è docente di Etnomusicologìa e Antropologia musicale presso il corso di laurea in Dams dell'Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi saggi (fra gli altri Canti d'amore e di sdegno, Antropologia della musica e culture mediterranee, Uomini e suoni) oltre ad articoli, dischi e Cd-Rom dedicati a un'ampia gamma di repertori e problematiche. Ha fondato lo Study Group on "Anthropology of Music in Mediterranean CuItures" dell'International Council of Traditional Music (Unesco), di cui è presidente, e la rivista multimediale "Music & Anthropology".


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002