CONTEMPORANEITÀ

Paul Virilio
L'incidente del futuro

"L'immaginario scientifico subisce, alla fine, la stessa sorte della stagnazione, unifica quello dei telespettatori che, l'11 settembre 2001, credevano che l'attentato al World Trade Center fosse solo un ennesimo film catastrofista, e quello dei kamikaze islamici che muoiono senz'altro felici di diventare gli attori di una superproduzione mondiale in cui la realtà può vacillare fino a cadere nel nulla elettronico, una buona volta per tutte."

I saggi del filosofo Paul Virilio sono sempre dirompenti, provocatori e controcorrente. La sua denuncia, come al solito supportata da precise informazioni e riflessioni puntuali, questa volta raggiunge contemporaneamente il superpotere fondamentalista rappresentato dall'élite tecnico-scientifica con la sua pretesa di verità assoluta, e il supporto che ad essa viene fornito dai mezzi di comunicazione di massa. Il fortissimo potere rappresentato dalla genetica, i legami che si instaurano (non da oggi, certamente) con il potere politico, con il dominio sull'individuo e la sua cancellazione ("cancellare l'uomo in quanto tale e, con lui, l'affronto di una sperimentazione che resta sempre una sfida, una serie di sfide e anche una roulette russa che si fa gioco dell'infallibità scientifica") si uniscono a quel potere tecnologico ambiguo e terrificante denunciato da Virilio in precedenti saggi. Contemporaneamente la sua analisi non dimentica il "controllo globale dell'umanità da parte di potenze multimediatiche totalitarie, che applicano, in modo intensivo, quell'antichissima strategia che consiste nel portare la divisione dappertutto: tra popoli, regioni, città, paesi, razze, religioni, sessi, generazioni, fino in seno alla famiglia".
Un brivido corre lungo la schiena. Non fidarsi di nessuno è, semplificando all'estremo, il messaggio lanciato da Virilio. Abbiamo imparato a guardare con sospetto i politici, a dare loro la nostra fiducia con attenzione. Virilio ci dice di fare altrettanto con tutte le categorie che hanno potere, dagli scienziati agli economisti, ai gestori delle comunicazioni. Per quel che serve, giacché l'opinione del filosofo è che il nostro futuro sia comunque senza avvenire, in attesa di un probabile incidente da trasmettere in mondovisione.

L'incidente del futuro di Paul Virilio
Titolo originale: Ce qui arrive
Traduzione di Rosella Prezzo
92 pag., Euro 7.50 - Edizioni Raffaello Cortina (Minima n.66)
ISBN 88-7078-791-5

Le prime righe

La Scienza, sola religione dell'avvenire.

FRANÇOIS RASPAL

"Il loro Progresso, come dicono, va avanti; va avanti, ma ci si chiede come possa andare avanti per sempre", così dichiarava Tom Smallways, il protagonista di un racconto di H. G. Wells. Sono passati cento anni, ma ci si continua ancora a chiedere come la cosa possa continuare a funzionare.
Quando consideriamo uno di quei giochi di immagini che, nel 1900, avevano la pretesa di mostrare la vita quotidiana quale sarebbe stata nel 2000, notiamo, in effetti, che tutto ciò che costituisce il nostro attuale ambiente tecnico - televisione, computer, monorotaia ad alta velocità, missili spaziali, robotica, domotica, roller per le vie cittadine... - era già lì, in quelle proiezioni.
Il Progresso rivisitato alla luce del profitto sembrava consistere, alla fin fine, nell'irruzione di una marea di macchine-giocattolo per adulti i quali, grazie a esse, avrebbero potuto realizzare ciò che era stato loro proibito da bambini - a causa della bassa statura, dell'insufficienza muscolare, intellettuale, sessuale, ma anche dell'autorità parentale, delle regole e dei tabù della vita sociale, della cultura o della religione.
Quasi tutto quello che i mutamenti tecnici stavano per imporre lo sarebbe stato in nome di un VIETATO VIETARE che metteva in scena, per ogni uomo, il bambino che era stato.
Pericolosa banda di nani afflitti da gigantismo, gli adepti del Progresso avrebbero abbracciato, da allora, una concezione del Mondo scientificamente ingenua dove il positivismo sarebbe diventato un nichilismo mascherato, e la crescita una decrescita: il soddisfacimento di un rifiuto infantile, ostinatamente reiterato.

© 2002 Raffaello Cortina Editore


L'autore

Paul Virilio, filosofo tra i più originali nel panorama internazionale, insegna al Collège International de Philosophie di Parigi. Tra i suoi scritti ricordiamo La bomba informatica (1999)


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


25 ottobre 2002