BRIVIDI NEL MONDO

Leena Lander
La casa del felice ritorno

"Racconta della stanza buia nel profondo degli abissi, dove finiscono, una dopo l'altra, le figlie del cacciatore. Racconta delle lacrime della madre. E della figlia più giovane, che preferisce diventare un cigno, piuttosto che appartenere allo Spirito delle acque."

Difficile definire questo libro della scrittrice finlandese più celebre del momento. Può essere considerato un romanzo storico con risvolti gialli, una vicenda di misteri e di memorie con implicazioni sociali e politiche. È indubbiamente un giallo "sui generis", ma i lettori che amano la suspense possono apprezzare anche una storia che trae spunto dalla ricostruzione di avvenimenti realmente accaduti, da drammi vissuti, da enigmi irrisolti. Lys Bergman e Olavi Harjula si ritrovano, a distanza di molti anni dai tempi del loro amore giovanile, per ricostruire la vicenda ancora irrisolta della sparizione della loro amica Hanna. Il padre di Lys, teologo e pastore con un debole per le donne e un'attrazione strana per i miti pagani, era stato accusato del presunto omicidio; Lys stessa era arrivata alla soglia della pazzia. Ma qual era la verità sulla fine di Hanna, la ragazzina ospite di un orfanotrofio? Si è trasformata in un cigno volando via, lontano? Ricostruire questo mistero, sostanzialmente legato a un piccolo gruppo di persone, vuol dire riaprire anche le ben più ampie ferite della Seconda guerra mondiale e di una vicenda che ha visto protagonisti molti bambini, sradicati volontariamente dalle famiglie nel tentativo di allontanarli dal pericolo del nazismo, ma finiti in orfanotrofi che ne hanno trasformato l'esistenza.

La casa del felice ritorno di Leena Lander
Titolo originale: Iloisen Kotiinpaluun asuinsijat
Traduzione di Delfina Sessa
356 pag., Euro 17.00 - Edizioni Iperborea
ISBN 88-7091-105-5

Le prime righe

I

Che cosa sa, la notte?
È quello che chiedono le nere arpie della città di mare, che vogliono sapere tutto e raccontare tutto.
Che cosa sa la notte di una ragazza venuta dal mare, senza nome, senza voce, senza passato, e scomparsa allo stesso modo otto anni dopo senza lasciare traccia?
Che è diventata un cigno ed è volata via al di là del mare con le sue sorelle dalle ali bianche.
Così dice la povera Lys Bergman, prima che il canto cupo della notte s'insinui in lei e le imprigioni le parole.
Dice che tra Hanna e lei non c'erano segreti da dover dire al signor brigadiere. Che l'amica non amava nessun ragazzo, nessun uomo, né come una ragazza deve amare, né come non deve.
Dice che Hanna e il cigno sono un essere solo.
Dice che un Dio nella sua potenza fa dei venti i suoi messaggeri e delle fiamme i suoi servitori, come diffonde le tenebre e crea la notte.
Dice che nessun altro uccello vola alto quanto il cigno selvatico, che con un vento forza quattro può raggiungere senza fatica la velocità di cinquanta nodi.
Ecco perché nessuno le chiede più della sua amica Hanna, venuta dal nulla e ritornata al nulla.

Il guardiano del cimitero Olavi Harjula pensa spesso a quell'ottava primavera di pace quando Hanna Aalto era scomparsa e il dottor Bergman aveva informato la Commissione archeologica di aver trovato sull'isola un blocco di granito decorato con primitivi disegni rossi. In quel luogo popolato da file di lapidi, dove la morte è così presente, i suoi pensieri si volgono inesorabilmente al paesaggio della sua giovinezza, decenni indietro nel tempo, quando una sola pietra era bastata a distruggere un'intera famiglia e a segnare il suo destino per sempre.

© 2002 Iperborea Editore


L'autrice

Leena Lander, nata a Turku nel 1955, è la scrittrice finlandese che sta ottenendo anche all'estero più riconoscimenti e successi: tradotta in una ventina di lingue è in Germania nella lista degli autori più venduti. Laureata in letteratura finlandese, altre ai numerosi romanzi che le sono valsi i più prestigiosi premi in patria, e ai saggi di critica letteraria, ha scritto per il teatro, la radio, e la televisione. Dopo Venga la tempesta, si conferma con questo nuovo romanzo, che le è valso in Francia Il Premio Nordico 2001, autrice di spessore , impegno e critica coinvolgente.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002