I CLASSICI DEL GIALLO

Scott Turow
Errori Reversibili

"Per gli avvocati, il lavoro era fatto solo di parole: quelle che pronunciavano in tribunale, o scrivevano sui documenti, o leggevano nei rapporti di polizia."

In questo romanzo ci troviamo di fronte ad un caso estremo: un condannato a morte vede riaprirsi la possibilità di una revisione del processo, ma sono fortissimi gli interessi di chi vorrebbe vedere eseguita la sentenza. Così l'avvocato Arthur Raven per salvare il suo cliente, un poveraccio che era stato condannato dopo un processo farsa, dovrà combattere non solo con prove ormai cancellate dal tempo, ma contro una parte dell'apparato giudiziario che, per corruzione o imperizia, non vorrebbe riaprire quel caso.
L'amore, i sentimenti in generale, quasi all'improvviso, diventano il motore della vicenda e il tema si allarga a una problematica più profonda: che cos'è il potere? Può talvolta rivoltarsi contro chi lo detiene? Che cos'è la vita stessa? Può essere sufficiente far sopravvivere un uomo o bisogna ridargli anche la dignità? Le regole sociali possono, anzi devono, qualche volta essere infrante? Domande che Scott Turow pone a se stesso prima di tutto, riflettendo anche sulle professioni di avvocato e di giudice, uomini cioè che hanno tra le mani le vite e il destino di altri esseri umani. Ma queste tematiche non impediscono al legal thriller di procedere a un ritmo incalzante che sa tenere avvinto il lettore fino alle ultime pagine.

Errori Reversibili di Scott Turow
Titolo originale: Reversible Errors
Traduzione di Stefania Bertola
468 pag., Euro 18.60 - Edizioni Mondadori (Omnibus)
ISBN 88-04-50954-6

Le prime righe

Parte prima
L'INDAGINE

1

20 aprile 2001
AVVOCATO E CLIENTE

Il cliente, come la maggior parte dei clienti, diceva di essere innocente. Mancavano trentatré giorni alla sua esecuzione.
Arthur Raven, il suo avvocato, era ben deciso a non preoccuparsi. Dopotutto, rifletté, non era stata una sua decisione. Era stato scelto dalla Corte d'appello federale perché accertasse che, dopo dieci anni di controversie, non restasse alcun valido argomento legale per salvare la vita di Rommy Gandolph. Preoccuparsi non faceva parte del suo incarico.
Nonostante ciò, lui si preoccupava.
"Scusa?" chiese Pamela Towns, la giovane collega seduta in macchina accanto a lui. Ad Arthur era sfuggito un borbottio di angoscia quando si era trovato, ancora una volta, faccia a faccia con se stesso.
"Niente" disse Arthur. "È solo che detesto essere il perdente designato."
"Allora non dobbiamo perdere." Pamela, con la sua bellezza rosea, perfetta per un notiziario televisivo, gli offrì il lampo di un immenso sorriso smagliante.
Ormai erano lontani dalla città e tenevano una velocità di centoventi l'ora, regolata automaticamente dalla nuova berlina tedesca di Arthur. Da quelle parti, la strada era così piatta e diritta che non c'era neanche bisogno di toccare il volante.

© 2002 Arnoldo Mondadori Editore


L'autore

Scott Turow vive a Chicago, dove è nato nel 1949, ed è avvocato in un prestigioso studio legale. Laureatosi a Harvard, per otto anni è stato assistente del procuratore generale di Chicago prima che Presunto innocente (1987) lo portasse ai vertici delle classifiche di vendita di tutto il mondo. È considerato l'inventore del legal thriller. Tra i suoi romanzi: Harvard. Facoltà di legge (1977), L'onere della prova (1990), Ammissione di colpa (1993), La legge dei padri (1997), Lesioni personali (2000)


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


31 ottobre 2002