I CLASSICI DEL GIALLO

Tanguy Viel
L'assoluta perfezione del crimine

"Il difficile, ha detto lui, non è tanto uscirne, ma uscire con una borsa piena di soldi. Tutti noi eravamo davanti allo schermo, con le immagini del casinò che andavano e venivano, incessanti, da tutte le angolazioni, una fortezza, un cubo blindato, pensavamo..."

Un romanzo in cui le atmosfere contano, in cui oltre ai personaggi è una vecchia e polverosa città di mare ad essere protagonista. Un colpo, quello definitivo, preparato nei minimi dettagli, può cambiare la vita dell'intera "famiglia", perché la potenza del denaro è infinita e il crimine perfetto è la possibilità non solo di sistemare definitivamente tutti quelli del "giro", ma anche di ottenere prestigio e fama nell'ambiente. Appena uscito dal carcere Marin raccoglie nella casa dello zio l'intero gruppo a cui lo stesso patriarca, vestito di tutto punto e insolitamente pettinato, annuncia un grande evento: l'occasione di una vita, la possibilità di ripulire il casinò e di entrare in possesso di una quantità spettacolare di denaro. Raccontato in prima persona il romanzo fa vivere dall'interno la preparazione del "crimine perfetto". Colpiscono i momenti di tentennamento, il clima di stanchezza, di noia e spossatezza che spesso domina sull'azione. Così la ricostruzione fedele del fatto, richiesta dal giudice, non vede emotività, o passione e la conclusione imprevista della storia non è convulsa o spiazzante: tutto sembra prevedibile e previsto, e in questo sta l'assoluta originalità della scrittura di Viel. Questo giovane autore ha dimostrato una maestria e una maturità tali da conquistargli in Francia un grande successo di pubblico e un'ottima accoglienza da parte della critica.

L'assoluta perfezione del crimine di Tanguy Viel
Titolo originale: L'Absolue perfection du crime
Traduzione di Silvia Magi e Riccardo Fedriga
170 pag., Euro 14.00 - Edizioni Neri Pozza (I Narratori delle Tavole)
ISBN 88-7305-869-8

Le prime righe

Quello schermo del televisore sopra il bancone, collegato a una telecamera all'esterno per vedere chi entrava, lo guardavo quasi sempre di sfuggita, come per abitudine o per noia, ed era già molto se notavo appena il colore dei capelli o della pelle di chi suonava fuori. Quel giorno di settembre, però, su quello stesso televisore, che trasmetteva a circuito chiuso dalla strada, in mezzo a quel buco fumoso, dall'aria pesante e maleodorante, il caso ha voluto che il mio sguardo si posasse giusto il tempo per vederlo arrivare, proprio lui, Marin, tre anni dopo, sempre uguale.
Era una serata come tante, il solito viavai, i soliti ubriachi, ombre, bicchieri vuoti. Non è calato il silenzio, né il brusio è diminuito, solo un movimento degli occhi, delle nuche, le conversazioni sono proseguite. A qualche tavolo, a voce bassa, forse poi si sarebbe parlato di lui, ma sarebbe stato appena un sussurro.
Ci siamo guardati un istante, gli occhi negli occhi, il corpo come di ghiaccio, poi ci siamo abbracciati. Tre anni, poi mi ha detto, e non sei mai venuto a trovarmi in galera. Silenzio. Il fatto è che la gente come te, ho risposto, non si ha voglia di vederla in gabbia. Ci siamo di nuovo stretti, due cognac davanti a noi, e abbiamo bevuto.

© 2002 Neri Pozza Editore


L'autore

Tanguy Viel è nato nel 1973 a Brest e vive a Nantes. Ha collaborato con France Culture, ha scritto per numerose riviste. I suoi libri sono: Le Black Note, Cinéma e L'assoluta perfezione del crimine, romanzo con cui ha ottenuto in Francia uno straordinario successo di pubblico e di critica.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002