LETTERATURA STRANIERA

Anita Desai
Il villaggio sul mare

"Chiunque conosca l'India sa quanto forte sia la vitalità di spirito anche nelle peggiori circostanze."

Da questo spirito, così semplicemente espresso nella frase precedente, che Anita Desai scrive nella breve introduzione al suo romanzo, si concentra il senso del suo scritto, della sua opera. "Non volevo nascondere le sofferenze, ma volevo anche comunicare questa capacità di godimento", scrive ancora la Desai. Ed è proprio questo che ci trasmette Il villaggio sul mare. È la storia esemplare di un villaggio indiano in cui per secoli e secoli la vita è stata scandita dai ritmi della pesca e della piccola agricoltura ad andamento familiare e dove improvvisamente, negli anni Settanta, arriva il "progresso" sotto forma di insediamento industriale: una grande fabbrica di pesticidi.
La diffidenza iniziale si tramuta in speranza di una vita migliore, a dispetto di ogni pericolo evidente per la salute, perché l'aspetto economico dell'esistenza è troppo centrale per permettersi di mettere in discussione una così grande opportunità. E a nulla possono valere le proteste degli ambientalisti e le reticenze di alcuni. Thul, il piccolo villaggio a nord di Bombay, è il luogo in cui crescono fratello e sorella, Hari e Lila, che diventano i testimoni letterari di un cambiamento radicale che ha segnato tutta l'India degli ultimi decenni.
Inevitabilmente il pensiero va alla tragedia di Bhopal e al bel libro di Dominique Lapierre che ne ha raccontato gli aspetti più drammatici. Nelle ultime pagine di questo romanzo incombe un simile (seppur attenuato) senso di impotenza: nessuno potrà fermare l'inquinamento ambientale e la distruzione di un'intera zona, che porterà sicuramente con sé una crisi generale degli abitanti della zona.
Anita Desai si unisce così al coro di scrittori, (ricordiamo fra tutti Arundhati Roy) nella denuncia di un dramma collettivo passato spesso inosservato dal resto del mondo. Il suo tratto è leggero e gentile, i suoi personaggi non gridano, ma la loro voce rimane impressa, indelebilmente nell'animo del lettore.

Il villaggio sul mare di Anita Desai
Titolo originale: The Village by the Sea
Traduzione di Anna Nadotti
VIII-171 pag., Euro 8.50 - Edizioni Einaudi (Tascabili. Letteratura 1015)
ISBN 88-06-16341-8

Le prime righe

Capitolo primo

Quando Lila uscì sulla spiaggia era ancora presto che non c'era nessuno in giro. La sabbia era stata ripulita dalla marea notturna e nessuno l'aveva ancora calpestata tranne gli uccelli che pescavano lungo la costa, gabbiani, chiurli e piripiri. Lila si diresse verso il mare reggendo nel palmo della mano un piccolo canestro colmo di fiori che aveva raccolto nel giardino intorno a casa, boccioli di ibisco scarlatto, gigli profumatissimi e fiori di allamanda, lucidi e gialli come il burro.
Quando fu sulla battigia sollevò le pieghe del sari, se le fissò intorno alla vita ed entrò in acqua. La spuma cremosa delle onde le lambiva i piedi mulinando intorno alle caviglie. Continuò ad avanzare finché raggiunse un gruppo di tre rocce. Una era chiazzata di polvere rossa e bianca. Era la roccia sacra, una specie di tempio nel mare. Con l'alta marea restava sommersa, ma ora, con la bassa marea, si poteva rinnovare la consacrazione. Lila prese i fiori dal canestro e li sparse sulla roccia, poi congiunse le mani e chinò il capo.

© 2002 Giulio Einaudi Editore


L'autrice

Anita Desai ha scritto Notte e nebbia a Bombay, In custodia, Digiunare, Divorare e Chiara luce del giorno.


Di Grazia Casagrande
e Giulia Mozzato


13 settembre 2002