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Laura Grimaldi

Curatrice per molti anni dei Gialli Mondadori, lei stessa scrittrice di romanzi di grande successo: chi meglio di Laura Grimaldi può consigliarci che cosa leggere tra le innumerevoli proposte della letteratura noir?

Quali sono state le letture che ti hanno poi spinto ad occuparti professionalmente del giallo, come direttrice di collana e come autrice?

Quando ero ragazzina non c'era la televisione e la lettura era l'unica compagna di vita. Ho scoperto così il giallo, ma anche per "reazione", perché a casa mia solo i maschi potevano leggere, le ragazze erano controllatissime e per loro i gialli non erano considerati adatti (e si parla di gialli di Agatha Christie!). Oggi naturalmente amo molto meno il giallo classico, ma allora era una scoperta continua, aveva lo stesso fascino che può avere oggi la settimana enigmistica.

Cioè il gioco dell'intelligenza...

Sì il gioco dell'intelligenza e della rassicurazione: giustizia trionfava e tutti andavamo a letto contenti e soddisfatti perché non succedevano cose terribili e tutto andava a posto.

Oggi il giallo è diventato un genere alto ma c'è stato un periodo in cui era considerato di pura evasione.

Secondo me è una forma di pregiudizio. In ogni tipo di produzione intellettuale ed editoriale c'è il bello e il brutto, c'è l'ottimo e il pessimo. Pensiamo a Dashiell Hammett o a Raymond Chandler: adesso vengono considerati grandi scrittori, mentre fino a 10-15 anni fa venivano considerati scrittori di serie C. Per pregiudizio.

Quando dovevi decidere quali libri inserire in una collana di gialli, quali erano gli elementi e gli autori che più ti convincevano?

Tanto per cominciare dovevi avere rispetto per quelli che sapevi essere i lettori, ad esempio gli amanti del giallo classico che io non apprezzavo molto, anche se stimavo alcuni di quelli del mistero e dell'indagine. La mia preferenza personale sarebbe andata maggiormente nella direzione del noir, del romanzo forte sulla disperazione e la solitudine.

E quali autori?

Da Michael Connelly del quale è uscito proprio ultimamente uno splendido romanzo, Il buio oltre la notte a James Ellroy che tutti conoscono. Adesso per esempio è uscito di nuovo il primo romanzo di Thomas Harris che in questa edizione si intitola Red Dragon mentre in quella precedente era Il delitto della terza luna. L'ho riletto dopo tanti anni e ancora una volta mi sono resa conto della grandezza di questo scrittore, l'autore de Il silenzio degli innocenti.

Regali libri ai tuoi figli, ai tuoi nipoti?

Ai miei figli non regalo nulla perché leggono solamente saggistica, quindi ogni volta che cerco di fare loro un regalo ho paura di sbagliare o di comprare un duplicato, così regalo altre cose. Alla mia nuora italiana regalo moltissimi gialli che lei ama quanto me; a quella inglese, che non parla italiano e non ama i gialli perché la spaventano, regalo poesie.

Anche tu ami la poesia?

Ho sempre detto che non la capisco fino in fondo. Leggo poesia per dovere però non mi fa "vibrare nessuna corda". La poesia, proprio per mio difetto di comprensione o per mancanza di sensibilità, non mi commuove. Quindi per regalare un libro a mia nuora mi faccio consigliare, perché non conosco nemmeno molto i titoli.

E ai ragazzi che possono iniziare a leggere libri "per adulti" quale giallo consiglieresti per iniziare?

Senz'altro Agatha Christie, ma anche Edgar Wallace, un classico ancora oggi molto venduto. Consiglierei comunque gialli classici che intrattengano e divertano ma con un finale rassicurante e "morale" che non lasci nel lettore una senso di disperazione, ma la speranza.

Oggi c'è una nuova generazione di giallisti italiani che ha molto successo anche all'estero. Quale tra questi consideri il più significativo, se vuoi fare un nome...?

Difficile indicare il più significativo. Tra quelli della generazione passata sicuramente Camilleri, ma anche Macchiavelli. In questi anni credo che i più bravi siano quelli della generazione di mezzo, cioè tra i quaranta e i cinquant'anni, non quelli giovanissimi. I nomi che farei sono Carlo Lucarelli, Marcello Fois e, anche se non lo considero tanto un giallista quanto uno scrittore di noir, di quelli impegnati, Massimo Carlotto.

Per concludere questa panoramica. È appena uscito un "Meridiano" dedicato a Camilleri. Un evento abbastanza eccezionale.

Ma ce ne sarà prestissimo uno dedicato a Raymond Chandler (di cui sto traducendo ex novo tutti i romanzi) e ce ne sarà uno dedicato a Dashiell Hammett perché finalmente si è rotto il pregiudizio e ci si è resi conto che sono scrittori degni di essere pubblicati nella collana italiana più prestigiosa.

Che libro stai leggendo in questo momento?

Sto leggendo Una donna segnata di Nesser Hakan, un autore bravissimo che pubblica per Guanda. Il libro precedente era La rete a maglie larghe ed è stato veramente una scoperta per tutti in Italia: un libro che sa ricreare un'atmosfera brumosa, piena di neve, di tristezza e malinconia.

Di Grazia Casagrande


31 ottobre 2002