I SEGRETI DELLA MENTE

Gianna Schelotto
Distacchi e altri addii
Quando separarsi fa bene

"Non dormi?" mi domandò mia madre sentendomi muovere nel letto; e scherzosamente aggiunse: "Vai a vedere che cosa c'è nel sonno e poi torna a raccontarmelo... Ti aspetto qua".

Dalla nascita alla vecchiaia la nostra esistenza è costellata di "distacchi": dal confortevole ventre materno, dalle amorevoli e rassicuranti (o possessive) cure dei genitori, dai riti dell'infanzia, dai sapori e dagli accenti della propria terra, dalla casa amata, dall'efficienza giovanile del proprio corpo, dall'immagine di fertilità femminile, dal mondo del lavoro, da un familiare adorato... Distacchi in parte provvisori, in parte definitivi, quasi sempre dolorosi. Eppure, sottolinea l'autrice, al lato oscuro, al dolore della perdita, si dovrebbe affiancare un lato luminoso, il piacere della scoperta, del nuovo che sopraggiunge. Certo non è facile: alcuni rifiutano con ostinazione il distacco (vedi la mamma che "perseguita" lo sposo impedendogli di consumare la prima notte di nozze), altri si riducono in uno sterile immobilismo, altri lo anticipano programmaticamente, semplicemente non accettando e non mostrando le proprie emozioni, abbandonando prima di essere abbandonati.
Psicologa specializzata in terapia della coppia e psicosomatica, Gianna Schelotto trasferisce in questo libro la facilità di comunicazione e immediatezza che fa apprezzare i suoi interventi sulle pagine di quotidiani e riviste. Non propone infatti un trattato, ma una riflessione delicata e partecipata, condotta spesso in prima persona e che non esita a rivelare particolari molto personali e altrettanto dolorosi della vita dell'autrice. Ne esce un libro estremamente leggibile (dove "leggibilità" è un elemento apprezzabilissimo) per fermarsi a riflettere sui nostri comportamenti, spesso inconsapevoli, e su quelli degli altri, per avere la dovuta indulgenza o, all'occorrenza, l'impietosa lucidità.

Distacchi e altri addii. Quando separarsi fa bene di Gianna Schelotto
154 pag., Euro 15.00 - Edizioni Mondadori (Ingrandimenti)
ISBN 88-04-50419-6

Le prime righe

Prologo

Nella grande sala d'ingresso, le sedie erano state disposte lungo le pareti, una accanto all'altra, come si usava, nel Sud, quando c'era un funerale. Via via che arrivavano, gli ospiti si salutavano e prendevano posto, quasi fossero a teatro e aspettassero l'inizio dello spettacolo. Parlavano a bassa voce, e persino i più vivaci sembravano contenere i gesti e le parole.
I discorsi, vaghi e pieni di sospiri, iniziavano e si spegnevano prima di concludersi. Lunghi silenzi cadevano nella stanza, interrotti, di tanto in tanto, da scoppi improvvisi di voci. Si capiva che tutti avevano il cuore pesante. Eppure l'evento che li aveva riuniti in quella stanza non era luttuoso. Amici e parenti erano venuti per salutarci: per trascorrere insieme a noi gli spiccioli di tempo che ci separava dalla partenza del treno. I miei genitori, i miei fratelli, e io, lasciavamo il paese - Rionero in Vulture - per trasferirci in una grande città del Nord.
Ce n'andavamo, come tanti prima di noi. Diventavamo "emigranti".
Era il 1955.

"È ora" disse mio padre.
Tutti si levarono in piedi, come spinti da un'unica molla, e le voci esplosero. Voci acute, sovrapposte, confuse.
Solo mia nonna sembrava ammutolita. Ci abbracciò uno per uno, ci strinse, senza parlare.
Sulla soglia esitai e, invece di uscire, tornai indietro per abbracciarla un'ultima volta. Lei, nello sforzo di trattenere l'emozione, emise un suono gutturale, quasi un grido soffocato.
"Te ne vai" disse con voce stridula, stringendomi forte. "Ve ne andate tutti!"

© 2002 Arnoldo Mondadori Editore


L'autrice

Gianna Bochicchio Schelotto è nata a Rionero in Vulture (Potenza), ma è genovese di adozione. Psicologa specializzata in terapia della coppia e in psicosomatica, collabora a quotidiani e settimanali, tra i quali il "Corriere della Sera", "Donna Moderna" e molte altre testate. Per il teatro ha scritto, con Paola Pitagora, La foresta d'argento rappresentata al Piccolo Teatro di Milano con successo di critica e di pubblico. Tra i suoi libri ricordiamo: Matti per sbaglio (1989), Strano, stranissimo, anzi normale (1990), Una fame da morire (1992), Caino il buono (1993), Certe piccolissime paure (1994), Il sesso, probabilmente (1995, Premio Leonida Rèpaci), Perché diciamo le bugie (1996), Nostra ansia quotidiana (1998), Equivoci & sentimenti (2000) e Per il tuo bene (2001).
Proponiamo la pagina dei Consigli di lettura su libriAlice.it


Di Paola Di Giampaolo


novembre 2002