STORIE DAL 900

Luigi Vaccari
Faccia a faccia
Trenta personaggi famosi raccontano il nostro tempo

"Alberoni: Vorrei aggiungere questo: il vero capo riesce se si getta dentro il problema, se si identifica con esso, perdonatemi la sottolineatura, in modo serio. Cosa vuol dire in modo serio? Credendoci veramente."

Un modo originale per descrivere il nostro tempo e in particolare l'Italia degli ultimi vent'anni. Non un saggio teorico, non una elaborazione sociologica, ma una serie di interviste sui più diversi temi, condotte a coppie di personaggi, tra loro molto diversi per professione e, talvolta, anche per età, ma tutti notissimi al grande pubblico. Il successo, che è l'elemento comune agli intervistati, è giunto attraverso attività differenti, si passa dallo scrittore, all'attore, al manager, al giornalista, all'industriale, all'uomo di spettacolo, al celebre chirurgo: ognuno dalla sua angolatura osserva un aspetto della vita e di sé, dà un'interpretazione soggettiva delle ragioni della propria affermazione o di certe consuetudine del costume nazionale.
Di certo le esperienze descritte non possono essere generalizzate, il lettore medio non potrà sicuramente ritrovarsi in molte delle affermazioni di questi vip... Sarà però proprio la somma delle varie testimonianze (rese più vivaci dal "faccia a faccia") a ricostruire certe caratteristiche dell'Italia d'oggi, almeno a spiegare il perché del successo e come si riesca a incidere sulle abitudini e sulla mentalità del Paese.
In una società così condizionata dalla comunicazione televisiva, risulta chiaro il peso di un comportamento, il senso di un messaggio: ad esempio il modello di adolescenza di Ambra Angiolini non è stato insignificante (anche se costruito) per mille e mille ragazze. Inoltre l'italiano medio può provare maggiore simpatia per il famoso luminare se viene confessata la sua golosità, o viene allertato a un uso critico del mezzo televisivo se sono due grandi giornalisti a metterlo in guardia.
I testi erano già apparsi (anche se qui sono stati rielaborati e ampliati) in vari numeri di Capital e sono stati giustamente raccolti da Luigi Vaccari in volume perché è proprio l'insieme di argomenti e di personaggi pubblici a costituire un'interessante finestra aperta sul nostro tempo.

Faccia a faccia. Trenta personaggi famosi raccontano il nostro tempo di Luigi Vaccari
141 pag., Euro 7.90, - Edizioni Rizzoli
ISBN 88-17-12954-2

Le prime righe

Andrea Camilleri - Sabrina Ferilli
Com'è allegro il nostro sesso

Andrea Camilleri, siciliano di Porto Empedocle, 75 anni, 30 alla Rai, per lungo tempo regista radiofonico, teatrale e televisivo, professore all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, narratore. Sabrina Ferilli, romana di Roma, 36 anni, attrice di cinema, di teatro, di televisione. Lo scrittore più letto e l'attrice più amata dagli italiani non si conoscevano. Si sono incontrati il pomeriggio di un sabato, in casa di lei, sulla via Flaminia, e, attorno a un tavolo, sollecitati quel tanto che basta, hanno parlato di amore, di matrimonio, di seduzione, di sesso, di tradimento... Senza falsi pudori. Ma con il garbo che si addice a un anziano signore e a una giovane signora. Si sono trovati in sintonia quasi perfetta su tutto. " Posso invitarti a cena con tua moglie?", ha chiesto alla fine della conversazione Sabrina Ferilli. "Con tanto piacere", ha risposto Andrea Camilleri.

Camilleri: Cominciamo da un terreno comune, che è il passato. Sia pure con l'enorme differenza di età tra Sabrina e me, ricordare il primo amore mi sembra la cosa più giusta per avviare questa chiacchierata. Al di fuori della diversità e del tempo, credo che le reazioni siano sempre le stesse: per Dante Alighieri, per Turgenev, per chiunque.
Ferilli: Come no.
Camilleri: Il ricordo del primo amore è la compagna di classe. Era già una conquista frequentare, a scuola, una classe mista. Quando facevo il primo, il secondo ginnasio, le classi in Sicilia erano assolutamente separate. Quindi c'è stata anzitutto 'sta novità inebriante delle compagnucce. Ed è cominciato un gioco di sguardi, di bigliettini. (Ma quella sorta di leggera ebbrezza, che senti quando hai bevuto del buon whisky, e il mondo ha un colore, e stai benissimo, l'ho scoperta più tardi.) Potevo avere 14 anni. Lei si chiamava Egle: si chiama, perché so che è viva e vegeta.
Ferilli: È vero: si ha la curiosità di seguire il primo amore e di non abbandonarlo più. Non credo che il primo bacio sia il più bello; a me piace ricordare il primo bacio di ogni storia. Ma si rimane affezionati a quella persona. Tu sai che quella ragazza oggi è una signora viva e vegeta: quindi chiedi, ti informi. Anch'io so abbastanza del mio primo ragazzo, mentre non mi interessa conoscere che fine abbiano fatto tanti altri coi quali ho vissuto degli amori.

© 2002 RCS Libri Editore


L'autore

Luigi Vaccari è nato a Roma, dove vive, ha 67 anni, fa il giornalista da 50 anni. Dal 1970 scrive per "Il Messaggero", dove è stato responsabile degli spettacoli, dei servizi culturali, critico televisivo, inviato speciale. Collabora con "Avvenire"(nelle pagine di Agorà) e con "Capital". Dal 1998 cura per il "Gr3" della Rai la rubrica settimanale L'aneddoto. Ha pubblicato Di nevrosi si vive (1991) e Io e mio padre (2001). Sul Café Letterario intervista con l'autore.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


20 settembre 2002