BRIVIDI NEL MONDO

Peter May
Il quarto sacrificio

"Il colpo alla nuca, inferto con la spada anziché con la canna, ha portato alla morte per decapitazione. Tutte e tre le vittime avevano appeso al collo un cartello con il loro soprannome scritto in rosso, a caratteri capovolti, e cancellato da un tratto orizzontale."

Siamo a Pechino e la città è sconvolta da una serie di terribili omicidi. Vengono ritrovati quattro corpi senza testa e con le mani legate, disposti secondo un macabro rituale, inoltre dal loro collo pende uno strano cartello numerato. L'ordine dei numeri segnati su quei cartelli è decrescente ed è evidente che l'assassino non è giunto alla fine della sua orribile serie. Ma come sarà possibile fermare la mano omicida, impedendo così che il caso acquisti una risonanza internazionale dato che l'ultima vittima ha un passaporto americano? Con l'aiuto di una patologa, Li Yan cerca di interpretare quel rito: si sa che i serial killer amano costruire con le loro vittime delle orride scenografie che in realtà hanno lo scopo di lanciare un messaggio a chi è incaricato di scoprirli. E così avviene: con intelligenza e pazienza il puzzle si ricompone e il lettore viene profondamente coinvolto in questo itinerario verso la verità.

Il quarto sacrificio di Peter May
Titolo originale: The Fourth Sacrifice
Traduzione di Luciana Crepax
383 pag., Euro 18.90 - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-7084-7

Le prime righe

Prologo

Ormai sa che deve morire e si sente, in qualche modo, sollevato. Niente più lunghe notti solitarie e sogni tormentosi. Può liberarsi dei pensieri cupi che si è portato addosso per tutta la vita come un carico che lo costringeva a curvarsi, a vacillare, a piegare le ginocchia. La consapevolezza che la morte è quasi a portata di mano non è priva di paura, ma la paura si è ritratta per effetto della droga e ora se ne sta nascosta nell'inconscio.
È solo vagamente consapevole di ciò che ha intorno e che gli è stato familiare negli ultimi mesi: le pareti spoglie e scrostate, l'intelaiatura delle finestre arrugginita, la biancheria stesa ad asciugare nella veranda, al di là della porta con la zanzariera. C'è ancora, nell'aria, un odore stantio di cucina e, ogni tanto, una zaffata acre di fogna che sale dagli scarichi nella strada, quattro piani più sotto, soprattutto quando piove, come adesso. Le gocce di pioggia battono contro i vetri, velano le luci accese negli appartamenti della casa di fronte, sembrano le lacrime che gli scendono, calde e salate, sulle guance. Solo adesso si lascia sopraffare e travolgere dalla tristezza. Ma è così inutile! La sua vita, la vita dei suoi genitori e, prima ancora, quella dei loro genitori: che significato hanno avuto? A che cosa sono servite?
Ora sente mani rudi che lo costringono a mettersi in ginocchio, una corda gli viene passata sopra la testa. Intravede, in un flash, le lettere rosse sul cartello bianco che gli cala davanti agli occhi e gli resta appesa al collo.

© 2002 Piemme Editore


L'autore

Peter May, di nazionalità scozzese, è giornalista oltre che scrittore e autore di numerosi serial televisivi di successo. Ha abitato in Cina per diversi anni. Tra i suoi libri ricordiamo Sette notti di sangue (2001).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002