LIBRI E LINGUAGGI


Libri e biblioteche

"Il bibliotecario ideale deve anzitutto zoppicare affinché sia ritardato il tempo che trascorre tra il prelevamento della scheda di richiesta, la discesa nei sotterranei e il ritorno. Per il personale destinato a raggiungere su scala a pioli gli scaffali più alti di otto metri si richiede che il braccio mancante sia sostituito con protesi a uncino, per ragioni di sicurezza. Il personale totalmente privo di arti superiori consegnerà l'opera tenendola stretta tra i denti (la disposizione tende a impedire la consegna di volumi superiori al formato in ottava)."

Il divertente brano di Eco, tratto dal Secondo diario minimo, non deve far credere che il volumetto sia giocato sull'ironia; per altro i nomi degli autori dei testi che Canfora ha selezionato, non dovrebbero suscitare un simile fraintendimento. Il destinatario naturale di Libri e biblioteche è chiaramente il bibliofilo che apprezzerà sia il forbito linguaggio di Adamo Chiusole, autore del primo brano, sia l'excursus storico di Victor Hugo così fortemente romantico, sia le lettere di Gérard de Nerval, appassionanti come un romanzo, ricche di dotte notazioni antropologiche e di costume su libri, librai e biblioteche, sia l'affascinante prosa di Musil che, nell'apparente uniformità, sa ben descrivere il rapporto intenso tra il cultore di libri e il luogo ad essi consacrato, la biblioteca. Ed è proprio La missione del bibliotecario a essere ben delineata dal brano di José Ortega y Gasset che colloca questa professione in un periodo cruciale per la storia generale dell'umanità e per il ruolo e il significato, anche critico, che il libro è venuto ad assumere: "La cultura che aveva liberato l'uomo dalla foresta primigenia lo scaraventa di nuovo in una foresta di libri non meno inestricabile e soffocante". La bibliomania, dirà nel saggio seguente Luciano Canfora, ha radici antiche e ne indica alcuni illustri esempi, ma la passione smodata per i libri può essere anche estremamente pericolosa se, e lo storico ne porta una testimonianza, può addirittura condurre al delitto. A chiudere il volume vi sono alcune pagine di Umberto Eco che opportunamente introducono il tema del rapporto tra libro e nuove tecnologie. Con il consueto humour dichiara (e come non si può non concordare?) l'insostituibile funzione del mezzo cartaceo, strumento meraviglioso, giungendo a concludere che, anche attraverso le più innovative tecniche, il risultato a cui si arriverà sarà sempre e comunque un libro.

Libri e biblioteche, testi di Adamo Chiusole, Umberto Eco, Victor Hugo, Gérard de Nerval, Robert Musil, José Ortega y Gasset
A cura di Luciano Canfora
Pagine scelte e presentate da Luciano Canfora
Pag. 112, Euro 8.00 - Edizioni Sellerio (La memoria n.536)
ISBN 88-389-1764-7

Le prime righe

Circa l'anno 790 Eterio, vescovo di Osma, nel contorto suo argomentare contro l'eresia di Elipando (il quale riteneva che Cristo non fosse propriamente figlio di Dio, bensì un uomo da lui "adottato"), ricorreva, tra l'altro, ad un singolare paragone tra l'uomo e la biblioteca: "per bibliothecam homo designatur". La biblioteca ed il libro erano, per questo vescovo spagnolo, un exemlum utile per meglio intendere le tre (a suo dire) parti di cui è composta l'umana natura. E' difficile tener dietro all'oscuro latino di Eterio, ma certo la sua trovata attesta una familiarità ed una alta considerazione del libro. Egli quasi si spinge a farne un'entità animata, così come, per converso, fa dell'essere umano una entità bibliomorfa. Un altro dotto, anche lui vescovo, Isidoro di Siviglia, un secolo e mezzo prima di Eterio, aveva sistemato tutto lo scibile in una pregevole enciclopedia (le Etymologiae), in venti libri, il sesto dei quali era largamente dedicato alla scienza bibliotecaria, considerata in ogni suo aspetto. Compresi quelli materiali, che nelle fonti antiche sono di solito sottaciuti, perché considerati ovvi e notorii. Diversamente da Eterio, Isidoro era una mente sistematica e ordinatrice. Così, nel caso dei libri, raccolse tutto quello che è giusto sapere su di essi: dalla improbabile biblioteca di Pisistrato, tiranno di Atene, alle raccolte dei canoni conciliari. E' chiaro però che i libri sono, per lui, innanzitutto, se non esclusivamente, quelli sacri e patristici.
© 2002 Sellerio Editore


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


20 settembre 2002