VITE DA THRILLER

Pier Mario Fasanotti, Valeria Gandus
Kriminal Tango. 1960-1970

"Il boom non è solo economico ma anche emotivo: al diritto-dovere di guadagnare e consumare si aggiunge quello di trasgredire le regole imposte da codici comportamentali che quanto più sono antiquati tanto meno sono accettabili e accettati."

L'Italia negli anni Sessanta assapora il piacere del benessere e si permette di concedersi qualche trasgressione. Nasce così il mito della "Dolce vita", la minigonna si impone anche da noi, i giovani diventano un soggetto sociale e le donne iniziano a imporre e a praticare il principio della parità tra i sessi.
Ma questo affacciarsi alla ricchezza e le inedite libertà producono anche nuovi tipi di delitti anche se qualche episodio (clamorosa è la vicenda della banda Cavallero) mostra come il benessere non fosse stato raggiunto da tutti. Sono passioni torbide e una sensualità portata all'estremo a riempire le prime pagine dei quotidiani: il marchese Casati Stampa e il suo morboso rapporto coniugale ne è stato forse il simbolo più clamoroso. Ma iniziano anche i "gialli" politici, quelli che caratterizzeranno sia la fine di questo decennio che quello successivo: importanti anche per l'evoluzione della politica nazionale il mistero che circonda tuttora la morte di Enrico Mattei e la conseguente uccisione di Mauro De Mauro, il giornalista che indagava su quella vicenda.
Gli autori, che avevano già sperimentato il loro metodo di indagine con un primo volume Mambo italiano in cui erano analizzati i delitti celebri del periodo 1945-1960, ora propongono al lettore questa seconda ricerca (che pur essendo totalmente autonoma verrebbe senz'altro arricchita dalla lettura del testo precedente) ricostruendo in questo modo una originale storia della società italiana attraverso la devianza, osservatorio particolare che però può evidenziare alcune caratteristiche peculiari della cultura dominante in un particolare momento.

Kriminal Tango. 1960-1970 di Pier Mario Fasanotti e Valeria Gandus
222 pag., Euro 15.50 - Edizioni Marco Tropea (Le Querce)
ISBN 88-438-0312-3

Le prime righe

Un paese di santi, navigatori e miracolati

"Livio, che male mi sento." Poche parole pronunciate con un filo di voce. Le ultime. Le sussurra Fausto Coppi al fratello Livio da un letto dell'ospedale di Tortona la notte del primo gennaio 1960. Poi scivola silenziosamente in un sonno senza ritorno mentre l'Italia già dorme quello del dopo sbornia, dei milioni di tappi esplosi a celebrare la vera fine del dopoguerra e l'inizio del nuovo decennio.
Alle otto e quarantacinque del mattino la febbre malarica si porta via il campione più amato di tutti i tempi e con lui l'icona di un'umanità povera e sudata, tenace e vincente, perennemente in salita. Il paese si sveglia con un eroe in meno e le tasche più piene. Coppi è morto, viva Coppi. E viva l'Italia che lavora, guadagna, consuma. Lacrime di autentica commozione per la scomparsa di Fausto ghiacciano nell'aria gelida delle piste innevate dove la nuova borghesia celebra, insieme alle festività natalizie, l'avvio di una nuova consuetudine: le vacanze invernali. Un'altra febbre, tutt'altro che letale, sta infatti contagiando l'intera penisola, quella del boom.

© 2002 Marco Tropea Editore


Gli autori

Pier Mario Fasanotti, nato a Milano nel 1948, dopo aver lavorato all'Ansa e alla Stampa è ora inviato di Panorama. Autore di due romanzi (Soledad e La città del matto), di raccolte di poesia (Labbra d'arancio, che ha vinto il premio Viareggio nel 1984), ha scritto anche una trentina di libri per ragazzi, quattro testi teatrali e racconti pubblicati da quotidiani e periodici. Come giornalista, dopo anni dedicati ai casi di cronaca nera, scrive di cultura e costume.

Valeria Gandus è nata a Milano nel 1951. Lavora da vent'anni come inviato di Panorama, dove si occupa di attualità politica e temi sociali.
Insieme hanno firmato Mambo italiano, che racconta i delitti dal dopoguerra alla fine degli anni cinquanta (2000).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002