VITE DA THRILLER

Luigi Bernardi
Macchie di rosso. Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi

"Lo dico subito, io non so chi abbia ucciso Francesca Alinovi. E dico anche che poco mi importa saperlo, che in questo libro non si troverà materiale capace di pretendere la riapertura del caso. Pur occupandomi spesso di narrativa poliziesca, non sono un giallista, non faccio parte del gruppo di coloro che macinano le ore a chiedersi chi e perché, chi ha ucciso e qual è il movente. Piuttosto mi interessano il quando, il come e il dove, ovvero il racconto che sa spiegare anche in assenza di un colpevole."

Scusate la divagazione personale. Era la tarda primavera del 1983 e Gian Renzo Morteo, il mio professore di Storia del Teatro, mi aveva dato il numero di telefono di un critico d'arte e assistente alla cattedra di estetica del Dams di Bologna a suo parere molto più adatta di lui a consigliarmi titoli per la mia tesi un po' particolare, su un tema di grande attualità ai margini dello spettacolo. Quel foglietto con il numero annotato è rimasto nella mia agenda per qualche giorno, ma quella telefonata non sono riuscita a farla. Il 12 giugno 1983 Francesca Alinovi veniva assassinata con quarantasette pugnalate. "Lei viveva mezza gamba avanti nel futuro - scrive Bernardi - l'ha uccisa uno che aveva il respiro corto, i muscoli fiacchi, uno che non ha trovato altro sistema per tenerle il passo che sgambettarla". È il primo di una serie di episodi di cronaca che l'autore ricostruisce con attenzione non per giungere alla soluzione di un caso irrisolto (in questo caso un colpevole la giustizia lo ha individuato, anche se senza "convinzione"), ma per tentare di costruire un racconto di vasto respiro sugli ultimi vent'anni di una città, Bologna, che per tanto tempo era stata "un mondo a parte" e che ora pare diventata la città dei misteri. "È curiosa, questa leggenda di Bologna città dei misteri. Ha cominciato Loriano Macchiavelli, poi il testimone l'ha raccolto Carlo Lucarelli, e non c'è più stato modo di fermarli. Bologna è diventato un antro di misteri, un fermentare di psicopatici criminali, un pullulare di trappole oscure, un incrociarsi di destini segnati, cose così". Avranno ragione? Quante sono le macchie di rosso che hanno ferito la città a partire da quel 12 giugno 1983 e dal sangue di Francesca Alinovi? E, soprattutto, perché tutto ciò è accaduto?

Macchie di rosso. Bologna avanti e oltre il delitto Alinovi di Luigi Bernardi
126 pag., Euro 10.00 - Edizioni Zona (900 Storie)
ISBN 88-87578-45-1

Le prime righe

PROLOGO. DAL MACELLAIO

A Bologna, per fare un buon piatto di tortellini, bisogna ammazzare tre animali diversi: un maiale per il ripieno, una gallina e un manzo per il brodo. Sua maestà tortellino, come a volte lo chiamano qui, chiede il suo tributo di sangue. Lo chiede e sa ottenerlo. Comincia dunque in macelleria una delle glorie massime di questa città. Che l'attuale sindaco di Bologna, Giorgio Guazzaloca, abbia imparato a conoscere i suoi concittadini proprio da dietro il banco di una macelleria può essere solo una curiosa coincidenza. Ma non ne sarei troppo sicuro: nessuno più di un macellaio sa come ammansire il gusto grasso dei bolognesi.
Gli animali, anche quelli che servono per fare un buon piatto di tortellini, si ammazzano con un colpo secco, micidiale. Chi ammazza gli animali impara presto come si fa. Non foss'altro per non sentire a lungo i lamenti della bestia ferita, che prendono subito una tonalità conosciuta, umana da far arricciare la pelle. E uccidere un maiale non sembra molto diverso che sgozzare un fratello.

© 2002 Zona Editore


L'autore

Luigi Bernardi è l'autore di Erano angeli (1998), La foresta dei coccodrilli (1998), Complicità (1999), A sangue caldo (2001), Pallottole vaganti (2002) e di due edizioni de Il libro dei crimini (2000 e 2001). È giornalista, scrittore, traduttore, consulente editoriale. Con Carlo Lucarelli dirige la serie noir di Stile Libero Einaudi. Collabora ai quotidiani Il Nuovo e Il Domani di Bologna.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002