BRIVIDI NEL MONDO


Il mandala di Sherlock Holmes

"Mentre prendevamo il caffè il signor Holmes ci raccontò il formidabile inganno che aveva architettato a beneficio del mondo intero."

Riprendere in mano personaggi e storie celebri per dare loro nuova vita è sempre una scelta difficile, ma spesso genera libri divertenti, curiosi, intelligenti. Forse la competizione che inevitabilmente nasce tra maestro e allievo, cioè tra colui che ha ideato inizialmente il personaggio e lo scrittore che poi ne riprende in mano lo spirito, è stimolante e porta a un'attenzione ancor più grande alla coerenza della trama e all'esattezza dei particolari. Un recente esempio di questo vero e proprio genere letterario è stato La vera storia del pirata Long John Silver in cui Larsson si è cimentato con uno dei più riusciti personaggi dell'Isola del Tesoro di Stevenson; Norbu fa un'operazione simile ne Il mandala di Sherlock Holmes. Egli stesso nella Prefazione ci racconta come i suoi autori preferiti nell'infanzia siano stati Kipling (anche i suoi romanzi trovano citazioni nella storia) e Conan Doyle, in particolare le avventure di Sherlock Holmes. "Fra tutte La casa vuota è quella che mi ha affascinato di più. In questo straordinario racconto l'investigatore rivela al dottor Watson che per due anni, mentre il mondo era convinto che il grande detective avesse trovato la morte nelle Cascate di Reichenbach, in realtà si trovava nel mio Paese, il Tibet!" In un riuscito gioco narrativo, l'autore appare come il curatore di un libro-testimonianza, di un racconto vero su quei due anni trascorsi da Sherlock Holmes nel Tibet, non privi di colpi di scena e di misteri, naturalmente. Un compendio riuscito tra il giallo classico e la ricostruzione di un mondo perduto che l'autore, impegnato anche politicamente nel governo tibetano in esilio, tratteggia con amore nostalgico.

Il mandala di Sherlock Holmes a cura di Jamyang Norbu
Titolo originale: The Mandala of Sherlock Holmes
Traduzione di Grazia Maria Griffini
312 pag., Euro 16.00 - Edizioni Instar Libri (Narrativa/Mente n.16)
ISBN 88-461-0040-9

Le prime righe

Prefazione

Negli ultimi anni sono venuti alla luce anche troppi manoscritti inediti del dottor John Watson (di solito trovati in "una scatoletta da viaggio di latta, tutta ammaccata" conservata nel caveau della Banca Cox & Company, a Charing Cross) perché il paziente pubblico di Sherlock Holmes non accolga con sospetto, se non addirittura con incredulità, la scoperta di un'ennesima storia. Devo pertanto fare appello all'indulgenza del lettore e pregarlo di sospendere il giudizio finché non avrà ascoltato la breve spiegazione di come, grazie soprattutto alle particolari circostanze della mia nascita, io sia venuto in possesso di questo curioso ma autentico resoconto dei due anni più importanti e sconosciuti della vita di Sherlock Holmes.
Sono nato nel 1944, l'anno della Scimmia di Legno, a Lhasa, la capitale del Tibet, in una famiglia di agiati commercianti. Mio padre era un uomo astuto e, avendo viaggiato in lungo e in largo per affari (Mongolia, Turkestan, Nepal, Cina), più di altri tibetani si era reso conto della fragilità del nostro felice, benchè arretrato, Paese. Consapevole dei vantaggi di un'istruzione moderna, mi aveva iscritto a una scuola di gesuiti a Darjeeling, una località climatica di montagna nell'India britannica.
All'inizio la mia vita al St Joseph College fu solitaria, ma appena imparai la lingua inglese ebbi modo di farmi degli amici e, meglio ancora, di scoprire i libri. Come generazioni di altri studenti, lessi le opere di George Alfred Henty, John Buchan, Henry Rider Haggard e William Earl Johns, e mi piacquero moltissimo. Ma nulla eguagliava la straordinaria eccitazione che provai per gli scritti di Kipling e Conan Doyle, soprattutto le avventure di Sherlock Holmes.

© 2002 Instar Libri Editore


Il curatore

Jamyang Norbu è nato nel 1944 a Lhasa in un'agiata famiglia di commercianti che ha lasciato il Tibet all'arrivo delle truppe cinesi. Ha ricoperto vari incarichi nel governo tibetano in esilio e, per un breve periodo, è stato membro dell'Esercito di Liberazione Tibetana. È autore di numerosi saggi, di cinque pièce teatrali e di un libretto d'opera. Nei Mandala di Sherlock Holmes è riuscito a coniugare magistralmente la sua antica passione per l'investigatore di Baker Street con l'impegno politico e l'amore verso il suo Paese.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002