LE MOLTE FACCE DI UN MONDO GLOBALE

Giuseppe De Rita
Il regno inerme
Società e crisi delle istituzioni

"Non le abbiamo mai molto amate, noi italiani, le nostre istituzioni. Ma si converrà che assistere impotenti al loro suicidio è situazione sgradevole e inquietante."

Cosa ne è delle nostre istituzioni? E cosa ne sarà in futuro? In questo piccolo saggio Giuseppe De Rita, uomo che non ha mai voluto occupare posti centrali nelle istituzioni stesse ma che le ha a lungo studiate, tenta di rispondere a queste domande. È un lungo monologo in cui si denuncia non solo l'attuale, disastrosa situazione delle istituzioni italiane, ma anche i pericoli nascosti in questo stato di cose. Quello della crescita dei poteri occulti, ad esempio, orizzontali o trasversali, o di una crisi di fiducia che possa portare, tra l'altro, a un "progressivo appiattimento promosso e sostenuto dall'attività burocraticamente appiattente dell'Unione Europea", o in manifestazioni di piazza "sterili", che non portano a nuove forme durature e significative di "condensazione sociale, di identificazione collettiva, di canalizzazione decisionale". E queste sono solo alcune delle considerazioni interessanti del saggio. Un utilissimo punto di partenza per l'analisi di una situazione indubbiamente difficile, con molti spunti propositivi da tenere in debita considerazione.

Il regno inerme. Società e crisi delle istituzioni di Giuseppe De Rita
89 pag., Euro 10.00 - Edizioni Einaudi (Gli struzzi n.553)
ISBN 88-06-16115-6

Le prime righe

È probabile che il lettore di questa breve riflessione abbia la curiosità di sapere perché un militante pluridecennale del sociale, un piccolo privato imprenditore di ricerca, un cattolico più guelfo che ghibellino, abbia avuto la tentazione di scrivere un libro sulle istituzioni. Su un argomento notoriamente caro, e spesso con riserva di esclusività, a protagonisti di segno opposto, cioè di cultura pubblicistica, di mestiere istituzionale, di vocazione laico-risorgimentale.
La risposta è una sola: l'indignazione. L'indignazione verso la vocazione suicida che le nostre istituzioni vanno maturando e verso il tradimento dei clerici che dovrebbero farle vivere e che invece, prese da personali problemi di potere e di immagine, le lasciano alla loro regressione di ruolo e di prestigio. E allora può avvenire che un cattolico voglia parlare di istituzioni, visto fra l'altro che ne vive una bimillenaria; che un imprenditore privato si permetta di ricordare che solo la fedeltà all'oggetto dà vita a strutture organizzate, aziendali o pubbliche che siano; che un militante del sociale si senta interprete del bisogno collettivo di un reticolo istituzionale decentemente funzionante.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Giuseppe De Rita è da quarant'anni animatore del Censis e attento osservatore delle trasformazioni economiche, sociali e istituzionali del nostro paese. Ha anche avuto una esperienza istituzionale presiedendo per dieci anni il Cnel, tornando poi con rinnovata soddisfazione al lavoro privato nell'economia e nel sociale.
Ha pubblicato in collaborazione con M. Deaglio Il punto sull'Italia (1983), con G. Acquaviva La chiesa galassia: l'ultimo concordato (1983), con A. Bonomi Il manifesto dello sviluppo locale (1998). Ricordiamo inoltre Venezia città speciale (1993) e Intervista sulla borghesia in Italia, a cura di A. Galdo (1996).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002