NOIR ALL'ITALIANA

Giulio Angioni
La Casa della Palma

"Per mio padre, questo me lo ricordo bene, il modo di morire è il dazio che si paga per quanto si è pesato sopra il mondo: meno ci stai e pesi e meno paghi."

Potremmo definire La casa della palma un romanzo giallo sulla memoria. Lo scrittore sardo Giulio Angioni racconta infatti una vicenda tutta improntata sul passato del protagonista, Vitale, e su eventi che hanno segnato al sua vita. Ritornato dopo molto tempo nel paese natale, Fraus, Vitale svolge un'indagine che viaggia tra l'intimo, il personale e la ricerca di una verità con implicazioni generali. All'ombra della palma che ha dato il nome alla casa di famiglia, si scopre un segreto lontano nel tempo ma non per questo meno drammatico: l'assassinio del padre. "Ne devo parlare con qualcuno, di un padre che a decenni dalla morte torni a casa e te lo dicono ammazzato". Alla ricerca della verità Vitale scava inevitabilmente nel passato, scoprendo non solo che persona fosse veramente suo padre, ma anche il mondo in cui lui stesso è nato e cresciuto, ma che sinora non ha avuto occasione di conoscere davvero.

La Casa della Palma di Giulio Angioni
211 pag., Euro 12.00 - Edizioni Avagliano (I Corimbi 28)
ISBN 88-8309-090-X

Le prime righe

1

Sto in macchina al rifornitore. Qui un tempo c'era un orto, l'orto di zio Felice. Francesco Benzinaio mi fa il pieno, dopo i convenevoli: non ci si vede da decenni, anche con lui bisogna festeggiare la rimpatriata. È il primo pieno a Fraus. E poi altri controlli all'auto malandata. Anche a lui dico che sono ritornato per vacanze. Sono a Fraus da tre giorni e un po' ci credo anch'io che sono qui per riposare.
Più in là stridi di ragazzi che stanno giocando. Oltre i miei vetri vedo la ruvidezza timida di certe case vecchie e la goffaggine contenta delle nuove, case di Rinascita, dicono qui a Fraus, case senza storia, mentre le case vecchie dicono fin troppo. Ed ecco che mi scuote un salmodiare in un orecchio: "Buongiorno, scusi", e il tipo mi si china al finestrino con la faccia a un palmo dalla mia: "Mi aiuti per favore".
Questo vuole un passaggio. Tende la mano invece, chiede la carità: "Non mangio da ieri".
"Da ieri non ti fai", me lo sgrida Francesco Banzinaio: "Dài, lasciaci in pace".

© 2002 Avagliano Editore


L'autore

Giulio Angioni insegna antropologia culturale all'università di Cagliari, sua città natale. Come narratore ha esordito nel 1988 con L'oro di Fraus, a cui sono seguiti: Il sale sulla ferita (1990), Una ignota compagnia (1992), Lune di stagno (1995), Il gioco del mondo (2001), tradotti in diverse lingue.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002