LETTERATURA STRANIERA

Richard Ford
Infiniti peccati

"Poi ripresi a camminare, sentendomi stranamente, ma senz'alcuna meraviglia, tradito, proseguii semplicemente lungo la strada verso la mia stanza e il mio portone, e la mia vita entrò, in quel momento, nel suo primo, lungo ciclo dominato dalla necessità."

Se desiderate comprendere profondamente l'animo americano, o meglio, l'uomo occidentale, le incongruenze che lo caratterizzano e le sue potenzialità, una delle letture consigliabili è quella dei titoli di Richard Ford, che in traduzione italiana sono ormai numerosi. L'ultimo, appena uscito in libreria, si intitola Infiniti peccati ed è stato pubblicato in versione originale nel 2001. Si tratta di una fotografia recentissima della società statunitense di cui Ford ci ha già dato magistrali esempi, vista attraverso la chiave di lettura del "peccato" inteso però in senso lato come errore, meschinità e grettezza.
Spesso accostato a Carver, in realtà Ford, suo grande amico, è un narratore più "tradizionale", che tuttavia con altrettanto cinismo e spietatezza sottolinea le sbavature psicologiche e morali dei suoi "vicini". Fisicamente altero, dagli occhi di ghiaccio e dal viso impenetrabile, sembra rappresentare al meglio la figura dell'osservatore irriverente, anzi, spesso spietato, della nostra quotidianità.
Infiniti peccati è una raccolta di racconti (10 in totale) incentrati sull'incomunicabilità che nasce dalla menzogna, dalla falsità dei rapporti interpersonali, dalla facilità di tradire ogni aspettativa e cambiare solidi progetti e scelte determinate, nell'arco di un attimo, per interesse o anche solo per superficialità. Non sono particolarmente importanti le singole storie, che descrivono i rapporti di coppia, ma anche quelli tra genitori e figli, amici o animali domestici. Il motivo profondo della lettura dei libri di Ford sta forse nell'intensità, nella obiettività e nel coraggio con cui questi personaggi sono descritti: uno specchio che riflette le meschinità umane che albergano nell'animo di ognuno di noi, senza retorica.

Infiniti peccati di Richard Ford
Titolo originale: A Multitude of Sins
Traduzione di Vincenzo Mantovani
270 pag., Euro 17.00 - Edizioni Feltrinelli (I Narratori)
ISBN 88-07-01621-4

Le prime righe

CUCCIOLO

All'inizio della primavera scorsa qualcuno lasciò un cucciolo oltre il cancello posteriore della nostra casa, e non venne più a riprenderlo. Accadde in un momento in cui io andavo e venivo da St. Louis ogni settimana, e mia moglie era impegnatissima nella maratona per l'Aids, che a New Orleans si svolge, abbastanza ironicamente, quasi in coincidenza con la dichiarazione dei redditi, e che in genere è occasione di molti spiacevoli contrasti, che inevitabilmente si risolvono, è ovvio, con l'altruismo e la buona volontà.
Se comincio così questa storia è solo per dire che la nostra casa spesso è vuota per gran parte del giorno, il che ha permesso a chi ha lasciato il cucciolo di farlo. Abitiamo in un angolo del raffinato centro storico. La nostra casa è grande e antica e attira l'attenzione - è una tipica casa del Quartiere francese - e il cancello del giardino è distante dalla porta di servizio, da cui la visuale è bloccata da una fitta siepe di ligustri. Deporre un cucciolo oltre il cancello di ferro e filare via senza farsi notare non sarebbe difficile, e immagino non lo sia stato.

© 2002 Feltrinelli


L'autore

Richard Ford è nato nel 1944 a Jackson (Missisipi), è considerato uno dei miglior scrittori americani contemporanei ed è stato definito "il poeta del quotidiano ". Tra i suoi libri ricordiamo: Rock Springs (1989), L'estrema fortuna (1990), Incendi (1991), Sportswriter (1992), Il donnaiolo (1993), Il giorno dell'Indipendenza (1996) per il quale ha ricevuto sia il premio Pulitzer sia il premio Pen/Faulkner, e Donne e uomini (2001)


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


13 settembre 2002