I SEGRETI DELLA MENTE

Maria Rita Parsi
Cuore di mostro

"Possa la mostruosità che alberga nel cuore di ciascuno, una volta riconosciuta, interpretata, domata e vinta, essere il concime che fa fiorire il Bene e la Bellezza dell'identità individuale e collettiva"

Cosa spinge uno studente modello a uccidere quattro bambini dai tre ai sette anni? Come può un figlio fare a pezzi i genitori, per non rivelare che è ben lontano dalla tanto attesa laurea in medicina? Come può una madre, architetto ventinovenne, scagliare dalla finestra i suoi piccoli figli? Perché tanto orrore? Maria Rita Parsi ci conduce in una "discesa agli inferi" che è esplorazione delle zone d'ombra della nostra quotidianità fatta di famiglie "felici" nelle quali gli adulti fanno spesso una magra figura: ossessivi, deboli e al tempo stesso (e proprio per questo) violenti, infantili, bugiardi, incapaci di trasmettere affetto, di porsi come modelli positivi di equilibrio e coerenza, di ascoltare il disagio, di interpretare i segni premonitori, impegnati come sono nel considerare l'altro non fine, ma mezzo...
Attraverso l'artificio della fiabazione, la psicoterapeuta dà voce nella prima parte del libro a cinque "mostri", ricostruendo dal loro punto di vista il percorso che li ha portati a compiere atti orribili; nella seconda, "Cronache dall'inferno", la tragedia di Novi Ligure è vissuta attraverso la testimonianza di un giovane, Gabriele Belcastro, la lettera inviata a "La Voce di Ferrara-Comacchio" a ridosso del delitto, e il lucido commento della stessa scritto successivamente. Per fortuna, però, il disagio che alberga in ciascuno di noi riesce talvolta a fermarsi prima di esplodere, come è avvenuto per coloro che, come testimonia l'appendice del volume, hanno saputo riconoscere, affrontare e sconfiggere la propria belva interiore e dire: "Io non sono Erika".

Cuore di mostro di Maria Rita Parsi
262 pag., Euro 15.20 - Edizioni Mondadori (Ingrandimenti)
ISBN 88-04-49222-8

Le prime righe

Introduzione

Le fiabe dei mostri

Io ti racconto
perché tu
comprenda
qual è il percorso
dell'orrore umano

M.R.P.

Ho passato gran parte della mia vita a indagare e interrogare l'Ombra dentro di me. E ho, poi, trascorso metà di quel tempo ad analizzare o a periziare persone che la società definisce "mostri". Persone che hanno fatto molto male agli altri e a se stesse. Persone che hanno calunniato, perseguito, violato, terrorizzato, menomato, ricattato e, perfino, ucciso altre persone.
Alla fine, ho trovato nelle loro storie un minimo comune denominatore fatto dell'impasto di solitudine, abbandono, disperazione, rabbia, frustrazione, invidia, odio, rancore, paura. Tanto che una storia sembrava parlare per tutte le altre e, insieme, esse andavano a costituire la trama di un unico doloroso sudario. Ho, così, assai spesso individuato alle "radici" dell'Inferno personale di questi cosiddetti "mostri", il rifiuto subìto, fin dalla prima infanzia, da parte dei genitori o il fatto di essere nati per l'altrui bisogno, bisogno conscio o inconscio dei parenti, di avere qualcuno da asservire, dominare, utilizzare, strumentalizzare, sacrificare, distruggere ("qualcuno a cui restituire 'l'offesa!'").
I cosiddetti "mostri" sono, dunque, persone alle quali è stato impossibile essere riconosciute e amate nel Bene. Per loro, l'amore è stato "dannoso" e ha rappresentato soltanto una perversa forma di comunicazione, un equivoco al quale si sono malamente adattati fino a quando (di trauma in trauma, di minaccia in minaccia, di paura in paura, di confusione in confusione, di violenza in violenza) hanno messo in atto l'estrema difesa: la risposta dell'odio all'angoscia di potere essere sopraffatti, sottomessi, umiliati, vinti.

© 2002 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Maria Rita Parsi di Lodrone, psicoterapeuta e scrittrice, lavora fra Milano, Roma e la Svizzera italiana. Dirige la Società italiana di psicoanimazione (SIPA) e dal 1992 è presidente della Fondazione Movimento Bambino. Fa parte dell'Istituto Riza e scrive sulle riviste "Riza Psicosomatica" e "Riza Scienze". È docente di psicologia della personalità all'Università della Calabria. Collabora a molti quotidiani e periodici con rubriche settimanali. Ha pubblicato: I quaderni delle bambine (1990, cinque edizioni), Il pensiero bambino (1991, due edizioni), Il mondo creato dai bambini (1992), I quaderni delle donne (1994), L'amore violato (1996), Le mani sui bambini (1998), L'amore dannoso (1999, otto edizioni), Più furbi di Cappuccetto rosso (2000) e Fragile come maschio (2000). Fra gli altri sui libri segnaliamo: Animazione in borgata (1976), Lo scarico (1978), Leggere per fare (1980), Album (1982), La principessa degli specchi (1984), La sessualità (1991), I perché del sesso (1992), Manuale anti-ansia per i genitori (con Elena Mora, 2000), Chat ti amo: sesso e amore in rete (con Elena Di Ruzza e Roberta Rizzo, 2000) e SOS pedofilia (con Claudio Camarca, 2000).


Di Paola Di Giampaolo


novembre 2002