GIALLI

Giorgio Scerbanenco
Uccidere per amore
Racconti 1948-1952

"Entrò, e vide che Antony era sul letto, ancora vestito. Strano, in un uomo ordinato come lui. Poi, la posa in cui stava la inquietò. Che avesse bevuto? Gli accadeva raramente. Quando si avvicinò scorse allora i suoi occhi rovesciati, si vedeva appena un po' di pupilla."

Questi racconti uscirono, sotto pseudonimi diversi, in varie riviste femminili, dal 1948 al 1952. Oggi, raccolti meritoriamente in volume dalla Sellerio con la cura di Roberto Pisani, presentano una coerente sintesi delle tematiche di questo autore considerato, a ragione, il vero maestro della narrativa gialla italiana. I racconti propongono vicende di argomento "noir" unificate da un elemento comune: la morte e l'amore, il delitto e la passione. Storie di coppie strane, di complicità imprevedibili e di prevedibili inganni, di donne timide e miti e di spietate assassine: insomma un mix classico trattato però in modo straordinariamente originale. La grandezza, ormai universalmente riconosciuta, di Scerbanenco è proprio nell'aver interpretato il giallo senza chiuderlo negli stretti schemi del genere e nell'aver saputo cogliere (anche quando l'azione è collocata in un ipotetico paese straniero e i nomi utilizzati non sono italiani) il gusto e l'interesse per certi particolari propri della nostra sensibilità. Questa raccolta mostra, nella varietà delle figure e delle vicende, la vasta conoscenza degli uomini del suo autore e la spontanea naturalezza nel creare storie che appaiano assolutamente vere, anche se in realtà e fuori contesto, sono piuttosto improbabili. La lettura appassionante e leggera delle vicende narrate non significa (e questo è proprio l'insegnamento di Scerbanenco) né superficialità, né banalità, quanto piuttosto maestria affabulatoria e capacità di catturare l'attenzione. Oggi il giallo italiano è ormai affermato e tutti i suoi autori riconoscono giustamente al nostro scrittore la funzione di caposcuola.

Uccidere per amore. Racconti 1948-1952 di Giorgio Scerbanenco
298 pag., Euro 11.00 - Edizioni Sellerio (La memoria 544)
ISBN 88-389-1782-5

Le prime righe

Rose ruggine

Erano in tre che facevano la guardia alla signorina Michard. Alle sette arrivava il grasso Faurras, tutto lustro, sbarbato, gli occhietti piccoli, grigi, acutissimi, e girellava per la villa fino alle tre, quando veniva Chambaux a dargli il cambio. Chambaux si fermava fino alle undici di sera, e il turno di notte, che era il meno facile, lo faceva Millière, l'anziano, non per età, ma per esperienza.
La signorina Michard era una giovane donna, un poco magra e dall'espressione piuttosto severa, l'espressione di famiglia, perché i Michard erano dei vecchi nobili di provincia, gente austera, ricca, proprietari di terreni, di ville, di fabbriche nel sud della Francia. Lise Michard, che da anni viveva sola nella sua villa, era bella, ma non di quelle bellezze che fanno colpo. Nulla in lei colpiva, tutto era velato, discreto, misurato, ma dopo un po' di volte che la si vedeva cominciava a notare la sua segreta bellezza, e se ne restava affascinati. Anche Chambaux, che era un donnaiolo, aveva detto una sera a Milière: "I primi giorni mi era sembrata una zitella muffosa, adesso ti assicuro che comincio a capire molto bene Le Gar".
Le Gar, come tutti sanno, aveva molti delitti sulla coscienza. Cinque fattorini di grandi compagnie d'assicurazioni erano stati freddamente accoppati da lui e dai suoi amici, neppure in due anni. Ma aveva evidentemente anche un cuore romantico, lo dimostrava la sua relazione con la signorina Michard, e le lettere infiammate che le aveva scritto.

© 2002 Sellerio Editore


L'autore

Giorgio Scerbanenco (1911-1969), nato a Kiev da padre ucraino e madre italiana, vissuto in Italia, scrive tra il 1940 e il 1942 le avventure di Arthur Jelling (Sei giorni di preavviso, La bambola cieca, Nessuno è colpevole, L'antro dei filosofi, Il cane che parla, Si vive bene in due). Dopo una lunghissima parentesi di ventiquattro anni dedicati al giornalismo, torna al giallo con sei romanzi ambientati nella Milano nera: Venere privata (1966), Traditori di tutti (1966), I ragazzi del massacro (1968), I milanesi ammazzano il sabato (1969), Milano calibro nove e Il centodelitti (entrambi postumi).


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


27 settembre 2002