VITE DA RICORDARE

Virginia Woolf
Falce di luna
Lettere 1932-1935

"I propri amici non dovrebbero mai ammalarsi - né subire operazioni. E invece succede. Io comunque ho una teoria: a un anno cattivo, ne segue uno buono. L'anno scorso sembrava che tutti i miei amici morissero. "

Queste lettere di Virginia Woolf saranno di certo lette e rilette dai numerosi ammiratori della grande scrittrice perché propongono uno spaccato vivissimo della sua intimità e un ritratto spesso giocoso del suo carattere. Non emerge la donna raffinata e un po' staccata, malata di solitudine e con una dolorosa visione della vita, come talvolta è la Woolf che il lettore immagina deducendola dai suoi romanzi. L'autrice di queste lettere è una donna affettuosa e vivace, molto concreta e brillante, premurosa e attenta ai desideri dei suoi interlocutori. Da alcune pagine abbiamo anche informazioni sulla sua attività di scrittrice, o di critica letteraria: grande precisione e anche umiltà, molta cortesia e rispetto per il destinatario.
Insomma una donna sensibile e anche allegra, molto ironica e spesso autoironica in cui brilla un'intelligenza davvero eccezionale.

Falce di luna. Lettere 1932-1935 di Virginia Woolf, a cura di Nigel Nicolson e Joanne Trautmann
Con un saggio di Nadia Fusini
Titolo originale: The Sickle Side of the Moon
Traduzione di Silvia Gariglio
XVI, 599 pag., Euro 25.00 - Edizioni Einaudi
ISBN 88-06-13715-8

Le prime righe

Falce di luna

2502.
A ETHEL SMYTH

Monks House [Rodmell, Sussex]

Lunedì [4 gennaio 1932]

Non ho tempo di scrivere visto la prossima levata e la voglia di approfittare di quest'attimo di sole. Ma le tue lettere mi fanno molto piacere; ti restituirò quelle di Ethel e ti manderò l'esemplare dell'inestimabile fiaschetta. Tutto ciò mi stupisce - hai forse strappato la pelle dal tuo cuore - era la tua bottiglia? E ti sei presa il raffreddore perché non ce l'avevi? Non si è mai visto un simile pellicano. Eh, la mia immagine va proprio a centrare Dickens: ma la svilupperò poi - la fanciulla che procede faticosamente nell'erba alta è un capolavoro che ho sempre per la mente. E mi piacerebbe diffondermi sull'idea che io stessa sono simile a Dickens, se non fosse per i fasci di nervi della mia spina dorsale - infinitamente feconda cioè - adesso ho 5 libri in mente e bruciando un altro fascio di nervi potrei scrivere senza fermarmi per giorni e giorni. Londra era alquanto caotica: ma sto meglio, ne sono certa; e son capace di scrivere frasi con la fantasia. E tu per favore non morire, e non stenderti a terra come un indiano dicendo "morte"; perché davvero trovo la tua atmosfera satura di ozono, un elemento indispensabile; poiché quelli che mi circondano non mi fanno mai lodi e non mi dimostrano mai il loro amore; e ammetto che ci sono momenti in cui il silenzio fa gelare e l'altra cosa riscalda.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autore

Virginia Woolf nacque a Londra nel 1882. Insieme al cosiddetto gruppo di Bloomsbury, è stata al centro della vita intellettuale inglese per quasi un trentennio. Soggetta a ricorrenti crisi depressive, morì suicida nel 1941. Tra i suoi libri più famosi: La Signora Dalloway, Al faro, Orlando, Flush. Ricordiamo inoltre, oltre ai volumi di lettere, Notte e giorno, Le onde, Una stanza tutta per sè.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


novembre 2002