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Michael Connelly
Il buio oltre la notte

"Cercò di non sembrare nervoso. Non sarebbero stati solo i giurati a studiarlo e a giudicare il suo comportamento e la sua personalità. Era la prima volta, in molti anni di testimonianze, che non si sentiva completamente a suo agio. Essere dalla parte della verità non gli era di conforto, sapendo che tra lui e la verità c'era un cammino irto di ostacoli, predisposti da un imputato ricco e ben introdotto e dal suo avvocato."

Non ci troviamo di fronte a un classico giallo, ma a un'originale operazione di autocitazione: Terry McCaleb e Harry Bosch, i due "storici" protagonisti dei romanzi di Connelly, sono qui affiancati in un'unica indagine.
L'autore, così dichiara lui stesso, non ha prevalente interesse per la vicenda narrata, quanto è stimolato dall'osservazione dei meccanismi psicologici che hanno dato origine alla storia stessa e all'analisi di come gli individui, nella varietà dei loro caratteri e delle loro motivazioni, si modifichino e si evolvano all'interno e di fronte a eventi tragici e sconvolgenti.
I due investigatori, McCaleb e Bosch, incarnano due diverse concezioni della propria funzione: se per il primo lo stimolo ad agire è quello di compiere correttamente il proprio lavoro, ristabilire l'ordine e permettere alla giustizia di fare il proprio corso, per Bosch il coinvolgimento è molto più profondo e viscerale. La vita lo ha provato, considera gli esseri umani corrotti e pericolosi, ha subito troppe volte il male che altri uomini hanno provocato, è infine rimasto solo e questa solitudine è una specie di condanna insopportabile da cui non sa, e in parte non vuole, liberarsi. La caduta negli abissi, l'oscurità che vede dentro di sé, riesce a riscattarlo grazie al ruolo di giustiziere che si è dato: si muove senza regole, senza impacci, vuole raggiungere a tutti i costi il colpevole e vederlo punito, anzi, cercare in qualche modo di punirlo lui stesso.
Questa duplice e opposta concezione di "tutore dell'ordine", corrisponde anche alle due diverse psicologie: positivo e intellettualmente ordinato, McCaleb ha una serenità interiore che il calore degli affetti familiari corrobora.
Il buio, Connelly parla appunto di darkness, domina l'animo di Bosch, e la sua è una graduale discesa agli abissi che solo il ruolo e la funzione giustifica tanto che il confine tra lecito e illecito è sempre più incerto e sfumato.
Nel romanzo questi concetti si realizzano nell'evoluzione della vicenda stessa quando le indagini compiute da McCaleb si intrecciano con quelle di Bosch e diventano, per quest'ultimo, essenziali per incastrare il colpevole e scagionare se stesso dai sospetti che la sua condotta non sempre irreprensibile gli addensa intorno.
Il buio oltre la notte è forse tra i migliori romanzi di Connelly, scrittore intelligente e raffinato che rappresenta uno dei più interessanti esempi della narrativa contemporanea americana di genere, specchio di una città violenta e spietata, Los Angeles, che permea tanto profondamente l'animo dei suoi abitanti da diventare paesaggio interiore. È questo che colpisce leggendo i romanzi di Connelly, è questo che temiamo possa essere la deriva di tutte le metropoli contemporanee: la distruzione dell'anima e della pietà.

Il buio oltre la notte di Michael Connelly
Titolo originale: A Darkness More Than Night
Traduzione di Francesca Pinchera
395 pag., Euro 18.90, - Edizioni Piemme
ISBN 88-384-7389-7

