LETTERATURA STRANIERA

Steve Martini
L'imputato

"Sappiamo soltanto che qualcuno l'ha uccisa. Non sappiamo quanto fosse alto, né che mano abbia usato." Non pronuncio la frase come fosse una domanda: non voglio dargli la possibilità di eccepire. "È tutto, vostro onore."

Steve Martini è da tempo entrato nell'Olimpo dei grandi scrittori di legal thriller, che non sbagliano una storia e che si attestano regolarmente nelle posizioni di vertice delle classifiche internazionali di vendita.
Con questo titolo ancora una volta centra il suo obbiettivo e racconta una vicenda complessa che con equilibrio mirato mescola il giallo tradizionale con l'appassionante resoconto delle aule del Tribunale, l'indagine poliziesca con la preparazione della difesa in un processo. Protagonista è Paul Madriani, avvocato abile e intelligente che già ha avuto spazio in precedenti romanzi di Martini. Affiancato dal suo collaboratore Harry Hinds (si riproduce l'abituale accoppiata che "regge" molte delle più celebri storie di avvocati di grido, anche televisive, per tutte ricordiamo la mitica serie di Perry Mason) Madriani deve affrontare la difesa di un noto genetista, David Crone, accusato di aver brutalmente ucciso la giovane ricercatrice Kalista Jordan. Le prove a carico di Crone sembrano essere schiaccianti e ogni tentativo di difesa potrebbe apparire insostenibile, fino a quando non avviene un evento insperato che capovolge la situazione, scagionando a sorpresa l'imputato. Si tratta della lettera d'addio di un suicida, un suo collaboratore, Bill Epperson, che confessa di aver assassinato Kalista. Ma la vicenda, apparentemente chiarita, si tinge di nuovo di rosso perché il vero colpevole dell'omicidio non è affatto Bill, ma un uomo distrutto dal dolore che vuole vendicare la morte della figlia. Naturalmente la storia non finisce qui, ma anticiparvi le mosse di Madriani per risolvere l'intricata vicenda sarebbe un delitto.

L'imputato di Steve Martini
Titolo originale: The Jury
Traduzione di Annamaria Raffo
301 pag., Euro 16.50, - Longanesi & C. (La Gaja scienza n.676)
ISBN 88-304-1993-1

Le prime righe

Prologo

La ragazza fissava le stelle nel cielo senza luna col capo appoggiato contro il cordolo ricurvo di cemento del bordo della vasca. I suoi occhi erano esotici ovali marroni, cui l'arco scolpito delle sopracciglia conferiva un che di misterioso. Erano sempre la prima cosa che la gente notava parlando con lei. Gli uomini parevano smarrirvisi.
I capelli bagnati scendevano come una cascata di velluto liquido, che restava sospesa sull'acqua intorno alla pelle color bronzo delle spalle e del collo slanciato. Il corpo atletico agiva come una specie di calamita sugli uomini. Tutto in Kalista Jordan era perfettamente proporzionato... tranne, forse, l'ambizione.
Alta e snella, incarnava alla perfezione l'ideale fisico del suo tempo. Si era pagata senza il minimo sforzo gli studi al college facendo servizi fotografici per le riviste di moda. Secondo quelli dell'agenzia, come modella avrebbe potuto aspirare a una carriera da milioni di dollari all'anno. Le avevano offerto di fare alcune copertine, ma lei aveva rifiutato: non voleva trasferirsi a New York.
La parabola della celebrità per le modelle era troppo breve. Pur non essendo disposta a rinunciare né all'uno né all'altro, Kalista avrebbe preferito sprecare il proprio corpo piuttosto che il cervello. Voleva una carriera che durasse più di qualche stagione e non si concludesse in una pila di vecchie riviste.
Conseguita la laurea di primo grado all'University of Chicago, aveva lasciato le passerelle. Donna, afroamericana, diplomata a pieni voti in bioingegneria, si era ritrovata subissata di offerte per vari corsi post-laurea, e aveva finito con l'accettare una borsa di studio a Stantford.
C'erano voluti sei anni, ma alla fine aveva conseguito il dottorato in elettronica molecolare: una delle due donne sulla costa occidentale ad occuparsi di questa materia d'avanguardia, la frontiera della scienza per il nuovo millennio.

© 2002 Longanesi & C.


L'autore

Steve Martini, nato a San Francisco, ha dapprima lavorato come reporter a Los Angeles e come corrispondente presso il governo statale a Sacramento, specializzandosi in questioni legali. Nel 1974 ha conseguito la laurea in Legge, ha poi svolto la professione di avvocato e dal 1984 si è dedicato a tempo pieno alla narrativa. Ha scritto: Prova schiacciante, Influenza indebita, Il giudice, La classifica, Punto di fusione e L'avvocato.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


20 settembre 2002