Di Grazia Casagrande

le prime pagine
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Prologo


BOSCH GUARDO' attraverso lo spioncino quadrato e vide che l'uomo era solo. Estrasse la pistola dalla fondina e, come da procedura, la porse all'agente di guardia. La porta d'acciaio non era chiusa a chiave. Immediatamente un odore di sudore e vomito gli colpì le narici.
"Da quanto è qui?"
"Più o meno tre ore" rispose l'agente.
Bosch entrò nella cella e fissò la figura bocconi sul pavimento.
"Bene, puoi chiudere adesso."
"Mi chiami quando ha finito."
La porta si chiuse di colpo, con un fastidioso rumore metallico. L'uomo sul pavimento gemette, muovendosi appena. Bosch avanzò e si sedette sulla panca più vicina a lui. Estrasse il registratore dalla tasca della giacca e l'appoggiò sulla panca. Lanciò un'occhiata allo spioncino e vide la faccia dell'agente che si allontanava. Tastò con la punta della scarpa il fianco dell'uomo, che gemette di nuovo.
"Svegliati, stronzo."
L'uomo girò la testa lentamente, poi la sollevò. Aveva i capelli spruzzati di pittura, mentre la camicia e il collo erano sporchi di vomito rappreso. Aprì gli occhi, ma li richiuse subito, accecato dalla luce violenta della cella.
"Ancora tu" sussurrò con voce roca.
Bosch annuì.
"Già. Io."
Un sorriso attraversò la barba di tre giorni dell'ubriaco. Bosch vide che gli mancava un dente; l'ultima volta c'era. Appoggiò la mano sul registratore, ma non lo accese.
"Alzati, è ora di fare due chiacchiere."
"Scordatelo. Non ho nessuna intenzione di..."
"Sei fuori tempo massimo. Ti conviene parlare."
"Fottiti."
Bosch guardò verso la porta. Non c'era nessuno. Si rivolse di nuovo all'uomo sul pavimento.
"Devi dire la verità. Adesso più che mai. Non posso aiutarti se non dici la verità."
"Cos'è, ti sei fatto prete? Vuoi che mi confessi?"
"E tu vuoi confessarti?"
L'uomo sul pavimento non rispose. Dopo qualche momento Bosch pensò che si fosse riaddormentato e di nuovo spinse la punta della scarpa contro i suoi reni. L'uomo si mosse agitando scompostamente braccia e gambe.
"Vaffanculo! Non voglio te! Voglio un avvocato!"
In silenzio Bosch rimise il registratore in tasca, poi si chinò in avanti, appoggiò i gomiti sulle ginocchia e intrecciò le mani. Quindi guardò l'ubriaco e scosse lentamente la testa.
"Allora temo di non poterti aiutare."
Si alzò e cercò l'agente di guardia attraverso lo spioncino. L'uomo rimase sul pavimento.

1

"STA ARRIVANDO QUALCUNO."
Terry McCaleb alzò gli occhi sulla moglie, quindi seguì il suo sguardo. Vide una macchina elettrica che si inerpicava lungo la strada sotto di loro. L'autista era nascosto dal tetto del veicolo.
Erano seduti sotto il portico della casa che lui e Graciela avevano affittato su La Mesa Avenue. La vista andava dalla stretta strada ventosa fino a tutta Avalon, porto compreso, e raggiungeva, attraverso la Baia di Santa Monica, la nuvola di smog sul continente. Era stato per quella vista che avevano scelto la casa. In quel momento però, McCaleb non stava guardando il paesaggio, ma la neonata che aveva in braccio. Non vedeva altro che i grandi occhi blu di sua figlia.
Quando la macchina passò sotto di loro, capì, dal numero indicato sul fianco, che si trattava di un'auto a noleggio. Probabilmente qualcuno che era arrivato dal continente con il Catalina Express. Si domandò come facesse Graciela a sapere che il visitatore stava andando da loro e non da qualcun altro. Ma non chiese nulla: le era già capitato di avere premonizioni del genere.

© 2002 Piemme Editore

biografia dell'autore
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Michael Connelly, ex giornalista di cronaca nera del "Los Angeles Times", è considerato ormai uno dei grandi maestri del thriller. Tra i suoi libri ricordiamo: Debito di sangue, Il poeta, Vuoto di luna, Musica dura, La memoria del topo, L'ombra del coyote, Ghiaccio nero e Il ragno (Premio Bancarella 2000)
Sul sito libriAlice.it l'intervista allo scrittore.


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4 ottobre 2002